Le azioni Ferrari accelerano con decisione nella seduta di metà settimana, mettendo a segno un +7,71% a 309 euro e posizionandosi tra i migliori titoli in assoluto del paniere di riferimento di Piazza Affari. Il movimento si inserisce in un contesto di recupero generalizzato dei mercati azionari, alimentato dalla tregua tra Stati Uniti e Iran, ma nel caso Ferrari l’intensità del rialzo è superiore alla media.

Il dato più significativo è quello giornaliero: il titolo proveniva da una chiusura a 286 euro e ha quindi guadagnato oltre 20 euro in una sola seduta, riportando la performance mensile in territorio positivo (+2%). Resta invece ancora negativo il bilancio su orizzonte biennale, con un calo vicino al -14%, elemento che rende il rimbalzo odierno ancora più interessante in ottica di posizionamento.
Indice
Ritorno dell’appeal sul lusso: effetto tregua
Il primo driver del rally è chiaramente macro. La tregua tra Usa e Iran ha ridotto il rischio geopolitico e riattivato l’appetito per i titoli più ciclici e legati alla crescita globale. In questo contesto, il settore del lusso torna ad essere uno dei principali beneficiari dei flussi in ingresso.
Ferrari, pur avendo caratteristiche uniche rispetto ai player tradizionali, viene comunque percepita come un asset di alta gamma, fortemente esposto alla domanda globale e alla ricchezza delle fasce più alte della popolazione. Non a caso, il movimento rialzista coinvolge anche altri nomi del comparto come Moncler e Brunello Cucinelli, anch’essi in forte progresso.
La fine, almeno temporanea, delle tensioni internazionali migliora la visibilità economica e riduce il rischio di rallentamento della domanda globale.
Questo si traduce in una rivalutazione immediata dei titoli del lusso, che erano stati penalizzati nelle settimane precedenti proprio dall’incertezza geopolitica.
Il buyback sostiene il titolo Ferrari
Il secondo driver, più specifico, è rappresentato dal programma di riacquisto di azioni proprie. Ferrari ha infatti intensificato gli acquisti sul mercato, rafforzando il supporto tecnico al titolo.
Tra il 30 marzo e il 2 aprile 2026, la società ha acquistato complessivamente 51.193 azioni ordinarie tra Euronext Milan e New York Stock Exchange, a un prezzo medio di circa 289,7 euro, per un controvalore superiore a 14,8 milioni di euro. L’operazione rientra nella prima tranche del programma di buyback da 250 milioni di euro, parte di un piano più ampio da circa 3,5 miliardi da completare entro il 2030.
Dall’avvio del programma, a inizio gennaio 2026, Ferrari ha già riacquistato quasi 789 mila azioni, per un controvalore complessivo superiore a 232 milioni di euro. Al 6 aprile, il gruppo deteneva oltre 17,4 milioni di azioni proprie, pari a circa il 9,38% del capitale sociale.
Ricordiamo che per gli investitori, il buyback rappresenta sempre un segnale chiaro: la società che lo attua continua a investire sul proprio titolo, sostenendone le quotazioni e migliorando indicatori come l’utile per azione.
In una fase di mercato incerta come resta quella attuale, questo tipo di operazioni offre un importante supporto.
Un rimbalzo tecnico dopo mesi difficili
Il rally odierno va letto anche alla luce della performance recente del titolo. Nonostante la qualità del business, Ferrari arrivava da una fase di debolezza, con un calo significativo su base biennale. Tutto questo ha lasciato spazio a un rimbalzo tecnico importante, amplificato dal miglioramento del contesto macro.
Il ritorno sopra quota 300 euro rappresenta un livello psicologico rilevante e potrebbe attirare ulteriori flussi da parte degli investitori istituzionali. Tuttavia, resta da verificare la sostenibilità del movimento, soprattutto in assenza di nuovi catalizzatori fondamentali nel breve termine.
Nel breve periodo, comunque, il quadro per Ferrari resta costruttivo. Il doppio driver, ritorno dell’appeal sul lusso e supporto del buyback, sta creando le condizioni per un momentum positivo, che potrebbe proseguire se il contesto macro resterà favorevole.
Tuttavia, per consolidare il recupero sarà necessario vedere una conferma sui fondamentali e sulla domanda globale. Il titolo resta sensibile al sentiment internazionale e alle dinamiche della ricchezza globale, elementi che possono cambiare rapidamente.
Focalizzando l’attenzione sul presente, è palese che giornata odierna rappresenti un segnale importante: Ferrari è tornata sotto i riflettori e ha dimostrato di poter reagire con forza. Ma, come spesso accade dopo movimenti così rapidi, la vera sfida sarà trasformare il rimbalzo in un trend sostenibile. Questo è un altro discorso.
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