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FTSE MIB: grafico, quotazione in tempo reale e analisi tecnica settimanale

QUOTAZIONE FTSE MIB in tempo reale




Il FTSE MIB 40 rappresenta l’indice azionario legato all’andamento delle 40 aziende più influenti della borsa italiana.

Cos’è il FTSE MIB 40

Il FTSE MIB 40 lo possiamo definire come il più importante indice azionario inerente la Borsa italiana. In precedenza era conosciuto con il nome di S&P Mib, ma dal 01 Giugno 2009 in poi, ha subito il cambiamento del nome e si trasforma in FTSE MIB  in seguito anche alla fusione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange inglese.

Il FTSE MIB rappresenta al momento l’80% circa della capitalizzazione del mercato azionario italiano ed è composto dalle azioni delle 40 maggiori società italiane più quotate sul mercato gestito da Borsa Italiana. Tradotto letteralmente, FTSE MIB  sta per Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa.

Analisi Tecnica FTSE MIB settimanale – 28 Novembre -02 Dicembre 2016

ANALISI TECNICA FTSE MIB
IL FTSE MIB SI RIPORTA NUOVAMENTE SOPRA I 16.500 PUNTI, MA RIMANE INGABBIATO IN TRADING RANGE ( 16.000 -16.600 PUNTI ) PER L’ INCERTEZZA SUL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE

Performance a cinque giorni positiva per l’ indice Ftse Mib che, facendo registrare una chiusura settimanale a 16.515 punti, guadagna l’ 1,50%. Permane ancora l’ incertezza sul referendum costituzionale del 4 Dicembre, un’incognita che sta sfociando nell’ alta volatilità che sta condizionando gli scambi a Piazza Affari, ormai da 2 settimane.

A farne le spese sono soprattutto i titoli finanziari, con le azioni del comparto bancario alle prese con lo spread sui massimi di periodo ed i problemi legati ai crediti deteriorati in pancia a molti istituti di italiani. Una delle poche note positive di quest’ ultimo periodo, la tenuta del supporto a 16.000 punti ( minimo settimanale 16.039 punti ) , nonostante vari tentativi di rottura nelle fasi in cui la pressione ribassista si è fatta più pesante. Scambi ridotti sul Ftse Mib, come per il resto delle piazze finanziarie mondiali, perché condizionati dalla chiusura di Wall Street per festeggiare il Thanksgiving Day ( Giovedì giornata intera; Venerdì mezza giornata ).

GRAFICO FTSE MIB

ftse-mib

L’ indice Ftse Mib ha aperto l’ ottava facendo registrare la prima chiusura col segno verde dopo cinque ribassi giornalieri consecutivi. Non è mancata la volatilità, a metà mattinata, con il principale listino azionario italiano in netto calo, dell’ 1,50 % circa. A pesare sui primi scambi, anche lo stacco dividendo di alcune blu chip, che influiva per un – 0,29%. A sorreggere il Ftse Mib, l’ ottima performance dei titoli petroliferi, galvanizzati dal balzo delle quotazioni del petrolio, in rialzo di oltre quattro punti percentuali, in scia all’ottimismo mostrato da alcuni membri dell’ OPEC in merito ad un possibile accordo per congelare la produzione. Deboli i titoli finanziari che, invece, hanno iniziato a risollevare la testa sin dal Martedì, grazie alle indiscrezioni su piano strategico di Generali ( + 3,74% ) che ha influenzato anche il resto degli assicurativi, e la buona intonazione dei titoli bancari che hanno fatto registrare rialzi diffusi.

A metà settimana, il Ftse Mib si è, invece, mosso nervosamente, ingabbiato ormai da giorni dentro uno stretto trading range di 600 punti ( 16.000 – 16.600 ). Dopo essere stato trascinato al ribasso dai ribassi di tutti i titoli finanziari, affossati dal nuovo massimo di periodo fatto segnare dal BTP e da uno spread in risalita a 185, Piazza Affari con un colpo di coda finale è riuscita ad agguantare la parità. Banche appesantite dal richiamo della BCE alle due popolari Bpm e Banco Popolare.

La Banca Centrale Europea potrebbe chiedere di alzare le coperture sui crediti deteriorati dei due istituti, prossimi alle nozze, per problemi di sotto-copertura dei crediti deteriorati del Banco Popolare , per un totale compreso tra 1 e 2 miliardi di Euro. Il sentiment è migliorato con l’ ottima intonazione di Wall Street, grazie ai nuovi record macinati dagli indici statunitensi, sui massimi, trainati al super-dollaro, volato sui top degli ultimi 14 anni dopo una serie di dati economici che hanno confermato la solidità dell’ economia USA.

Nei dettagli, il Dipartimento per il Commercio Usa ha reso noto che il totale degli ordinativi di beni durevoli negli States è salito, ad Ottobre, al massimo annuo. Grazie ad un balzo del 4,80%, infatti, sono state battute nettamente le attese degli analisti, ferme ad un +1,5%. Il dato sugli ordinativi di beni durevoli Core, al netto della categoria dei mezzi di trasporto ( molto volatile ) è aumentata dell’ 1%, lo scorso mese, mentre le attese, in questo caso, erano per una crescita dello 0,20%.

Indici americani moto forti, grazie alla lettura delle minutes della FED, da cui è emerso che in virtù degli ottimi dati fatti registrare dal mercato del lavoro e tenendo conto del rialzo dell’ inflazione, potrebbe essere opportuno aumentate al più presto i tassi d’ interesse. Molti membri della Banca Centrale hanno espresso preoccupazione sui possibili rischi di un tardivo aumento. Tenendo in considerazione l’ impossibilità di agire nello scorso meeting di Novembre, perché molto vicino alle elezioni presidenziali USA, quasi il 100% degli economisti crede che la FED agirà alzando i tassi nel corso del prossimo meeting in calendario per il 13-14 Dicembre.

Si sono quindi susseguite le giornate con luci ed ombre per il principale paniere azionario italiano, il cui andamento è stato condizionato dalle attese sul referendum. Chiusura in lieve rialzo per il nell’ultima seduta della settimana (+0,09% ).

Buono il bilancio settimanale del nostro sistema operativo che sfruttando la mancanza di direzione del Ftse Mib è riuscito a prendere profitto sui due Target Price della strategia Long Intraday, sul primo obiettivo della strategia Long Over, nonché sul primo Target Price pronosticato dalla strategia Short Intraday.

La strategia Long valevole per la prossima ottava prevede l’ apertura di posizioni rialziste nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 16.585 punti, Target Price attesi in area 16.665 e 16.735 punti, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 16.405 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera superiore a 16.735 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 16.775 e 16.840 punti. Stop Profit in caso di ritorno sotto 16.665 punti in chiusura di candela oraria. Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 16.840 punti, e che prevede Target Price a 16.940 e 17.010 punti, Stop Loss in caso di ritorno sotto 16.735 punti in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di brusche discese in area 15.720 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi a 15.820 e 15.875 punti. Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 15.645 punti in chiusura di candela oraria.

La strategia Short, invece, prevede l’ apertura di posizioni ribassiste nel caso in cui si registri un close orario minore di 16.405 punti, Target Price a 16.320 e 16245 punti, Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 16.585 punti. Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera minore di 16.245 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 16.145 punti e successivamente a 16.080 punti. Stop Profit in caso di ritorno oltre 16.320 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita in chiusura oraria di quota 16.080 per accompagnare le vendite fino a 15.980 e 15.820 punti, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 16.245 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di ulteriori allunghi fino a 17.510 punti, per cercare di sfruttare possibili pull – back di prezzo a 17.400 e 17.230 punti. Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 17.685 punti.

Come sottolineato nelle precedenti rubriche di analisi tecnica sul Ftse Mib, il ritorno in chiusura settimanale oltre i 17.200 punti, aveva gettato le basi per un rialzo più corposo, quantomeno, in area 18.000 punti, persi in occasione del referendum che ha sancito l’ uscita della Gran Bretagna dall’ Unione Europea.

In poche sedute, purtroppo, come spesso era già accaduto in passato, il nostro indice era stato capace di rimangiarsi tutto quello che era stato costruito con non poche difficoltà, lasciando sul terreno ben 1.000 punti.

Dal punto di vista tecnico, seppur di poco, il nostro indice si è riportato nuovamente oltre i 16.500 punti, e potrebbe preparare un nuovo attacco alla resistenza a 17.000 – 17.200 punti. Schiarite, quindi, soltanto oltre i 17.200 punti in close giornaliero, per puntare ai 18.000 punti Allerta massima sotto i 15.900- 15.850 punti in chiusura giornaliera, pena un veloce ritorno a ridosso dei minimi di fine Giugno a 15.200 -15.000 punti, con supporti intermedi ipotizzabili nei pressi di area 15.500 -15.600 punti.

Analisi Tecnica FTSE MIB settimanale 21-25 Novembre 2016

TITOLI BANCARI ED UTILITY AFFONDANO IL FTSE MIB, L’ INCERTEZZA SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE FA VOLARE LO SPREAD SUI MASSIMI DELL’ ANNO.

Non c’è pace per l’ indice Ftse Mib che chiude il bilancio settimanale indossando la maglia nera tra i listini azionari europei, lasciando sul terreno il 3,25%, rispetto alla chiusura dell’ ottava precedente.

Close settimanale a 16.295 punti per il Ftse Mib, il che significa che il principale paniere azionario italiano è ritornato nuovamente sotto l’ importante supporto a quota 16.500 punti. Regna purtroppo il caos a Piazza Affari, ostaggio della volatilità, in quanto incombe, come una spada di Damocle, il referendum sulla riforma costituzionale, in calendario per il 4 Dicembre, il cui esito è quanto mai incerto. Una possibile vittoria del fronte del “ NO “ ( si tratta di un referendum confermativo ) metterebbe in dubbio la tenuta del governo, in quanto il premier Renzi potrebbe essere costretto a rassegnare le dimissioni.

Massimo a cinque sedute pari 17.086 punti, che dal nostro punto di vista tecnico è stato il frutto della chiusura della settimana terminata lo scorso 11 Novembre oltre i 16.500 punti; mentre il minimo dello stesso periodo è stato pari a 16.219 punti.

GRAFICO FTSE MIB

ftse-mib

Non era stato un inizio di ottava esaltante per l’ indice Ftse Mib, ancora una volta, unica piazza finanziaria europea a concludere gli scambi dello scorso Lunedì col segno meno ( – 0,75% ). Erano state le utility a pesare sul principale listino azionario milanese, messe sotto pressione dalla prospettiva di rialzo dei tassi e dalla ripresa dell’ inflazione, fattori che penalizzano le società che hanno un elevato indebitamento e che distribuiscono lauti dividendi. Piazza Affari debole anche a causa dei timori che regnano sul referendum costituzionale, a tal proposito lo spread Btp-Bund ha rivisto area 180 punti base, livello più alto da Agosto 2014.

Ftse Mib depresso anche a causa delle brutte performance dei petroliferi, trascinati al ribasso dai nuovo calo del prezzo del petrolio, sceso sotto i minimi degli ultimi due mesi e mezzo dopo la diffusione della notizia che l’Iran ha deciso di aumentare la propria produzione giornaliera.

Martedì, all’ insegna della volatilità, in una giornata in cui sono stati i titoli finanziari ad azzoppare Piazza Affari, mentre energetici e petroliferi sono rimbalzati; i primi grazie ai buoni conti trimestrali e gli ottimi giudizi dei broker; i secondi grazie al rialzo dei prezzo del petrolio, schizzato di oltre 5 punti percentuali, sulle voci di un possibile accordo in extremis per congelare la produzione.

La sessione si è comunque conclusa invariata, con un colpo di reni finale, dopo un calo che a metà giornata ha sfiorato quasi l’ 1%. A poco è servito il dato migliore del previsto, diffuso dall’ ISTAT, relativo al PIL italiano, cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre dell’ anno, contro le attese degli analisti, fermo al + 0,2%. È giusto sottolineare che, per la prima volta dal 2005, il Prodotto Interno Lordo del nostro paese è cresciuto su base trimestrale più di quello di Germania e Francia ( +0,2% per entrambi i paesi ).

Ancora nervosismo a metà settimana sull’ indice Ftse Mib, appesantito dai cali dei titoli del settore bancario, dopo che la Commissione Europea ha deciso di rimandare l’Italia sull’esame dei conti pubblici. Bruxelles esprimerà un giudizio definitivo sullo stato delle finanze pubbliche italiane entro la prima parte del 2017. Pesante Unicredit su cui incombe, secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore, un aumento di capitale di 13 miliardi di Euro ed una cartolarizzazione di crediti in sofferenza da 20 miliardi di Euro.

L’ istituto di credito starebbe anche preparando un piano di rettifica dei crediti in sofferenza per un ammontare di 7-8 miliardi.

Pessima la giornata di Venerdì, quando a fine seduta il Ftse Mib è sceso dell’1,75% a 16.265 punti. Le vendite hanno colpito quasi tutti i titoli del listino, accanendosi sul comparto bancario, e sulle utility. Titoli bancari alle prese con il tema delicato della gestione delle sofferenze, argomento scottante, trattato dalla Banca Centrale italiana nel report semestrale sulla stabilità finanziaria del paese.

Dal rapporto di Bankitalia se ne evince una situazione ancora instabile, che ha visto rallentare il flusso di sofferenze degli istituti di credito che, però rimangono esposti verso shock interni o internazionali che potrebbero pesare sui mercati dei capitali e sulla crescita economica.

Registriamo ancora un’ ottima performance per il nostro Trading System. Approfittando della chiusura oraria oltre 16.830 punti, il nostro sistema operativo è riuscito a cogliere i due Target Price della strategia Long Intraday; mentre il contributo maggiore al profitto settimanale raggiunto, è stato fornito dalla strategia ribassista che ha centrato cinque dei sei obiettivi pronosticati.

La visione al rialzo per la prossima settimana prevede l’ apertura di posizioni Long nel caso in cui si registri una chiusura oraria maggiore di 16.380 punti, Target Price attesi in area 16.470 e 16.525 punti, Stop Loss in caso di chiusura oraria minore di 16.195 punti.

Mantenere la posizione rialzista nel caso in cui si verifichi una chiusura oraria o giornaliera superiore a 16.525 punti, per sfruttare possibili allunghi in area 16.620 e 16.795 punti. Stop Profit in caso di ritorno sotto 16.420 punti in chiusura di candela oraria.

Ancora una volta arricchiamo il nostro Trading System con una terza serie di operazioni sulla forza, attivate in seguito ad una chiusura oraria o giornaliera maggiore di 16.795 punti, e che prevede Target Price a 16.900 e 17.060 punti, Stop Loss in caso di ritorno sotto 16.580 punti in chiusura di candela oraria. Suggeriti Long Speculativi in caso di brusche discese in area 15.720 punti, per cercare di sfruttare possibili rimbalzi a 15.810 e 16.890 punti. Stop Loss in caso di eventuali discese sotto 15.645 punti in chiusura di candela oraria.

La visione ribassista, invece, prevede l’ apertura di posizioni Short nel caso in cui si registri un close orario minore di 16.195 punti, Target Price a 16.100 e 16.000 punti, Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 16.380 punti.

Mantenere la posizione ribassista nel caso in cui si assista ad una chiusura oraria o giornaliera minore di 16.000 punti, per cercare di anticipare possibili discese, prima a 15.940 punti e successivamente a 15.890 punti. Stop Profit in caso di ritorno oltre 16.100 punti in chiusura di candela oraria.

Ed ancora Short con la perdita in chiusura oraria di quota 15.890 per accompagnare le vendite fino a 15.810 e 15.720 punti, Stop Loss in caso di close orario maggiore di 16.000 punti. Suggeriti vendite speculative in caso di ulteriori allunghi fino a 17.510 punti, per cercare di sfruttare possibili pull – back di prezzo a 17.400 e 17.230 punti. Stop Loss in caso di chiusura oraria maggiore di 17.685 punti.

Come sottolineato nelle precedenti rubriche di analisi tecnica sul Ftse Mib, il ritorno in chiusura settimanale oltre i 17.200 punti, aveva gettato le basi per un rialzo più corposo, quantomeno, in area 18.000 punti, persi in occasione del referendum che ha sancito l’ uscita della Gran Bretagna dall’ Unione Europea.

In poche sedute, purtroppo, come spesso era già accaduto in passato, il nostro indice era stato capace di rimangiarsi tutto quello che era stato costruito con non poche difficoltà, lasciando sul terreno ben 1.000 punti.

Dal punto di vista tecnico, dopo aver riacciuffato nuovamente i 16.500 punti, la scorsa ottava, il Ftse Mib è stato nuovamente respinto dalla resistenza a 17.000 – 17.200 punti. Schiarite, quindi, soltanto oltre i 17.200 punti in close giornaliero, per puntare ai 18.000 punti Allerta massima sotto i 15.900- 15.850 punti in chiusura giornaliera, pena un veloce ritorno a ridosso dei minimi di fine Giugno a 15.200 -15.000 punti, con supporti intermedi ipotizzabili nei pressi di area 15.500 -15.600 punti.

 

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