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Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

  • Di LorenzoB
  • Pubblicato il 16 Gennaio 2019
  • Aggiornato il 26 Febbraio 2019
Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

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Risparmio gestito è una locuzione molto utilizzata in ambito economico, ma che cos’è? In questo articolo guida spiegheremo nel modo più semplice ed esauriente possibile qual è la definizione di risparmio gestito in Italia, quali sono gli strumenti di investimento e i prodotti di risparmio e qual è la tassazione in merito. Inoltre spiegheremo brevemente qual è la differenza fra risparmio gestito e risparmio amministrato.

Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

Risparmio gestito: cos’è?

Risparmio gestito: cos’è?

Il risparmio gestito non è altro che una somma di denaro che un risparmiatore affida a un intermediario finanziario, il quale avrà cura di gestirla con il fine di ottenere dei profitti per conto del risparmiatore. L’obiettivo è quindi quello di accrescere la somma di denaro ricevuta.

L’intermediario finanziario può essere una SGR (società di gestione del risparmio), una banca, un promotore finanziario o più in generale un gestore professionale.

Il gestore professionale per far ottenere dei guadagni al proprio cliente si serve di alcuni strumenti di investimento e di risparmio, che vedremo nel prossimo paragrafo.

Prodotti di risparmio e strumenti di investimento

Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

Risparmio gestito definizione

Compresa la definizione di risparmio gestito passiamo ora a parlare degli strumenti di investimento e dei prodotti di risparmio che vengono utilizzati dai promotori finanziari nell’ambito del risparmio gestito.

  • Fondi comuni di investimento: hanno l’obiettivo di investire le somme raccolte dai risparmiatori.
  • ETF: sigla che sta per Exchange-Traded Fund. Gli ETF  più comuni raggruppano più società dello stesso settore oppure replicano gli indici di borsa. Sono strumenti adatti per diversificare il portafoglio, dunque abbattendo il rischio sono adatti per il risparmio gestito.
  • Gestione patrimoniale: servizio di gestione del risparmio generalmente proposto dagli istituti di credito e dai promotori finanziari. Esso è in grado di rivolgersi con particolare soddisfazione soprattutto nei confronti della clientela più esigente che è alla ricerca di rendimenti piuttosto interessanti e di condizioni di impiego molto personalizzate.
  • Fondi immobiliari: sono fondi comuni di investimento che investono i capitali dei fondisti nel settore immobiliare.
  • Hedge funds: in italiano può essere tradotto con “fondi speculativi”. Sono fondi che fanno operazioni ad alto rischio per ottenere un rendimento elevato. Gli hedge funds operano sia al ribasso che al rialzo di un asset. Uno strumento molto utilizzato da questi tipi di fondi è infatti la vendita allo scoperto.
  • SICAV: società di investimento a capitale variabile.
  • Fondi pensione: sono uno strumento che ha l’obiettivo di garantire al cittadino una pensione previdenziale integrativa rispetto a quella pubblica obbligatoria.

Tassazione del risparmio gestito in Italia

Risparmio gestito: cos’è, opinioni e definizione

Risparmio gestito in Italia: tassazione

La tassazione del risparmio gestito in Italia riguarda principalmente le plusvalenze maturate dal risparmiatore. In Italia le rendite finanziarie sono tassate al 26%, mentre i titoli di Stato godono di una tassazione agevolata del 12,5%.

L’investitore ha però la possibilità di compensare redditi diversi e redditi di capitale fra loro. Inoltre l’imposta di bollo è un onere che il risparmiatore può dedurre a livello fiscale. In questa maniera il risultato di gestione fiscalmente imponibile viene abbattuto.

Ricordiamo che l’intermediario finanziario che gestisce il risparmio agisce anche da sostituto d’imposta, dunque il risparmiatore non dovrà fare alcunché e i profitti che incasserà saranno già al netto delle tasse. Consigliamo ad ogni modo di approfondire questo tema con il promotore finanziario a cui vi rivolgerete per attuare il risparmio gestito.

Infine il risparmiatore ha diritto all’anonimato sui redditi diversi.

Risparmio gestito e risparmio amministrato

Risparmio gestito non è sinonimo di risparmio amministrato. Quest’ultimo infatti non prevede la gestione del risparmio, ma la sola funzione di sostituto d’imposta.

Con il risparmio amministrato sarà l’investitore a decidere dove e come investire i risparmi, mentre l’intermediario finanziario non ha autonomia in questo senso. Nel regime amministrato l’intermediario funge anche da sostituto d’imposta, dunque le tasse saranno pagate al momento del realizzo e l’investitore incasserà il profitto al netto delle tasse.

Con il risparmio gestito invece l’investitore delega tutte le operazioni finanziarie all’intermediario.

Conclusione – opinioni

In conclusione possiamo sostenere che il risparmio gestito può essere una buona occasione qualora non abbiate alcuna formazione a livello finanziario. La decisione di delegare quali investimenti fare per accrescere i propri risparmi a un professionista può rivelarsi corretta, ma bisogna considerare che non vi è mai certezza di guadagno.

Leggi anche >>> Consulenza finanziaria: cos’è e chi è il consulente finanziario?

L’intermediario finanziario non è infallibile, ma potrebbe avere una competenza maggiore grazie agli studi e all’esperienza nel settore. Inoltre la funzione di sostituto d’imposta può essere utile nel momento in cui non siete pienamente a conoscenza di come si paghino le tasse derivanti le rendite finanziarie.

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