La nuova manovra italiana mette sotto i riflettori i titoli della difesa. Il governo ha previsto un incremento delle risorse destinate al comparto nel 2027 e soprattutto un rafforzamento degli investimenti in nuovi sistemi militari e piattaforme navali. Una prospettiva che alimenta gli acquisti a Piazza Affari su Leonardo e Fincantieri, due società direttamente esposte ai programmi di ammodernamento delle Forze armate.

A metà mattinata le azioni Leonardo guadagnano il 4,1% a 50,15 euro, mentre Fincantieri sale del 3,4% a 12,50 euro. Entrambi i titoli si collocano tra i migliori della seduta, beneficiando delle indicazioni contenute nel Documento programmatico di bilancio 2027, approvato dal governo il 13 ottobre.
Il mercato guarda alla possibilità che le maggiori risorse pubbliche si traducano in nuove commesse, ordini e ricavi nei prossimi anni. Per comprendere la portata del movimento, tuttavia, bisogna distinguere gli stanziamenti previsti dai contratti che devono ancora essere assegnati. Vediamo nel dettaglio.
Spesa per la difesa, cosa cambia con la manovra 2027
La novità centrale riguarda l’aumento delle risorse destinate alla difesa. Il Documento programmatico di bilancio 2027 prevede che la spesa italiana per il comparto salga dall’1,3% del PIL nel 2026 all’1,6% nel 2027. L’incremento si inserisce nel percorso di rafforzamento delle capacità militari e della sicurezza nazionale.
Ancora più rilevante per le società quotate è la componente degli investimenti. Le risorse destinate a questa voce dovrebbero passare dallo 0,4% allo 0,6% del PIL, con un incremento indicato in circa 5 miliardi di euro.
La manovra prevede inoltre risorse aggiuntive per la difesa attraverso la clausola nazionale di salvaguardia europea, con stanziamenti di 4,6 miliardi nel 2027 e 4,9 miliardi nel 2028. Il ricorso a questo meccanismo consente una maggiore flessibilità fiscale per le spese militari, pur lasciando aperto il percorso autorizzativo europeo.
È soprattutto l’aumento degli investimenti a sostenere l’entusiasmo degli operatori. Nuove risorse per l’acquisto di sistemi d’arma, l’ammodernamento delle flotte e le capacità tecnologiche possono tradursi in programmi pluriennali, con effetti sulla visibilità commerciale delle aziende coinvolte.
Secondo l’analisi di Intermonte, l’impostazione della manovra è positiva per il settore perché riduce il rischio che i programmi di ammodernamento vengano ridimensionati per esigenze di finanza pubblica. La traduzione degli stanziamenti in nuovi ordini, però, dipenderà dalle decisioni successive e dai tempi di assegnazione delle commesse.
Perché l’aumento degli investimenti può favorire il titolo Leonardo?
Per Leonardo, il potenziale beneficio riguarda soprattutto la possibilità che la maggiore disponibilità di risorse sostenga nuovi contratti nei sistemi di difesa, nell’elettronica e nelle piattaforme militari.
La società ha recentemente confermato un quadro favorevole sul fronte degli ordini. Le nuove indicazioni sulla spesa pubblica possono quindi rafforzare le prospettive commerciali, offrendo maggiore visibilità sulla domanda potenziale nei prossimi esercizi.
Un esempio concreto arriva dal programma dei cacciatorpedinieri DDX. Il contratto per la costruzione di due unità prevede un valore di circa 1,7 miliardi di euro per Leonardo, comprese le opzioni, nell’ambito di un programma che coinvolge anche Fincantieri. Si tratta di una commessa che mostra come le esigenze della Marina Militare possano trasformarsi in attività industriale per entrambe le aziende.
Per gli investitori, il vantaggio potenziale non si limita dunque alla possibilità di ottenere nuovi contratti. Un portafoglio ordini più ampio può sostenere la visibilità sui ricavi e sulla redditività futura, anche se l’impatto effettivo dipenderà dalla composizione delle commesse e dai margini associati ai singoli programmi.
Per Fincantieri, il collegamento con l’aumento della spesa militare è particolarmente diretto. Gli investimenti destinati alle piattaforme navali possono sostenere programmi pluriennali della Marina Militare, in un comparto caratterizzato da contratti di dimensioni rilevanti e tempi di realizzazione estesi.
Oltre ai cacciatorpedinieri DDX, tra le opportunità da monitorare ci sono le fregate FREMM Evo, i programmi subacquei e le altre piattaforme navali attualmente in discussione. Ulteriori assegnazioni potrebbero ampliare il portafoglio ordini e rafforzare il carico di lavoro negli anni successivi.
La prospettiva è quindi quella di una domanda pubblica potenzialmente più solida, proprio mentre la programmazione degli investimenti militari assume un peso maggiore nelle priorità di bilancio.
Anche in questo caso, tuttavia, le risorse complessivamente previste per la difesa non coincidono automaticamente con nuovi ricavi per Fincantieri. Sarà necessario capire quali programmi verranno finanziati, con quali importi e secondo quali scadenze. Il beneficio economico potrebbe emergere progressivamente, soprattutto dal 2027-2028 in avanti.
Azioni Leonardo e Fincantieri: cosa osservare dopo il rally
La reazione positiva degli investitori riflette quindi un cambiamento nelle prospettive di spesa più che l’annuncio di nuovi contratti già assegnati. Per entrambe le società, il passaggio decisivo sarà la conversione delle risorse disponibili in commesse effettive.
Un aumento degli investimenti militari può rafforzare la visibilità su portafoglio ordini, ricavi ed EBITDA, ma la misura del beneficio dipenderà dalla distribuzione degli stanziamenti tra i diversi programmi e dai tempi di contrattualizzazione. Occorrerà inoltre seguire l’iter della legge di bilancio e il completamento delle procedure europee per la flessibilità fiscale.
Il rialzo del 4,1% di Leonardo e quello del 3,4% di Fincantieri indicano che il mercato sta attribuendo maggiore importanza alle prospettive di crescita del comparto. Il driver da seguire nelle prossime settimane saranno i rispettivi conti trimestrali da cui potrebbero anche emergere indicazioni sul futuro. Staremo a vedere.
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