Il mercato promuove i conti trimestrali di Ferrari e premia il titolo a Piazza Affari. A ridosso del giro di boa delle 13,30 le azioni della Rossa guadagnano lo 0,9% e si portano sopra quota 362 euro dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2026. Una reazione positiva che arriva sulla scia di numeri in crescita su tutti i principali indicatori economici, ma soprattutto dopo la decisione del gruppo di Maranello di migliorare ulteriormente le previsioni per l’intero esercizio.

A convincere gli investitori sono la tenuta dei margini, l’incremento dell’utile netto e una generazione di cassa particolarmente robusta. Ma c’è un altro elemento che merita attenzione: Ferrari continua a beneficiare di un mix di prodotto favorevole, con un contributo importante delle supercar e delle personalizzazioni richieste dai clienti. Il portafoglio ordini, intanto, si estende già fino al 2028.
Ricavi Ferrari in crescita del 7% a 1,9 miliardi
Partiamo dai ricavi, che rappresentano il primo indicatore positivo della trimestrale. Nel terzo trimestre 2026 Ferrari ha realizzato ricavi netti per 1,896 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto agli 1,77 miliardi dello stesso periodo del 2025. La crescita sale al 10% considerando i cambi costanti, un dato che permette di isolare l’andamento operativo dalle oscillazioni delle valute.
Il contributo principale arriva dal business automobilistico. I ricavi derivanti dalla vendita di automobili e parti di ricambio hanno raggiunto 1,586 miliardi di euro, con un incremento del 7% su base annua.
A sostenere questa dinamica sono soprattutto il mix di prodotto, diventato più ricco, e il maggiore contributo delle personalizzazioni. Non è soltanto una questione di numero di vetture consegnate: Ferrari riesce a valorizzare maggiormente ogni automobile venduta attraverso configurazioni esclusive e contenuti aggiuntivi richiesti dalla clientela.
In aumento anche i ricavi legati alle sponsorizzazioni, alle attività commerciali e al marchio, arrivati a 220 milioni di euro (+4%). La crescita delle sponsorizzazioni e delle iniziative lifestyle ha compensato parzialmente la diminuzione dei proventi commerciali legati al migliore posizionamento ottenuto dalla Scuderia Ferrari in Formula 1 nell’anno precedente.
Gli altri ricavi hanno beneficiato principalmente delle forniture di motori ad altre scuderie del campionato.
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Margini Ferrari: EBITDA a 753 milioni e EBIT a +12%
La parte probabilmente più convincente dei risultati riguarda la redditività. Ferrari ha dimostrato di riuscire a incrementare i profitti a un ritmo superiore rispetto alla crescita del fatturato, confermando la capacità di difendere il proprio posizionamento anche in presenza di maggiori costi operativi.
Nel terzo trimestre l’EBITDA è salito a 753 milioni di euro, con un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il margine EBITDA ha raggiunto il 39,7%, un livello particolarmente elevato per un gruppo industriale.
Ancora meglio l’andamento dell’utile operativo. L’EBIT si è attestato a 563 milioni di euro, in aumento del 12% su base annua e del 23% a cambi costanti. La marginalità operativa è stata pari al 29,7%.
A sostenere il miglioramento sono stati soprattutto il mix di prodotto favorevole, con un contributo significativo della nuova F80, e l’aumento delle personalizzazioni.
Non sono mancati elementi di segno contrario. Ferrari ha dovuto fare i conti con maggiori ammortamenti, legati all’avvio della produzione dei nuovi modelli, e con un incremento delle spese di marketing. L’effetto negativo dei cambi, principalmente per il dollaro statunitense e lo yen giapponese, ha inoltre limitato la crescita dei ricavi riportati.
Nel complesso, però, la capacità di generare redditività rimane uno dei punti di forza della trimestrale.
Utile netto a 431 milioni e forte generazione di cassa
Anche il risultato finale conferma la solidità del trimestre. L’utile netto di Ferrari ha raggiunto 431 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto ai 382 milioni registrati nel terzo trimestre 2025. L’utile diluito per azione si è attestato a 2,44 euro.
Particolarmente positiva la performance sul fronte della generazione di cassa. Il free cash flow industriale è arrivato a 567 milioni di euro, con un balzo del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il risultato è stato sostenuto dalla maggiore redditività e da una variazione positiva del capitale circolante, parzialmente compensata dagli investimenti effettuati dal gruppo.
Anche la situazione finanziaria offre indicazioni favorevoli. Al 30 settembre 2026 Ferrari presentava una liquidità netta industriale di 219 milioni di euro, contro un indebitamento netto industriale di 131 milioni al 30 giugno.
La variazione tiene conto anche del riacquisto di azioni proprie per 173 milioni di euro. Un elemento che evidenzia come la società riesca a finanziare contemporaneamente gli investimenti industriali e le iniziative di remunerazione degli azionisti.
Ferrari alza ancora la guidance 2026: ricavi attesi a 7,65 miliardi
La notizia che probabilmente ha contribuito maggiormente alla reazione positiva delle azioni Ferrari riguarda le nuove previsioni per l’intero esercizio.
Dopo avere già rivisto al rialzo gli obiettivi, il gruppo di Maranello ha deciso di intervenire nuovamente sulla guidance 2026, migliorando le stime su ricavi, redditività e generazione di cassa.
Nel dettaglio, Ferrari prevede ora ricavi per circa 7,65 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,60 miliardi. L’EBITDA adjusted è atteso ad almeno 3 miliardi, contro i 2,97 miliardi indicati in precedenza, con un margine minimo del 39,2%.
Anche l’EBIT adjusted è stato rivisto verso l’alto, ad almeno 2,285 miliardi di euro dai precedenti 2,26 miliardi. Il margine operativo adjusted dovrebbe raggiungere almeno il 29,8%.
Migliora inoltre la previsione sull’utile diluito per azione, atteso ad almeno 9,85 euro rispetto ai precedenti 9,68 euro. Infine, il free cash flow industriale è ora previsto fino a 1,65 miliardi, contro una precedente indicazione di almeno 1,55 miliardi.
Alla base della revisione ci sono soprattutto le personalizzazioni, risultate più forti rispetto alle ipotesi iniziali, e un impatto negativo dei cambi inferiore alle attese al netto delle coperture valutarie. La società ha inoltre considerato il secondo posto della Ferrari nel campionato di Formula 1.
Portafoglio ordini fino al 2028: cosa aspettarsi dalle azioni Ferrari
Durante la presentazione dei risultati, l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha sottolineato il contributo delle consegne della supercar F80 e della famiglia 296 Speciale, evidenziando come la domanda di personalizzazioni continui a sostenere la crescita finanziaria.
Un altro dato da non trascurare riguarda il portafoglio ordini, che copre ormai la produzione fino al 2028. Ferrari ha inoltre anticipato che nel corso del 2026 sono ancora previsti due lanci, con ulteriori opportunità per rafforzare il mix di prodotto e sostenere i ricavi.
Naturalmente, la visibilità sugli ordini non elimina tutti i rischi. La società ha precisato che la guidance tiene conto delle informazioni attualmente disponibili sugli effetti della crisi in Medio Oriente, mentre restano da monitorare le dinamiche valutarie e l’evoluzione della domanda internazionale.
Per le azioni Ferrari, tuttavia, il messaggio della trimestrale è complessivamente positivo. La crescita dei ricavi, il miglioramento dei margini, l’utile netto in aumento e soprattutto la seconda revisione al rialzo della guidance offrono elementi concreti a sostegno della valutazione del gruppo.
Il rialzo dello 0,9% sopra 362 euro segnala una prima risposta favorevole del mercato, anche se sarà importante verificare la capacità del titolo di consolidare questi livelli. Sul piano tecnico, la tenuta dei prezzi dopo la pubblicazione dei conti potrebbe favorire nuovi tentativi di recupero, mentre eventuali prese di beneficio riporterebbero l’attenzione sui supporti di breve periodo. Per ora, però, Ferrari ha presentato numeri capaci di confermare la solidità del proprio modello di business.
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