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Asset allocation: errori di fondo e strategie per investire in Borsa oggi

L’asset allocation è la strategia di investimento ad oggi più diffusa. Il successo di quello che è diventato, nel corso del tempo, un vero e proprio metodo per investire in Borsa, è da imputare ad una serie di circostanze favorevoli. Se l’asset allocation è molto diffusa lo si deve infatti al comportamento unilaterale di banche e promotori finanziari. Questi enti a cui ci si rivolge per investire in Borsa, infatti, propongono sempre strategie basate sulla asset allocation come se non esistessero altre strade da percorrere. Siamo in pratica in presenza di una sorta di monopolio che è diventato incontestabile.

asset allocation

Il successo dell’asset allocation ha finito con il nascondere quelle che sono le zone d’ombra di questa strategia di investimento. Esistono infatti degli oggettivi punti deboli che poi, spesso, si traducono in altrettanti errori. Sotto questo punto di vista le debolezze dell’asset allocation determinano quindi degli sbagli strategici che portano a perdite ma anche a mancati guadagni.

Investire in borsa senza fare errori

investire in borsa senza errori

Uno degli errori principali di questa strategia riguarda la confusione tra rischio e volatilità. I due termini vengono usati come sinonimi. In realtà si tratta di due aspetti differenti legati all’investimento. A fare chiarezza su questo punto è stato un recente contributo di Recce’d.

L’analisi condotta è partita subito da una situazione reale. Le borsa e i mercati sono state recentemente preda di una volatilità praticamente minima. A partire dalla seconda metà di agosto sia sul mercato azionario che su quello obbligazionario, la volatilità è scesa a livelli molto bassi. L’aspetto curioso di questa situazione è che bassi livelli di volatilità si sono toccati in tutte le aree geografiche. Praticamente tra le borse europee e la Borsa di Wall Street non c’è stata differenza.

In base alla distorsioni dell’asset location, si può essere portati a pensare che la bassa volatilità si traduca in un basso rischio. Fare questa identificazione significa commettere un grave errore. Uno sbaglio imperdonabile alla luce della situazione attuale. Oggi, infatti, non c’è persona dotata di buon senso che possa parlare di una situazione generale a basso rischio. Investire oggi in azioni o investire in obbligazioni implica un forte rischio anche se si viene da una fase a bassa volatilità.

Chiaramente vale anche il discorso opposto a questo. Alta volatilità, infatti, non significa alto rischio.

Investire in azioni non volatili è meno rischioso?

volatilità borsa

Il ragionamento che spesso si è portati a fare quando si investe in azioni è essenzialmente questo: se quella quotazione ha avuto una storia di volatilità bassa, allora il suo rischio è contenuto. Un titolo per non essere rischioso, quindi, deve avere un andamento stabile. Lo stesso discorso fatto per le azioni vale anche per l’obbligazionario. Secondo Recce’d, infatti, l’asset allocation ha determinato la vendita di bond dalla bassa volatilità storica ma molto rischiosi. Il punto, secondo gli analisti, è che agli investitori di quello che è lo storico di un asset interessa relativamente poco. Il vero interesse, infatti, è quello per lo stato di salute dell’asset nel momento dell’acquisto e per quelle che sono le sue prospettive.

Una visione simile, quindi, pone un accetto più marcato sull’analisi fondamentale rispetto all’analisi tecnica fermo restando l’importanza dei grafici. Ad ogni modo per investire in borsa o in bond senza errori sempre al sottostante è necessario guardare!

Quando la non volatilità diventa un rischio

borsa rischi

Gli ultimi righi dell’analisi di Recce’d sono dedicati ad una valutazione su alcuni ETF e fondi comuni recentemente immessi sul mercato. Si tratta dei cosiddetti prodotti Low Volatility ossia assets che in passato hanno avuto bassa volatilità. Se si è seguito il filo conduttore di questa analisi emerge che tali prodotti potrebbero riservare delle sorprese in futuro non proprio positive. Il fatto che facciano riferimento a sottostanti che sono stati poco movimentati negli ultimi anni, infatti, non significa nulla. La domanda da farsi è quindi investire oggi in assets poco volatili è davvero sicuro? Sottolineando investire oggi! All’investitore, infatti, interessa soprattutto quello che avviene oggi e non quello che avveniva 10 anni fa.

La storia recente della finanza ha infatti dimostrato che non c’è assets, non c’è azione e non c’è bond che non stia subendo le ripercussioni dell’attuale crisi economica. All’investitore il compito di cogliere gli spunti che da tele situazione sono stati creati.

Perchè investire oggi nel CFD Trading

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In questo paragrafo ci occuperemo solo del CFD trading e non del trading binario. Il motivo è prettamente pratico. Le opzioni binarie, infatti, generano guadagni (o perdite) secche mentre noi siamo interessati a profitti o perdite proporzionali. Il CFD Trading, quindi, ci interessa in quanto replica di quello che avviene in borsa.

Molti traders, già esperti di Forex e CFD Trading sono soliti utilizzare la strategia dell’assets allocation per giocare in Borsa. Questo comportamento non è sbagliato ma potrebbe essere viziato dal fenomeno dell’identificazione tra il rischio e volatilità.

Soprattutto nel caso di trading online di breve periodo, la volatilità è condizione senza la quale riuscire a guadagnare diventa decisamente difficile. E’ chiaro che in una situazione come questa l’alta volatilità possa determinare dei rischi che però non sono superiori ai vantaggi dello sbalzo della quotazione.

Per gestire questa situazione che potrebbe sfuggire di mano è sempre utile impostare gli stop loss. In questo modo si evita che una semplice perdita possa trasformarsi in un disastro. Gli stop loss ossia il blocco automatico del trade se il prezzo dell’asset scende al di sotto di un certo livello, sono elemento essenziale della strategia di trading ma solo degli esperti. I principianti, infatti, devono fare molta pratica prima di riuscire ad utilizzare queste funzioni.

Nel lungo periodo i problemi dovuti all’errata identificazione tra rischi e volatilità hanno un peso ancora maggiore. Impostare un’asse allocation che preveda l’acquisto e l’inserimento in portafoglio di titoli che in passato hanno avuto una volatilità minima non mette al riparo da possibili rischi dovuti al contesto generale. Investire oggi secondo questa concezione è fuorviante. Nel CFD Trading è sempre opportuno fare riferimento non esclusivamente a quei titoli statici che si potrebbero poi rilevare anche un boomerang. Se si è interessati a un profitto vanno quindi anche comprati CFD su assets in passato più volatili. Del resto è la volatilità a creare occasioni di investimento in Borsa.

Strategia CFD trading: conclusioni e consigli

strategia

L’analisi e le prospettive di Recce’d si possono condividere o meno. Ogni investitore, infatti, può e deve giustamente avere la sua strategia. Certo è però che questo invito a riflettere sui limiti della sovrapposizione tra rischio e volatilità non può non essere colto. Per tanti anni, infatti, è sempre stato fatto passare il messaggio che in momento di turbolenza era meglio indirizzarsi verso strumenti e assets che, nella storia, si erano sempre mostrati poco volatili. I motivi per cui è sempre stato fatto passare hanno rilevanza fino ad un certo punto.

Quello che conta è però capire che in borsa come nel trading non esistono più i postulati. La strategia di borsa perfetta è quella che unisce elementi diversi. E tra questi elementi anche l’analisi su volatilità/rischi dovrebbe trovare il sui collocamento.

Certamente lo studio sui limiti dell’asset allocation è più adatto a quegli investitori che puntano su assets molto diversificati. Ci riferimento ossia agli investitori che scelgono di comprare azioni, bond societari e titoli di stato, miscelando questi assets anche con attività reali Ma sarebbe un peccato se anche gli investitori più piccoli tenessero in considerazione queste considerazioni. In ultimo anche i traders che scelgono di investire in Borsa da casa sulle piattaforme di CFD avrebbero molti vantaggi dal rompere il postulato dell’identificazione.

In fin dei conti, sia nel caso di grandi investitori che di piccoli, il rischio farsi suggestionare dalla bassa volatilità è molto alto. Uscire dallo schema imposto significa capire che quello che valeva ieri, oggi potrebbe non essere più valido. In questo modo si eviterebbero spiacevoli sorprese.

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