Il broker Forex sostituto d’imposta è un intermediario finanziario che opera nel regime amministrato e non nel regime dichiarativo. In questo articolo spiegheremo la differenza fra i due regimi fiscali, così da capire qual è quello più adatto elle tue esigenze.

In particolar modo ci soffermeremo sul regime fiscale amministrato, spiegando che potrebbero esserci anche degli svantaggi, seppur non sembri a primo impatto.

Broker sostituto d'imposta
Broker sostituto d’imposta: cos’è?

Cos’è un broker sostituto d’imposta?

Il broker sostituto d’imposta è un intermediario finanziario che agisce nel regime amministrato, ovvero provvede agli oneri fiscali per conto del cliente. I broker che operano con questo regime fiscale trattengono le tasse da versare allo Stato, senza che il trader debba fare alcunché.

Il sostituto d’imposta infatti è colui che gestisce sia il calcolo delle imposte da versare sia l’effettivo versamento delle stesse all’Agenzia delle Entrate.

Il broker Forex sostituto d’imposta svolge quindi questo lavoro per conto del cliente, il quale non dovrà compilare alcun modulo relativo al capital gain nella dichiarazione dei redditi.

In Italia le plusvalenze per operazioni sui mercati finanziari sono tassate del 26%, questo importo nel regime amministrato verrà trattenuto per ogni posizione chiusa positivamente, tenendo ovviamente conto delle minusvalenze pregresse, le quali possono essere compensate.

In ogni caso operando con broker sostituti d’imposta i trader non dovranno preoccuparsi degli aspetti fiscali, dal momento che il loro guadagno sarà al netto delle tasse e tutti gli oneri fiscali sono presi in carico dai broker con regime amministrato.

Regime amministrato vs regime dichiarativo

Regime amministrato
Regime amministrato vs regime dichiarativo

Al contrario del regime amministrato, i broker che operano con regime dichiarativo non svolgeranno il ruolo di sostituto d’imposta e quindi gli oneri fiscali saranno presi in carico direttamente dal trader, il quale dovrà autonomamente comunicare le rendite finanziarie sul modulo della dichiarazione dei redditi.

Nel regime dichiarativo tutta la responsabilità sul pagamento delle imposte grava quindi sull’investitore e non sul broker. I guadagni saranno quindi lordi e non netti come avviene nel regime amministrato del broker sostituto d’imposta.

In breve ricapitoliamo le differenze fra i due regimi fiscali.

Regime fiscale amministrato

  • Guadagni netti, le imposte vengono trattenute e versate dal broker sostituto d’imposta.
  • Il sostituto d’imposta genera le plusvalenze tramite il metodo del costo medio ponderato.
  • Esclusione per l’investitore dall’applicazione per le plusvalenze ottenute tramite cessioni di partecipazioni qualificate.
  • Anonimato del trader per quanto riguardo il monitoraggio fiscale interno ed esterno.
  • Il sostituto d’imposta compensa le plusvalenze con le minusvalenze.

I più famosi broker sono sostituti d’imposta?

Premettiamo che oggi tutte le banche italiane operano da sostituto d’imposta, discorso diverso è invece per quanto riguarda i broker. Dal momento che la maggior parte dei broker ha la sede legale all’estero, come eToro o Plus500, questi in Italia non offrono servizi di sostituzione d’imposta, ma operano nel regime dichiarativo.

Operando con i suddetti broker sarà quindi l’investitore a dover dichiarare il proprio capital gain o capital loss tramite la dichiarazione dei redditi.

broker Forex sostituti d’imposta invece faranno questo per voi, come abbiamo visto finora. Conviene operare con un broker Forex sostituto d’imposta? In realtà ci sono degli aspetti da considerare.

Conviene un broker Forex sostituto d’imposta?

Se non avete un commercialista alle spalle e avete timore di sbagliare probabilmente sì, operare con un broker sostituto d’imposta potrebbe essere la soluzione migliore, ma non è sempre così.

Innanzitutto i broker che non operano nel regime amministrato possono essere regolamentati e autorizzati a offrire servizi di trading, come per esempio eToro o Plus500. La differenza sta solo nella dichiarazione dei redditi, che dovrà essere compilata dall’investitore, e altre differenze che abbiamo visto nel paragrafo scorso.

Ci sono degli svantaggi nel rivolgersi a un broker Forex sostituto d’imposta? In linea di massima sì, vediamo quali sono.

Costi più elevati

Il servizio di sostituto d’imposta non è gratis, i broker che lo effettuano spesso “recuperano” i soldi del servizio, che ufficialmente è offerto gratuitamente, aumentando le commissioni e gli spread.

Se hai un alto volume di trading queste commissioni, seppur piccole individualmente, potrebbero rilevarsi molto costose alla fine dell’anno. Probabilmente avresti speso meno con un commercialista e operando nel regime dichiarativo!

Rischio della doppia tassazione

Il broker sostituto d’imposta opera solo in merito alle transazioni che effettui sulla sua piattaforma, pertanto se hai più conti di trading rischi di pagare più tasse, anche se non dovresti farlo.

Infatti, come detto in precedenza, la legge italiana tassa le plusvalenze, ma le minusvalenze riducono le tasse. Se hai ottenuto minusvalenze con altri operatori, il broker sostituto d’imposta non ne terrà conto! Soprattutto se hai ottenuto minusvalenze con il broker sostituto d’imposta, potrai recuperare il denaro versato al fisco solo l’anno successivo!

Conti solo in euro (EUR)

I broker sostituti d’imposta ti permettono di operare solo in euro, dunque se dovessi fare trading su altre coppie di valute (ad esempio USD/JPY, ossia dollaro americano/yen giapponese) potresti dover pagare commissioni sulla conversione valutaria in euro.

Considerando che la maggior parte dei trade avviene in dollari americani, che è la valuta con cui vengono scambiate le materie prime, è facile pensare allo svantaggio.

Una piattaforma che opera direttamente in dollari (ma ti permette di depositare e prelevare in euro) è eToro, che opera nel regime dichiarativo. A fine anno dovrai scaricare il report e consegnarlo al commercialista, che calcolerà le tasse che devi pagare al fisco italiano.

Se sei curioso di sapere come funziona eToro puoi aprire un conto demo gratuito, che con 100.000$ virtuali ti permette di simulare investimenti su tutti gli asset presenti sulla piattaforma!

Cos’è un broker sostituto d’imposta?

l broker sostituto d’imposta è un intermediario finanziario che agisce nel regime amministrato, ovvero provvede a tutti gli oneri fiscali per conto del cliente.

Conviene un broker Forex sostituto d’imposta?

Non sempre, nel nostro approfondimento abbiamo elencato sia vantaggi che svantaggi.

Quali sono le alternative ai broker sostituti d’imposta?

Il regime amministrato non è l’unica soluzione disponibile, puoi operare con regime dichiarativo con broker come eToro o Plus500, che non mettono a disposizione il servizio da sostituto d’imposta, ma offrono la possibilità di fare trading su una propria piattaforma a costi bassissimi.

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