Forex Trading: opinioni, demo, strategie e broker Forex
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Come fare trading forex: la guida completa per principianti

Guida Base al Trading Forex – Come inziare

Se è la prima volta che senti parlare del mercato forex e del forex trading, allora sei nel posto giusto: questa guida è stata creata proprio per assicurare quella conoscenza base, ma fondamentale, a tutti i trader che hanno deciso di iniziare a fare trading forex.

Nella guida troverai quindi tutti i concetti del forex trading, spiegati in modo dettagliato e con l’ausilio di immagini dimostrative. Tramite questa rapida guida, potrai ottenere un’infarinatura generale sul mercato del forex e su come fare trading forex.

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Bando alle ciance: passiamo alla guida vera e propria, iniziando proprio dall’indice degli argomenti trattati.

Indice Guida

Utilizza questo comodo indice per navigare all’interno della nostra guida al trading forex.

Introduzione: Perché il Forex?

Se state leggendo questa guida, molto probabilmente vi siete interessati al mercato del forex e avete intenzione di capire come funziona il trading forex. Ma quali sono i vantaggi del mercato forex?

  • Accessibilità: Chiunque può unirsi al mercato del forex ed iniziare a fare trading; lo dimostra il fatto che ogni giorno vengono mossi oltre tre milioni di dollari nelle transazioni nel forex!
  • Mercato aperto 24/24H: Il mercato del Forex è aperto 24/24H, permettendo così ai trader di operare quando vogliono. Nessuna restrizione di tempo, come invece accade per esempio nel mercato azionario (a differenza del forex, la Borsa Italiana apre alle ore 9.00 e chiude alle ore 17.00).
  • Asset chiari da scegliere: Al contrario del mercato azionario, dove i trader possono scegliere tra centinaia e centinaia di titoli azionari (e indici) diversi, il mercato del forex opera principalmente intorno ad una decina di coppie di valute., Infatti, anche se sono disponibili svariate coppie di valute tra cui scegliere nel mercato Forex, i trader preferiscono operare quasi sempre con un numero limitato di coppie di valute (come l’EUR/USD), perché sono quelle più volatili ed utilizzate nell’economia globale. Ciò si traduce in facilità di scelta per il trader, che non deve perdere troppo tempo a scervellarsi su quale asset scegliere e quale lasciar stare.
  • Liquidità: Il mercato del Forex è il più grande mercato finanziario di tutto il mondo, con un totale di scambi giornaliero pari a tre trilioni di dollari! Oltre ad essere un dato molto interessante, ciò risulta essere un gran vantaggio per i trader forex. Con così tanti scambi effettuati ogni giorno, vuol dire che ci sarà sempre qualcuno pronto a comprare le coppie di valute che stiamo vendendo; così come ci sarà sempre qualcuno pronto a vendere le coppie di valute che vogliamo comprare.
  • Il mercato non può essere manipolato: Con un mercato che riesce a muovere cifre così alte, è praticamente impossibile che qualcuno riesca a controllare il mercato del forex e farlo muovere a proprio piacimento. Perfino le banche e gli investitori istituzionali non hanno sufficiente capitale per riuscire nell’impresa: ciò significa che anche i piccoli-medio trader hanno chances di investire senza preoccupazioni.

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Profittabilità

Non ci vuole un genio per capire che il motivo principale per cui le persone investono nei mercati finanziari, incluso quello del forex, è per l’opportunità di guadagnare ottimi profitti.

Al contrario di come molti pensano, per iniziare a fare trading con il Forex non c’è bisogno di disporre di cifre importanti da investire. Infatti, il mercato Forex è aperto a tutti, inclusi i piccoli investitori: per fare trading forex su eToro, per esempio, bastano solamente €25!

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Una cifra davvero bassa, non credete?

Certo, qualcuno potrebbe chiedersi “Ma come faccio a guadagnare con il forex se inizio investendo solamente €25? Non è una cifra troppo bassa?”. La risposta al vostro dubbio si trova nell’utilizzo della leva finanziaria, che spiegheremo nel dettaglio nelle successive pagine di questa guida. Per ora, vi basti sapere che tramite la leva finanziaria potete muovere capitali molti maggiori rispetto a quelli di cui realmente disponete. Per esempio, con €25 potete anche investire €250; ed ovviamente, sia i guadagni che le perdite verranno calcolati non su i vostri €25, ma su i €250 che state investendo grazie all’utilizzo della leva finanziaria. Ecco spiegato perché il mercato del Forex viene scelto anche dai piccoli investitori: non bisogna essere milionari per investire nel forex e guadagnare profitti.

Altra caratteristica del mercato forex è la seguente: i trader possono guadagnare sia durante fasi di mercato rialziste, sia duranti fasi di mercato ribassiste. Il valore della coppia EUR/USD sta calando? Nessun problema, basta aprire una posizione “short” e si può guadagnare anche sul ribasso; viceversa, in caso di rialzo, bisogna aprire una posizione “long”. Nel mercato del forex, in ogni momento vi è un’opportunità di investimento pronta per essere colta.

E’ bene ricordare però che nonostante tutti questi vantaggi, il mercato del forex (come ogni mercato finanziario) non è esente da rischi: dopotutto, nel trading online il fattore rischio è sempre presente. Sarà compito del trader agire di conseguenza, puntando a limitare il rischio ed imparando a gestirlo nel miglior dei modi.

Guadagnare sui movimenti del prezzo

Fare trading forex può diventare un’attività molto frenetica: il mercato è sempre in movimento, ed ogni oscillazione nel tasso di cambio delle valute può significare opportunità di profitto (ma anche perdita) per tutti i trader che operano quotidianamente nel forex.

Vediamo un po’ come fanno i trader a guadagnare nel mercato del forex:

Come vi avevamo accennato nelle pagine precedenti, sono otto le valute che vengono più scambiate nel mercato del forex:

USDDollaro Americano
EUREuro
GBPSterlina Inglese
JPYYen Giapponese
CADDollaro Canadese
CHFFranco Svizzero
NZDDollaro Neozelandese
AUDDollaro Australiano

Il trading forex avviene sempre con coppie di valute, perché quando si apre una posizione si acquista una valuta e si vende un’altra valuta (o viceversa: si vende una valuta e si ne acquista un’altra). Perciò quando sentite il termine “fare trading con l’EUR/USD”, significa che i trader comprano una delle due valute (EUR o USD) e vendono l’altra (oppure viceversa).

Se voglio aprire una posizione long con l’EUR/USD (perché penso che vi sarà un rialzo nel tasso di cambio di questa coppia), significa che andrò a comprare l’Euro mentre contemporaneamente venderò la stessa quantità (rapportata al valore corrente del cambio) di Dollari Americani.

Qui di seguito possiamo vedere la tabella con le 18 coppie di valute più scambiate nel mercato Forex (prima vi abbiamo mostrato le valute più utilizzate; ma come vi abbiamo spiegato, le operazioni nel forex avvengono sempre utilizzando contemporaneamente due valute, quindi una coppia di valute):

coppie_valute_più_scambiate

Infatti, ogni coppia di valute ha un tasso di domanda/offerta che viene chiamato anche “Bid/Ask rate”; si tratta del valore a cui si può comprare e il valore a cui si può vendere tale coppia di valute in un determinato momento.

Coppia di ValuteBid (Offerta)Ask   (Domanda)
EUR/USD 1.111.11681.1167
  • Il prezzo “Bid” rappresenta il prezzo massimo che i compratori di una determinata coppia di valute vogliono pagare per acquistarla.
  • Il prezzo “Ask” rappresenta il prezzo minimo con cui i venditori di una determinata coppia di valute vogliono essere pagati per venderla

Ciò significa che:

  • Un trader può comprare 1EUR e vendere $1.1167 (al prezzo della domanda)
  • Un trader può vendere 1EUR e comprare $1.1168 (al prezzo dell’offerta)

La differenza (chiamata spread) tra il tasso di offerta (bid) e il tasso di domanda (ask) indica il livello di liquidità della coppia di valute che si sta scambiando. Di solito, più piccolo è lo spread, migliore è la liquidità (ovvero maggiori sono il numero di transazioni in corso).

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Ora che abbiamo capito come funzionano le quotazioni dei tassi di cambio, vi starete chiedendo: ma come facciamo a guadagnare nel forex?

Semplice. Il tasso di cambio delle coppie di valute è molto volatile e cambia di giorno in giorno, di ora in ora, di minuto in minuto. Perciò possiamo:

  • Comprare una coppia di valute ad un determinato tasso di cambio e rivenderla ad un tasso di cambio superiore
  • Vendere una coppia di valute ad un determinato tasso di cambio e ricomprarla ad un tasso di cambio inferiore

Il nostro guadagno (o perdita) viene calcolato in base alla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita. L’unità di misura che viene usata sono i “pips”: un pip, per definizione, è la più piccola variazione di prezzo che un tasso di cambio può effettuare. Perciò, nel nsotro EUR/USD dell’esempio precedente, un pip di variazione in positivo sarebbe: da 1.1168 a 1.1169 (quindi 0.0001); un pip di variazione in negativo: da 1.1168 a 1.1167.

Chiarificando ulteriormente con un altro esempio: se il cambio EUR/USD passa da 1.1168 a 1.1185, significa che vi è stato un rialzo pari a 17 pips.

Il Trend è Tuo Amico

I trader americani sono soliti dire “The trend is your friend”, ovvero “Il trend è tuo amico”. Se avete un’infarinatura generale del trading online, saprete benissimo che cos’è un trend e perché è così importante saperlo riconoscere su un grafico finanziario. Per chi invece non lo sapesse, possiamo dire che un trend rappresenta la direzione generale in cui si sta muovendo il tasso di cambio di una coppia di valute.

Riuscire ad identificare un trend è il primo passo che ogni trader deve compiere quando vuole investire su una determinata coppia di valute: che sia EUR/USD, EUR/JPY o GBP/USD, poco importa: tutte le coppie di valute si muovono costantemente secondo trend più o meno definiti. Infatti, ogni trend ha una sua “forza”: per forza intendiamo la durata del trend stesso, così come il movimento massimo (calcolato in pips) che il trend riesce a compiere.

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Ma quanti e quali tipi di trend possiamo riscontrare in un grafico?

Per essere precisi, esistono ben tre tipi di trend differenti:

  • Trend rialzista
  • Trend ribassista
  • Trend laterale

Ovviamente, i trend possono cambiare con il corso del tempo: magari in un mese ci troviamo di fronte ad un trend rialzista, mentre nel mese successivo inizia un trend ribassista. Quando un trend cambia direzione (da rialzista a ribassista o viceversa), si dice che vi è stata una “inversione di trend”.

Andiamo adesso a vedere i tre differenti tipi di trend, aiutandoci anche con alcune immagini.

Il trend rialzista

In un trend rialzista, i movimenti del prezzo (del tasso di cambio di una coppia di valute) compiono una serie di massimi e minimi crescenti. Un esempio di trend rialzista può essere dato con questa serie di numeri (da leggere in ordine, come se il prezzo oscillasse da un valore al seguente): 10, 8, 13, 11, 15, 12, 18, 15. Come vedete i massimi (10, 13, 15, 18) del prezzo continuano ad aumentare; ma anche i minimi (8, 11, 12, 15) continuano ad aumentare.

Su un grafico finanziario di una coppie di valute, un trend rialzista appare così:

trend_rialzista_esempip

Questo è un trend rialzista ben definito: come potete vedere, i minimi e i massimi del prezzo continuano a salire nel tempo. La linea viola che vedete al di sotto del trend rialzista viene chiamata “trend line”: si tratta di una linea che viene disegnata sui grafici per seguire l’andamento di un trend.

In caso di trend rialzista, questa linea deve essere disegnata al di sotto del movimento del prezzo, utilizzando almeno due minimi del trend in corso. Le trend line sono molto utili, perché come potete vedere dall’immagine sopra, ogni volta che il prezzo, muovendosi, scendeva e toccava la trend line, poi tornava subito a salire (quasi come se “rimbalzasse” contro la trend line).

Perciò i trader potevano tranquillamente comprare la coppia di valute ogni volta che il prezzo scendeva e toccava la trend line; a quel punto il prezzo sarebbe risalito, ed i trader avrebbero venduto, ottenendo così un ottimo guadagno.

Il trend ribassista

In un trend ribassista invece, i movimenti del prezzo (del tasso di cambio di una coppia di valute) compiono una serie di massimi e minimi decrescenti. Un esempio di trend ribassista può essere dato con questa serie di numeri (da leggere in ordine, come se il prezzo oscillasse da un valore al seguente): 20, 18, 19, 16, 18, 15, 16, 13. Come vedete i massimi (20, 19, 18, 16) continuano a diminuire; così come diminuiscono i minimi (18, 16, 15, 13).

Su un grafico finanziario di una coppia di valute, un trend ribassista appare così:

trend_ribassista_esempio

Il trend che vedete nell’immagine qui sopra è chiaramente ribassista: i minimi ed i massimi continuano a diminuire nel corso del tempo. Anche in questo caso, la linea viola che vedete sul grafico è una trend line.

A differenza del trend rialzista, in un trend ribassista la trend line deve essere disegnata al di sopra del movimento del prezzo, utilizzando almeno due massimi del trend in corso. Anche in questo caso, la trend line può aiutare i trader ad aprire le proprie posizione e guadagnare profitti. Infatti, ogni volta che il prezzo toccava la trend line, tornava subito verso il basso (come se “rimbalzasse” contro la trend line).

I trader potevano quindi decidere di vendere la coppia di valute una volta che il suo prezzo toccava la trend line, consci che il prezzo sarebbe tornato a scendere (e che quindi avrebbero concluso l’operazione ricomprando la coppia di valute ad un prezzo inferiore di quello a cui l’avevano venduta prima).

Il trend laterale

Il terzo, ed ultimo tipo, di trend è quello laterale. Al contrario del trend rialzista ed il trend ribassista, nel trend laterale i massimi e minimi non sono né crescenti, né decrescenti. In questo caso, infatti, i massimi e minimi tendono a rimanere gli stessi nel corso del tempo. Possiamo rappresentare un trend laterale con questa serie di numeri: 15, 12, 15, 12, 15, 12. Come vedete, massimi e minimi rimangono sugli stessi valori.

Su un grafico finanziario di una coppia di valute, un trend laterale appare così:

trend_laterale_esempio

Come si può chiaramente vedere, il movimento del prezzo oscilla tra i valori di minimo e massimo (che però non cambiano e rimangono sugli stessi livelli). Nel grafico qui sopra, i puntini verdi rappresentano i massimi; i puntini rossi invece i minimi.

Nel caso esposto qui sopra, il trend laterale è ben definito: spesso può accadere che vi sia una leggera variazione tra un massimo ed un altro massimo (o tra un minimo ed un altro minimo). Ma se il prezzo tende a muoversi su e giù vicino agli stessi valori di massimo e minimo, ci troviamo in presenza di un trend laterale.

In questo caso le trend line vengono disegnate sia sopra il movimento del prezzo (utilizzando minimo due massimi), sia al di sotto del movimento del prezzo (utilizzando almeno due minimi). Formano quindi una sorta di “gabbia” che contiene il movimento del prezzo.

Gabbia che è destinata ad essere rotta prima o poi: nel nostro esempio, il “breakout” (cioè quando il prezzo fuoriesce dal trend laterale) avviene con un forte rialzo. I trader possono quindi guadagnare andando ad investire quando il movimento del prezzo fuoriesce dal trend laterale.

Ma non solo: i trader possono anche guadagnare durante il trend laterale, quando il prezzo oscilla tra un massimo ed un minimo. Nel nostro esempio, un trader poteva guadagnare comprando quando il prezzo toccava un minimo sulla trend line inferiore, oppure vendendo quando il prezzo toccava un massimo sulla trend line superiore.

Trend primario, secondario e terziario

Per concludere questo paragrafo dobbiamo soffermarci un attimo sulla durata del trend: si tratta di un’altra caratteristica molto importante. Come abbiamo appena visto, i trend possono suddividersi in rialzista, ribassista e laterale (a seconda di come si muove il prezzo).

Ma a seconda della durata del trend, può essere introdotta un’altra classificazione.

  • Trend primario: si tratta di un trend (di qualsiasi tipo) che rappresenta il movimento generale del prezzo di un tasso di cambio sul lungo termine. Se il cambio EUR/USD si trova in un trend rialzista da ormai 8 mesi (per esempio), allora tale trend rialzista viene considerato il trend primario (o il trend a lungo termine).
  • Trend secondario: all’interno del trend primario, possono essere trovati i trend secondari. Se il trend primario è un trend rialzista, allora i trend secondari che possiamo trovare al suo interno sono ribassisti o laterali. Questi trend secondari hanno una durata di alcune settimane, raramente vanno oltre un mese di tempo.
  • Trend terziario: all’interno del trend secondario, possiamo trovare i trend terziari. Si tratta dei trend con minima durata: questi trend durano a malapena un giorno interno, e possono anche durare solo alcune ore (spesso vengono chiamati intra-day trend).

Per chiarire questo concetto con un esempio:

Nell’ultimo anno di trading, il trend primario nell’EUR/USD è stato un trend rialzista. Però, nell’ultimo mese il prezzo è continuato a calare: quindi siamo in presenza di un trend secondario (all’interno del primario). Ciò non toglie che sul lungo termine, il prezzo dell’EUR/USD continuerà ad aumentare; ma in questo mese appena passato, vi è stata una momentanea inversione di trend (e quindi un ribasso).

Nelle ultime ventiquattro ore invece, il trend terziario è stato anch’esso rialzista. Quindi, se volevamo investire nel breve termine, dovevamo seguire il trend terziario (rialzista in questo esempio) e andare a comprare l’EUR/USD.

Come avete ben capito, spetta ai trader decidere quale dei tre tipi di trend seguire (primario, secondario, terziario) a seconda del proprio tipo di operatività (breve termine, medio termine, lungo termine).

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Come utilizzare la leva finanziaria

Se vi siete interessati al mondo del trading forex, avrete sicuramente sentito parlare della “leva” o “leva finanziaria” che i broker forex mettono a disposizione dei propri clienti. Ma cosa si intende per “leva”?

La leva è un concetto molto importante del trading forex, ed è fondamentale che sappiate di che cosa si tratti. Se non sapete che cosa sia una leva finanziaria, sicuramente sapete che cos’è una normale leva. Tramite una leva possiamo sollevare pesi anche di gran lunga superiori a noi e alle nostre forze.

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Bene, il concetto di leva in ambito forex funziona allo stesso modo. Tramite la leva, un trader può investire un capitale molto più grande di quello che realmente possiede. La leva viene espressa in questo modo: 1:10, 1:20, 1:50, 1:100, 1:200 e così via. Ciò significa che, se utilizziamo una leva 1:100, per ogni euro che investiamo, in realtà ne stiamo muovendo ben 100. Quindi se un trader apre una posizione con €100 e utilizza una leva pari a 1:100, in realtà sta investendo ben €10.000! Ciò è possibile perché sono i broker forex che prestano tale somma al trader (a seconda della leva che si utilizza, cambia la somma ovviamente). Per esempio, con il broker eToro, la leva finanziaria massima è pari a 1:400.

La leva nel forex è però un’arma a doppio taglio: può sia amplificare i vostri profitti, sia le vostre perdite. Dopotutto, il guadagno viene calcolato sul capitale mosso tramite la leva e non su quello realmente investito da voi (seguendo l’esempio precedente, si tratta dei €10.000 investiti tramite la leva 1:100). Bastano anche piccole oscillazioni nel prezzo di una coppia di valute per farvi guadagnare cifre importanti (così come farvele perdere).

Più alta è la leva che utilizzerete, maggiore sarà il rischio che correrete. Se infatti utilizzate una leva 1:100, il prezzo della coppia di valute su cui avete investito dovrà muoversi di ben 100 pips nel movimento opposto per farvi perdere il capitale investito (ciò significa che se investite al rialzo, il prezzo deve calare di 100 pips; se investite al ribasso, il prezzo deve aumentare di 100 pips). Se invece utilizzate una leva ancora più alta, come la leva 1:400, il prezzo in questo caso dovrà muoversi di soli 25 pips nel movimento opposto.

Per i trader alle prime armi, è consigliabile fermarsi ad utilizzare massimo una leva di 1:100, perché il rischio di subire perdite rimane alto (specialmente quando non si ha mai fatto trading forex prima d’ora e si deve ancora fare molta pratica).

Il rapporto tra lotto, minimo investimento e leva utilizzabile

Normalmente, il lotto minimo che potete comprare/vendere di coppie di valute è pari a €10.000. Come abbiamo appena visto, non è necessario investire realmente tale cifra: basta utilizzare la leva offerta dal broker per riuscire a raggiungere questo importo minimo.

  • Se utilizzate una leva di 1:400, dovete investire minimo €25 per poter raggiungere la cifra minima di €10,000 con cui aprire una posizione (che sia long o short, ovvero comprare o vendere)
  • Se utilizzate una leva di 1:200, dovete investire minimo €50 per poter raggiungere la cifra minima di €10.000
  • Se utilizzate una leva di 1:100, dovete investire minimo €100 per poter raggiungere la cifra minima di €10.000

All’inizio, investire cifre del genere può creare un po’ di ansia ai trader meno esperti: bisogna però specificare che le perdite possono essere limitate tramite l’utilizzo dello stop loss.

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Come molti altri broker forex, anche eToro piazza in automatico uno Stop Loss (e anche un take profit) per ogni operazione aperta dal trader (sia che sia long, sia che sia short). Lo stop loss è importantissimo nel trading forex: ogni operazione che aprite, deve sempre avere uno stop loss incluso. Nei paragrafi successivi spiegheremo nel dettaglio il concetto di stop loss.

Per adesso, ricordatevi come funziona la leva nel forex: si tratta di uno strumento fondamentale per investire nel forex ed aumentare i propri profitti; ma al tempo stesso, se utilizzata senza criterio, rischia solamente di esporvi a perdite importanti.

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Un esempio di trading forex

Siete pronti? E’ tempo di investire nel forex!

Andiamo a vedere insieme quali sono i passi da compiere se si vuole investire nel mercato forex. Ecco qui una lista di azioni da compiere, rigorosamente in ordine:

  • Identificare la coppia di valute da comprare o vendere
  • Decidere l’importo iniziale da investire in questa operazione
  • Sceglie una leva appropriata
  • Selezionare sia lo Stop Loss che il Take Profit (nel prossimo paragrafo spiegheremo nel dettaglio il loro funzionamento)
  • Aprire la posizione

Iniziamo quindi con il nostro esempio. Diciamo che, dopo aver controllato a lungo i grafici di varie coppie di valute, avete notato che nell’EUR/USD è in corso un trend rialzista che è appena iniziato.

Decidete quindi di aprire una posizione long sull’EUR/USD (ovvero una posizione al rialzo). Utilizzate €100, con una leva pari a 1:100, per comprare l’EUR/USD al tasso di scambio pari a 1.1167. I dettagli della vostra operazione sono i seguenti:

Investimento

€100

Leva Utilizzata1:100
Capitale Mosso€10.000
EUR/USD1.1167

A questo punto, possono accadere solo due scenari:

  • Il prezzo del cambio EUR/USD sale, e a fine giornata raggiunge quota 1.1283: in questo esempio, la nostra previsione era corretta (il rialzo c’è stato) e andiamo quindi a guadagnare un profitto. Chiudiamo la nostra posizione, vendendo la coppia EUR/USD comprata in precedenza e guadagniamo la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Per calcolare il nostro profitto, dobbiamo prendere in considerazione il numero di pips del movimento: 1.1283 – 1.1167 = 0.0116, quindi 116 pips. Poi moltiplichiamo tale valore per il capitale mosso: 0.0116 x 10.000 = 116. Una volta chiusa la nostra posizione, riavremo indietro i nostri €100 investiti più il profitto di €116, per un totale di €216.
  • Il prezzo del cambio EUR/USD cala, e a fine giornata raggiunge quota 1.1128: in questo esempio, la nostra previsione era sbagliata (c’è stato un ribasso anziché un rialzo) e andiamo quindi a subire una perdita. Come prima, dobbiamo calcolare il numero di pips del movimento: 1.1167 – 1.1128 = 0.0039 pips. Moltiplichiamo tale valore per il capitale mosso: 0.0039 x 10.000 = 39. Quindi, una volta chiusa la nostra posizione avremo indietro non €100, ma: €100 – €39 = €61.

Una volta capito come funziona il mercato del forex e quali sono i passi da compiere per aprire una posizione, è bene incominciare a parlare dell’importantissimo stop loss (e altrettanto importante take profit).

Stop Loss & Take Profit

In questo paragrafo, andremo a spiegare nel dettaglio cosa sono gli stop loss e i take profit. Se avete letto fin qua, avete sicuramente notato che più volte menzioniamo l’importanza di questi due termini. E a buon ragione.

Lo Stop Loss (abbreviato in SL) e il Take Profit (abbreviato in TP), sono due livelli di prezzo che possono essere impostati per ogni vostra operazione (che sia long o short) nel mercato del forex. Sia lo stop loss che il take profit, sono strumenti utilissimi per riuscire a controllare il rischio nel trading forex e riuscire a limitare le perdite.

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Iniziamo proprio con lo spiegare che cosa sia uno stop loss. Chi mastica un po’ l’inglese, probabilmente, ha già capito a cosa serve: lo stop loss viene utilizzato dai trader per far chiudere in automatico la propria posizione, in caso che si trovi in perdita. Il trader può scegliere il livello di prezzo a cui impostarlo: se tale livello viene raggiunto durante le varie oscillazioni del prezzo della coppia di valute che avete comprato (o venduto), allora la vostra posizione verrà chiusa in automatico dal broker.

Ciò significa che non dovrete chiudere manualmente l’operazione: appena il livello viene toccato, ci penserà il broker stesso a farlo per voi. Lo stop loss viene piazzato nella direzione opposta a quella in cui si investe:

  • Se apro una posizione long (rialzista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sotto dell’attuale valore della coppia di valute.
  • Se apro una posizione short (ribassista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sopra dell’attuale valore della coppia di valute

Chiarifichiamo ulteriormente il tutto con un banale esempio. Se il cambio EUR/USD viene scambiato al valore di 1.1167, e apriamo una posizione rialzista, il nostro stop loss possiamo (per esempio) posizionarlo al valore di 1.1127. Perciò, se tutto va come abbiamo previsto, il prezzo non toccherà mai lo stop loss, anzi, aumenterà.

Se invece la nostra previsione era sbagliata, ed il prezzo incomincia a scendere, appena verrà raggiunto il livello di 1.1127, la nostra posizione verrà chiusa. Certo, subiremo una perdita: ma controlleremo e limiteremo tale perdita. Se non avessimo avuto lo Stop Loss, la nostra posizione sarebbe rimasta aperta: ciò significa che se il prezzo continua a scendere, la nostra perdita continua a diventare sempre più grande.

Ecco spiegata l’importanza dello Stop Loss: ci permette di sapere in anticipo quanto possiamo perdere (al massimo) dalla nostra operazione. Ovviamente, nessuno vi vieta di chiudere la posizione prima che tocchi lo stop loss: se vedete di essere in perdita, e che quindi la vostra previsione era sbagliata, potete tranquillamente chiudere in anticipo e subire una perdita ancora minore rispetto a quella che avreste ottenuto al livello dello stop loss.

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Se lo stop loss vi protegge dalle perdite, il take profit invece vi assicura i guadagni. Il take profit è un livello impostato sempre dal trader, che se raggiunto, fa chiudere in automatico la posizione (stavolta in profitto). Infatti, il take profit equivale al potenziale guadagno che volete ottenere dalla vostra operazione.

Fissato il take profit, se viene raggiunto, ci penserà il broker a chiudere la vostra operazione in guadagno. Qualcuno qui potrebbe dire: ma perché devo limitare i miei profitti? Rispondiamo con un esempio.

Abbiamo sempre il nostro solito EUR/USD, a valore attuale pari a 1.1167. Come prima, apriamo una posizione long, perché riteniamo che vi sarà un rialzo in giornata. Decidiamo di impostare lo stop loss, ma non il take profit. Tutto va secondo i piani: passano alcune ore, e il cambio EUR/USD raggiunge quota 1.1215. Se chiudessimo adesso l’operazione, ci porteremo a casa un guadagno (se avessimo investito €100 con leva 1:100, si parlerebbe di €148). Ma decidiamo di non chiudere, perché vogliamo puntare a guadagnare ancora di più.

Il prezzo continua a salire, anche se a fatica: raggiunge quota 1.1232, se chiudessimo adesso avremmo un profitto pari a €165. Ma perché fermarsi proprio ora? Lasciamo aperta la posizione, e le cose incominciano a girare contro di noi: il prezzo incomincia a scendere, e tocca quota 1.1203; se chiudiamo adesso otterremmo un profitto di €136. Che fare? Chiudere o aspettare di tornare almeno intorno ai cinquanta euro di profitto che inizialmente avevamo rifiutato?

Dubbi. Domande. Come potete vedere, il non aver impostato un livello di take profit ci ha confuso le idee. Tutto perché sono entrate in gioco le nostre emozioni, come l’avidità. Il profitto iniziale di +€48 euro non era niente male. Per non parlare del successivo, ancora migliore. E invece ora ci ritroviamo con solo +€36 di profitto. Spesso la situazione diventa ancora più drastica, e alcuni trader, passano dall’avere un guadagno, al subire una perdita.

Non è solo importante fissare un livello di stop loss: dovete anche pensare ad un livello di take profit. Inoltre, entrambi i livelli sono molto utili in caso che non possiate passare tutto il tempo davanti ad un grafico: se fissate tali livelli, ci penserà il broker a chiudere la vostra posizione, evitando di farvi ritrovare delle brutte soprese quando magari tornate a casa e accedete di nuovo al vostro account di trading.

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La volatilità nel Forex

Il mercato del Forex è famoso per essere l’unico mercato finanziario ad essere aperto 24h/24h, permettendo ai trader di operare in qualsiasi momento. Dopotutto, maggiore è il tempo, maggiori sono le opportunità di investire e guadagnare. Ma la domanda che molti trader che iniziano a fare forex si chiedono è: quale è il miglior orario per fare trading forex?

Il mercato del forex è aperto 24h/24h ogni giorno, eccetto per il weekend: ciò è reso possibile dal fatto che il mercato del forex è composto da differenti sessioni di negoziazione sparse per tutto il mondo. Perciò, a causa del fuso orario, quando una sessione chiude, un’altra apre i battenti, garantendo la continuità degli scambi.

Durante certi orari, come potete vedere dalla tabellina qui sotto, sono aperte anche più sessioni di mercato contemporaneamente: durante questi momenti la volatilità media nelle coppie di valute tende ad essere più alta, perché vi sono più trader che operano attivamente comprando e vendendo.

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Considerati tali orari, il miglior momento per operare nel forex corrisponde all’arco di tempo tra le 9.00 e le 17.00, quando sono aperte le principali borse europee insieme alla borsa americana.

E’ bene ricordare che a seconda delle borse aperte, può cambiare la volatilità nelle coppie di valute. Per esempio, coppie di valute come EUR/USD, EUR/GBP o GBP/USD (che riguardano l’euro, il dollaro americano e la sterlina inglese) sono più volatili quando sono aperte le sessioni di borsa europee e quella americana: durante questo orario vi sono più trader che operano con le proprie valute nazionali.

Invece, coppie di valute come EUR/JPY o USD/JPY, che includono lo Yen giapponese, sono più volatili di notte, quando è aperta la sessione di borsa di Tokyo. Perciò dovete fare attenzione alle sessioni di borsa e controllare quando sono aperte o chiuse, perché possono fortemente influenzare la volatilità delle coppie di valute.

Attenzione alle notizie economiche

L’andamento del valore delle coppie di valute può essere influenzato da notizie economiche, così come da dati macro economici o report finanziari. Ogni giorno vengono rilasciati moltissimi dati macro economici che riguardano lo stato di salute delle diverse economie nazionali. In caso di notizie positive, oppure di risultati al di sopra delle aspettative, è lecito aspettarsi una reazione positiva da parte degli investitori (quindi un potenziale rialzo). Viceversa, in caso di notizie negative o dati al di sotto delle aspettative, gli investitori saranno più cauti e più propensi a vendere (quindi un ribasso).

Per chiarificare con un esempio: se durante la giornata di martedì vengono rilasciati i dati relativi alla disoccupazione USA, e i dati mostrano un calo nella disoccupazione generale, molto al di sopra delle stime effettuate in precedenza, il cambio EUR/USD ne risentirà. Significa che l’economia americana si trova in uno stato di buona salute, quindi il dollaro americano si rafforza: nel cambio EUR/USD può prendere forma un trend ribassista.

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In caso di notizie positive riguardanti l’economia europea, sarà l’Euro a rafforzarsi e quindi avremo un rialzo nel cambio EUR/USD. E’ bene precisare che questi movimenti, dettati da notizie finanziarie e dati macro economici, sono spesso movimenti di breve termine (possiamo considerarli come trend terziari). A volte durano a malapena un paio di ore; a volte riescono a durare anche un paio di giorni.

Bisogna anche tenere sotto controllo le conferenze stampa e riunioni delle banche centrali nazionali: le più importanti sono la BCE (Banca Centrale Europea) per l’euro; la FED (Federal Reserve) per il dollaro americano. Infatti, le decisioni in ambito di politica monetaria hanno una forte influenza sui vari cambi valutari.

Per i motivi sopra spiegati, è di fondamentale importanza tenere d’occhio un calendario economico: si tratta di un calendario che elenca tutti i market mover (ovvero dati macro economici e notizie finanziarie) che possono influenzare le coppie di valute. Nel calendario economico viene riportato non solo il tipo di dato rilasciato, ma anche l’ora e data a cui verranno resi pubblici, così come le aspettative da parte degli analisti.

Fare trading forex sfruttando i dati macro economici è un’ottima strategia: molti trader riescono a guadagnare anche cifre importanti grazie alle forti fluttuazioni che avvengono a causa dei dati macro economici Ma come ogni cosa, vi è anche un rovescio della medaglia: i dati macro economici possono scombussolare le vostre operazioni.

Magari avete individuato un trend rialzista, confermato anche dall’analisi tecnica che avete applicato al grafico. Aprite una posizione long, ma lo stesso giorno vengono rilasciati dei dati che non rispettano le aspettative e risultano essere molto negativi. Risultato? Inizia un forte trend ribassista, che anche se di breve durata, porta il prezzo a raggiungere il vostro stop loss, facendovi chiudere la posizione in perdita.

Insomma, come avete ben capito, prima di aprire una posizione nel mercato del forex è bene controllare un calendario economico. Solo così si può evitare di incappare in brutte sorprese; oltre ad avere la possibilità di trovare nuove opportunità di investimento.

Money Management

Il segreto per diventare trader di successo? Lo trovate in questo paragrafo.

Stiamo parlando del “Money Management”, ovvero della gestione del capitale con cui si vuole fare trading forex. Avere un buon piano di money management fa la differenza tra guadagnare e perdere soldi nel lungo termine. Solamente tramite un piano di money management potete gestire correttamente i vostri investimenti.

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Ogni piano di money management è diverso: molto dipende dal trader, cioè da quanti soldi ha a disposizione, da quanto tempo può dedicare al trading, e dalla sua strategia di trading forex. Ci sono però dei consigli che valgono per tutti i piani di money management, che abbiamo voluto riportare qui di seguito:

  • Fare pratica con un account demo: Step obbligatorio per tutti i trader che hanno appena iniziato a fare trading forex. Broker come eToro offrono un account demo gratuito per un tempo illimitato: ciò significa che vi basta registrarvi al sito per avere accesso ad un account demo, senza nemmeno dover depositare un singolo euro. Gli account demo sono utili anche per testare le proprie strategie di trading senza rischiare il proprio capitale: infatti, gli account demo utilizzano soldi virtuali.
  • Puntare a guadagnare sul lungo termine: E’ inutile tentare di fare un grosso guadagno, perché ciò significherebbe esporvi ad un rischio maggiore del solito. Ricordate che più volete guadagnare, più dovete investire. E cosa succede se poi perdete l’operazione? E’ molto meglio puntare a piccoli guadagni, ma costanti: in tal modo nel lungo termine si raggiungeranno cifre considerevoli.
  • Utilizzare sempre stop loss e take profit: Come vi abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, l’utilizzo degli stop loss e take profit è fondamentale. Dovreste utilizzarli in tutte le vostre operazioni nel forex.
  • Non pensare di essere infallibili: Detto in altre parole, accettate le perdite. Nessun trader è infallibile: tutti sbagliano. Perdere fa parte “del gioco”: l’importante è riuscire a guadagnare più di quello che si perde, quindi chiudere più operazioni in profitto che in perdita.
  • Investite con cautela: L’importo raccomandato da investire nelle singole operazioni (che siano long o short) è pari al 2% del totale del vostro capitale. Ciò significa che se avete €10.000 a disposizione, dovreste investire massimo €200 in ogni operazione (ricordatevi che potete utilizzare la leva per aumentare tale importo). Vi sono anche trader che si spingono fino al 5% per ogni operazione: cifre superiori a questa, vi espongono sicuramente ad un livello troppo alto di rischio. Infatti, un conto è perdere un’operazione che rappresenta solo il 2% del vostro capitale; un altro conto è perdere un’operazione che rappresenta il 20% del vostro capitale.

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