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Meteofinanza.com - martedì, 21 novembre 2017

Prezzo Petrolio: previsioni positive per il prossimo futuro

Prezzo petrolio 2017 e stime petrolio 2017: vediamo insieme quali sono le ultime analisi in merito all’andamento della quotazione petrolio per quanto riguarda tutto il 2017.

Prezzo Petrolio: previsioni positive per il prossimo futuro

Pur in riduzione nelle ultime settimane, e nonostante le evidenti difficoltà delle economie di alcuni emergenti, la prestazione si è mantenuta ampiamente positiva. Ma cosa accadrà al petrolio nel prossimo futuro? Val veramente la pena scommettere sul petrolio o è meglio indirizzare il proprio portafoglio nei confronti di altri asset che, rispetto al petrolio, possono inglobare migliori speranze di apprezzamento di breve e di medio termine?

Stime OPEC (principale organizzazione dei produttori di petrolio)

Cominciamo da un’analisi delle stime dell’OPEC, la principale organizzazione dei produttori di petrolio. Nel suo ultimo report mensile, il Monthly Oil Market Report, l’OPEC ha stimato come la domanda mondiale di greggio possa crescere fino a 94,3 milioni di barili al giorno nel corso del 2016 e, dunque, in rialzo di 1,2 milioni di barili al giorno su base annua (mentre è invariato rispetto alla stima di giugno). Per il 2017 le previsioni sulla domanda sono ancora più incoraggianti, visto e considerato che si prevede un identico rialzo (+ 1,2 milioni di barili al giorno) per un livello complessivo di 95,3 milioni di barili giornalieri.

Prezzo Petrolio: previsioni positive per il prossimo futuro

Per quanto attiene l’offerta non OPEC, il livello è previsto contrarsi a 56 milioni di barili al giorno nel corso del 2016, con una flessione di 900 mila barili giornalieri rispetto allo scorso anno, e a 55,9 milioni di barili al giorno nel successivo 2017, con una contrazione di circa 100mila barili giornalieri. L’offerta necessaria per poter bilanciare i mercati (la c.d. call on OPEC crude) è dunque stimata ora a 31,9 milioni di barili giornalieri per il 2016, in rialzo di 1,9 milioni di barili al giorno rispetto allo scorso anno, e a 33 milioni di barili giornalieri nel corso del 2017, in rialzo di 1,1 milioni di barili al giorno.

Prezzo petrolio 2017: stime petrolio al rialzo per Goldman Sachs

Anche Goldman Sachs ha deciso di rivedere al rialzo le stime petrolio per il 2017. Infatti, Goldman Sachs ha alzato la stima sul prezzo WTI 2017 per il secondo trimestre da 55 a 57,5 dollari al barile. Non solo, perché gli analisti si aspettano un prezzo medio del petrolio WTI intorno ai 55 dollari al barile per il secondo semestre 2017, mentre la quotazione petrolio precedente era stata stimata intorno a 50 dollari come media.

Goldman Sachs ha deciso di modificare le proprie stime al rialzo per il WTI, dato che ritiene molto probabile un accordo tra paesi OPEC e non paesi OPEC pari l’84%. Ciò significherebbe una riduzione della produzione globale di petrolio di ben 1,6 milioni di barili al giorno. Una possibilità portata avanti adesso anche dalla stessa Arabia Saudita, il cui Ministro dell’energia aveva dichiarato come fossero pronti ad abbassare la produzione giornaliera anche al di sotto di 10 milioni di barili di petrolio.

Ma anche le stime petrolio Brent 2017 sono state portate al rialzo da Goldman Sachs, che ha alzato da 56,5 dollari a 59 dollari al barile la stima per il secondo trimestre 2017. Per quanto riguarda il prezzo medio del petrolio Brent 2017, Goldman Sachs si aspetta un prezzo medio pari a 57,4 dollari, ovvero un aumento di 3,4 dollari rispetto alla previsione precedente. Per quanto riguarda il futuro invece, gli analisti rimangono più cauti, tagliando le stime da 63 dollari a 58 dollari al barile per l’anno 2019 (a causa della stabilizzazione che vi sarà dei prezzi intorno ai 55-60 dollari al barile, che causerà una deflazione dei costi di produzione).

Prezzo petrolio: previsioni  positive anche dall’EIA

Oltre all’OPEC, anche l’EIA (Energy Information Administration) ha avuto modo di formulare alcune previsioni soddisfacenti sul corso del petrolio. Nel suo ultimo short term Energy Outlook, in particolare, l’agenzia ha rivisto al rialzo le stime di prezzo medio del Brent per il 2016 a quota 44 dollari al barile, mantenendo poi invariata la sua previsione per il 2017 a 52 dollari al barile. Per quanto invece riguarda il prezzo del Wti, lo stesso è previsto allinearsi ai livelli del Brent. Passando alla domanda, la richiesta globale è prevista crescere dall’EIA a 95,3 milioni di barili al giorno nel 2016, in rialzo di 1,4 milioni di barili al giorno su base annua, e a 96,8 milioni di barili giornalieri nel 2017, in rialzo di 1,5 milioni di barili al giorno su base annua. L’offerta non OPEC è contestualmente prevista diminuire a 56,8 milioni di barili al giorno nel 2016, con un passo indietro di 600 mila barili rispetto allo scorso anno, e a 56,6 milioni di barili al giorno nel 2017, in calo di 200 mila barili. L’offerta di greggio OPEC è stimata in 32,65 milioni barili al giorno nel 2016, in rialzo di 800 mila barili giornalieri su base annua, e a 33 milioni di barili giornalieri nel 2017, rispetto alla call on OPEC crude stimata a 31,7 milioni di barili al giorno nel 2016 (+ 1,8 milioni di barili giornalieri su base annua) e a 33 milioni di barili giornalieri nel 2017 (+ 1,4 milioni di barili al giorno).

Stime IEA per il 2017

Concentrandoci ora sulle stime IEA (International Energy Agency), emerge come nel suo ultimo report mensile l’agenzia abbia ridotto lievemente le stime sui fondamentali di domanda e di offerta di petrolio.  L’equilibrio di mercato sta per essere raggiunto più rapidamente di quanto atteso, in virtù delle interruzioni dell’offerta che sono state registrate, casualmente, nel secondo trimestre 2016 a causa di alcuni guasti tecnici agli impianti. Nonostante ciò, l’agenzia stima che grandi quantitativi di scorte di petrolio e di prodotti derivati continueranno a gravare sui mercati, rappresentando una delle principali minacce alla raggiunta stabilità dei prezzi. Nel primo trimestre 2016, sottolinea ancora l’agenzia, la crescita degli acquisti delle raffinerie è stata del 60 per cento superiore alla crescita della domanda di prodotti. Nel suo dossier, l’IEA sottolinea infine che salvo l’ipotesi in cui la domanda non risulti più forte delle attese, le scorte potrebbero aumentare ancora e, di conseguenza, le quotazioni potrebbero scendere ulteriormente.

Cosa dice l’API

Concludiamo questo ampio giro di numeri con uno sguardo alle stime dell’API, l’American Petroleum Institute, secondo cui le scorte globali sarebbero calate nell’ultimo periodo di 2,3 milioni di barili, contro i – 2 milioni di barili del consento e dopo l’inaspettato aumento di 2,2 milioni di barili della settimana ancora precedente. Le scorte americane hanno dunque manifestato una contrazione superiore alle attese, e il nono calo consecutivo.

Quotazione Petrolio: Cosa accadrà nei prossimi mesi

A questo punto, è utile cercare di comprendere che cosa potrebbe accadere al petrolio nei prossimi mesi. Al di là della brusca volatilità dell’ultimo mese, determinata dal referendum del 23 giugno sulla Brexit prima, dal fallito golpe in Turchia poi, dagli attentati in Francia e in Germania successivamente, gli operatori dovrebbero presto tornare a concentrarsi esclusivamente sui fondamentali. Il quadro del petrolio rimane in tal proposito marginalmente positivo, considerato che – come sopra abbiamo documentato con le statistiche – le scorte continuano a contrarsi lievemente, così come l’offerta (compresa la shale). Insomma, i fattori di analisi sul petrolio stanno finalmente migliorando, e la limatura dell’offerta e l’incremento della domanda globale dovrebbero permettere un equilibrio più rapido e duraturo. Naturalmente, il discorso potrebbe variare se passiamo sul lungo termine, ambito temporale che è tutt’oggi di difficile valutazione, anche a causa dell’aleatorietà di molti progetti estrattivi.

A ben vedere, le opinioni positive sul petrolio sembrano altresì essere indirettamente confermate dai nuovi investimenti che alcuni colossi del settore stanno effettuando, dopo qualche stand by precedente. È il caso di Chevron, Exxon Mobil e i rispettivi partner, che hanno annunciato un impiego da 37 milioni di dollari per ampliare il progetto petrolifero Tengiz in Kazakhstan, a partire dal 2017…

Conviene Investire nel petrolio o no?

A margine di tali valutazioni, una domanda rimane ancora sospesa: conviene investire sul petrolio, o è meglio attendere tempi più propizi? In linea di massima, non vi è una grande certezza in merito, visto e considerato che investire in un clima di grande incertezza quale quello attuale potrebbe comportare un rischio abbastanza visibile. Tuttavia, riteniamo utile ripetere come il clima di aleatorietà potrebbe gradualmente dipanarsi nelle prossime settimane, non appena passeranno i clamori suscitati dalla Brexit prima, e dagli attentati terroristici e dalle tensioni socio politiche di alcuni emergente, poi. A quel punto, gli investitori torneranno a guardare con maggiore raziocinio ai fondamentali e, dunque, il petrolio potrebbe realmente avvantaggiarsi, con conseguente rialzo delle quotazioni. Naturalmente, è bene non attendersi esplosioni del prezzo del barile, che potrebbe rimanere in una lunga fase crescente, ma con un trend estremamente cauto.

In tal senso, le ipotesi per poter investire sul petrolio non mancano di certo: sia che si tratti di un acquisto attraverso il mercato azionario (partecipando al capitale delle compagini impegnate nel comparto) sia che si tratti di un acquisto diretto sulle quotazioni del barile, gli strumenti finanziari facilmente sottoscrivibili dai trader sono ampi e personalizzabili. Meglio sempre agire in un’ottica di buona flessibilità, ricordandosi dell’importanza di una necessaria frammentazione degli asset del proprio portafoglio, e una opportuna diversificazione degli stessi.

Come investire nel petrolio oggi

Prezzo Petrolio: previsioni positive per il prossimo futuro

Un piccolo investitore che opera da casa e senza intermediari, come può investire nel petrolio? Gli strumenti finanziari per chi vuole scommettere sull’andamento del prezzo del petrolio sono tantissimi ma solo alcuni di essi sono davvero alla portata di tutti. Immagina, ad esempio, un piccolo impiegato o uno studente con un gruzzolo da parte che intendono guadagnare con l’andamento della quotazione del petrolio. Cosa possono fare queste figure che possiamo chiamare della porta accanto?

Gli strumenti più accessibili a tutti per investire nel petrolio oggi sono le opzioni binarie sul petrolio e il trading di Cfd sul petrolio. In entrambi i casi, ovviamente, tu non compri barili di petrolio ma fai una scommessa su quello che sarà l’andamento del prezzo del petrolio al termine di un certo intervallo di tempo. La cosa particolare che devi sapere è che…puoi guadagnare anche nel caso di calo della quotazione del petrolio. Il prezzo del petrolio scende e tu guadagni? Proprio così e ora ti diremo anche come fare.

Investire nel petrolio con le opzioni binarie

Il trading binario è la strada più veloce oggi disponibile per trarre profitto dall’andamento del prezzo del petrolio. fare trading sul petrolio con le opzioni binarie significa scommettere su quella che sarà la quotazione del petrolio al termine di un range di tempo prestabilito. Il guadagno (o la perdita) generato dal trading binario sul petrolio non è proporzionale ma fisso.

Facciamo un esempio pratico. Se te punti 100 euro sull’aumento del prezzo del petrolio al termine di un range temporale di 60 secondi (opzioni binarie 60 secondi). avrai guadagnato 100 euro se si verificherà la tua previsione. Viceversa se il prezzo del petrolio dovesse scendere, allora avrai perso 100 euro.

Da questo esempio si evince che fare trading binario sul petrolio è intuitivamente semplice. Ovviamente le opzioni binarie non sono un gioco e quindi occorre considerare tanti fattori prima di aprire il proprio trade.

Nel complesso, prima di iniziare a fare trading binario sul petrolio con denaro reale è sempre meglio esercitarsi con un conto demo.

Poichè le opzioni binarie sono spesso guardate con diffidenza, preferiamo subito farti il nome di uno dei pochi broker affidabili: IQ Option

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Investire nel petrolio con il trading di Cfd

Un secondo modo per investire nel petrolio è il trading di Cfd. Questo strumento consente di ottenere guadagni (o maturare perdite) che sono proporzionali al proprio investimento. I Cfd sul petrolio sono strumenti derivati che rispecchiano quello che è l’andamento del petrolio stesso.

E’ proprio per questo motivo che in tanti preferiscono il trading di Cfd sul petrolio alle opzioni binarie. Per fare trading sul petrolio ci sono tantissimi broker che offrono condizioni molto vantaggiose. A differenza del trading binario, quindi, le soluzioni possibili sono molteplici. Il consiglio che ti possiamo dare non è quello di provare un solo broker per fare trading di Cfd sul petrolio, ma di confrontarne più di uno. Non credere mai a chi ti dice questo è il migliore broker trading Cfd. Non esiste il migliore in assoluto ma solo le migliori piattaforme trading. Quelle che ti suggeriamo sono eToro, Plus500 e Xtrade. 

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Se il tuo obiettivo è investire sul petrolio con il trading di Cfd e al tempo stesso avere la possibilità di confrontarti con gli altri, allora devi puntare al social trading e quindi a eToro. Questo broker, infatti, ti permette di scambiare tantissime informazioni sulle strategie trading con gli altri utenti. Vuoi sapere quali sono le previsioni sulla quotazione petrolio per i prossimi mesi? Basta postare una domanda sul personale pannello eToro e subito arriveranno consigli e commenti.

Ma i vantaggi di eToro non si fermano qui. Con questo broker, infatti, è possibile guadagnare replicando le strategie degli altri traders. Copiare i migliori traders eToro è il modo più veloce per guadagnare con il trading di Cfd sul petrolio.

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Una seconda alternativa per fare trading di Cfd sul petrolio è il broker Plus500. Il nome di questo broker è probabilmente tra i più conosciuti. Grazie ad una esperienza decennale e alla messa a disposizione di piattaforme sempre più intuitive e facili da usare, Plus500 è un broker che ci sentiamo di consigliare assolutamente per investire sul petrolio. Iniziare a fare trading su Plus500 è semplicissimo. Basta infatti creare un account e scegliere come asset appunto il petrolio. Plus500 indica sempre il prezzo di acquisto e quello di vendita del Cfd sul petrolio.

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Ed eccoci con l’ultimo broker che ti consigliamo se vuoi fare trading di Cfd sul petrolio. Si tratta di xTrade, un broker autorizzato che ti permette di investire sull’andamento della quotazione del petrolio in tutta tranquillità e senza sorprese. Per fare trading sul petrolio, xTrade offre condizioni molto vantaggiose con spread competitivi. Il broker, inoltre, permette di guadagnare anche se la quotazione del petrolio è in ribasso! Per tracciare le migliori previsioni sul prezzo del petrolio, xTrade presenta inoltre:

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Mai scordare i piani B

Altrettanto naturalmente, sarebbe opportuno non sottovalutare la necessità di formulare adeguati piani B. Ovvero, cosa potrebbe accadere nell’ipotesi di precipitazione della situazione internazionale? Anche in questo caso, non è possibile fornire una risposta omogenea. Prendendo come riferimento le crisi in Turchia, è ovvio come le incertezze su tale regione si tradurrebbero in incrementi di prezzi, visto e considerato che l’area è un incrocio strategico tra l’Asia e l’Europa, ed è un condotto fondamentale per il greggio che dalla Russia e l’Iraq arriva al Mediterraneo. Insomma, questa e altre condizioni di scenario piuttosto “delicate” dovrebbero essere attentamente monitorate e revisionate anche se, al momento, non vi sono segnali concreti.

Non dimenticate inoltre che, al di là dell’esplosione di singoli casi specifici, l’aumento delle crisi economiche e degli scenari globali di incertezza e di prudenza potrebbero spingere le scorte correnti ad aumentare. È quel che ritiene possibile Barclays, la quale ha pertanto formulato alcune attese di ribasso nel prezzo del petrolio, a margine della stagione estiva. Altri analisti ritengono invece che il prezzo del petrolio aumenterà, ma non lo farà a lungo: è il caso di Bank of America Merrill Lynch, secondo cui il prezzo del greggio arriverà a superare i 50 dollari al barile entro la fine dell’anno, per poi ridiscendere sotto tale soglia. Cosa poi accadrà nel 2017, è ancora troppo presto per stabilirlo…

Torneremo sull’argomento nel corso delle prossime settimane. Continuate a seguirci per non perdere nemmeno un aggiornamento sul petrolio, e su cosa occorra tenere bene a mente prima di formulare una strategia di impiego su una delle materie prime più gettonate dai trader.

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