Dopo la pesante battuta d’arresto di ieri, le azioni Campari provano subito a rialzare la testa a Piazza Affari. A metà mattinata il titolo avanza dell’1,5% a 6,22 euro, recuperando parte delle perdite accumulate nella precedente seduta e riportando in positivo all’1,5% circa il bilancio dell’ultimo mese. Il rimbalzo arriva dopo una giornata particolarmente difficile, nella quale il gruppo degli spirits aveva lasciato sul terreno il 6,64%, nonostante una trimestrale che, almeno sul fronte dei ricavi, aveva superato le attese.

Cosa ha provocato il crollo delle azioni Campari e perché oggi stanno recuperando? Il mercato ha reagito soprattutto alle indicazioni meno rassicuranti sul Nord America, dove la società prevede una leggera contrazione delle vendite nell’intero esercizio. A pesare è stata anche la decisione di Equita di abbassare la raccomandazione da Buy a Hold, pur mantenendo un prezzo obiettivo superiore alle attuali quotazioni. Il quadro che emerge è quindi meno lineare di quanto suggeriscano i numeri della trimestrale: la crescita prosegue, ma non tutte le aree geografiche e le categorie di prodotto viaggiano alla stessa velocità.
Azioni Campari, cosa è successo ieri: crollo del 6,64% dopo i conti
La seduta di ieri si è rivelata particolarmente complicata per Campari. Dopo la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi del 2026, arrivata a mercati chiusi il giorno precedente, il titolo è scivolato fino a 6,13 euro, con una perdita del 6,64%. Durante la giornata le quotazioni avevano toccato anche un minimo di 6,07 euro, accompagnate da volumi di scambio particolarmente elevati.
La reazione negativa non è stata determinata da un mancato raggiungimento delle stime sui ricavi. Al contrario, nel terzo trimestre Campari ha registrato vendite per 777 milioni di euro, superando i circa 769 milioni attesi dal consenso. La crescita organica è stata del 3,4%, mentre nei primi nove mesi dell’anno il progresso organico si è attestato al 2,9%.
Il problema è emerso soprattutto analizzando la distribuzione geografica dei risultati. Il Nord America, che rappresenta circa il 36% delle vendite del gruppo, continua a mostrare segnali di debolezza, con una crescita organica molto contenuta nel trimestre e prospettive meno favorevoli per la chiusura dell’anno.
In particolare, Campari ha indicato di attendersi una marginale contrazione delle vendite nette negli Stati Uniti nel 2026. Un’indicazione che ha sorpreso negativamente gli investitori, soprattutto perché le precedenti aspettative del mercato incorporavano una crescita nell’area.
A rendere più evidente la divergenza è il confronto con l’Europa, dove il gruppo ha registrato una performance decisamente migliore, sostenuta soprattutto dagli aperitivi. Anche tequila e prodotti legati al segmento degli spirits premium continuano a offrire un contributo positivo, ma non sono ancora sufficienti a compensare completamente le difficoltà di alcune categorie del portafoglio nordamericano.
📉 “Le singole azioni falliscono. Gli indici no”. 💹
Fino al 9,25% annuo con il certificato su indici azionari
- 📌 ISIN: XS3127881525
- 💻 Sottostanti: EuroStoxx 50, EuroStoxx Bank, Nikkei 225, Nasdaq 100
- 💵 Cedola annuale lorda: 9,25% con memoria
- 🛡️ Barriera cedola e scadenza: 60%
- 💰 Autocall: da luglio 2027
Il mercato USA preoccupa: aperitivi e tequila non bastano ancora
Il nodo della trimestrale è proprio la diversa velocità di crescita dei marchi Campari. Nel terzo trimestre aperitivi e tequila hanno registrato una crescita organica intorno al 6,7%, mentre whiskey e rum hanno subito una contrazione del 10%.
Il gruppo sta quindi cercando di riequilibrare il portafoglio, senza limitarsi ai prodotti che attualmente mostrano le performance migliori. Negli Stati Uniti sono state avviate iniziative specifiche per sostenere marchi come Courvoisier, Grand Marnier, Wild Turkey e Skyy.
Per Courvoisier è partita una nuova campagna pubblicitaria, mentre per Grand Marnier l’attenzione si concentra maggiormente sulle attività nei locali e nella ristorazione. Wild Turkey e Skyy beneficeranno invece di iniziative commerciali e promozionali nei canali di vendita al dettaglio.
I risultati di queste strategie, tuttavia, non saranno immediati. È proprio questo uno degli aspetti che ha frenato l’entusiasmo degli investitori dopo la pubblicazione dei conti.
Un elemento positivo arriva invece dai nuovi formati commerciali, che secondo il management hanno contribuito per circa la metà alla crescita degli aperitivi nel terzo trimestre. Campari punta a estendere queste iniziative ad altri mercati, con trattative già in corso anche negli Stati Uniti.
La società ha comunque confermato la guidance per il 2026, che prevede una crescita organica delle vendite intorno al 3%. Anche le prospettive sui margini rimangono positive, grazie al miglioramento della redditività sottostante e a 15 milioni di euro di rimborsi relativi ai dazi statunitensi.
Quest’ultimo contributo merita però attenzione: si tratta di un beneficio straordinario, che non potrà essere replicato nelle stesse condizioni nel 2027.
Equita taglia il giudizio sulle azioni Campari: target price a 7,10 euro
A contribuire alla pressione sul titolo è arrivata anche la revisione delle valutazioni di Equita. La SIM ha abbassato la raccomandazione sulle azioni Campari da Buy a Hold, riducendo contestualmente il prezzo obiettivo a 7,10 euro, con un taglio del 7% rispetto alla precedente valutazione, anche per effetto dell’aggiornamento dei tassi.
Gli analisti riconoscono che il gruppo continua a sovraperformare il settore grazie al posizionamento dei propri marchi e alla capacità di sostenere le vendite attraverso marketing e innovazione di prodotto. Tuttavia, i risultati del terzo trimestre hanno restituito indicazioni contrastanti.
In particolare, la crescita organica del 3,4% è risultata sostanzialmente in linea con il consenso, ma inferiore al +5% stimato dalla stessa Equita. I ricavi complessivi di 777 milioni sono stati invece vicini alla previsione di 778 milioni della SIM e superiori alle attese del mercato.
La conference call ha confermato alcune criticità già emerse dai numeri. Da una parte, l’Europa sta mostrando un andamento migliore delle aspettative; dall’altra, la debolezza degli Stati Uniti rende più difficile ipotizzare un’accelerazione complessiva nel breve periodo.
Per Equita il problema non è tanto la capacità di Campari di crescere, quanto la visibilità sulla ripresa delle categorie di prodotto attualmente più deboli e sull’evoluzione dei costi nel 2027. Proprio l’incertezza sui prezzi delle materie prime e sugli altri costi di produzione rappresenta un elemento da monitorare nella valutazione dei margini futuri.
Il target price di 7,10 euro rimane comunque superiore alle quotazioni attuali di circa il 14%, prendendo come riferimento i 6,22 euro raggiunti oggi dal titolo. Il passaggio a Hold va quindi letto soprattutto come una maggiore prudenza sulle prospettive di crescita e sulla valutazione dopo la buona performance precedente, non come una previsione necessariamente ribassista.
Equita ricorda infatti che Campari aveva già guadagnato circa il 20% da inizio anno e il 12% negli ultimi tre mesi prima della recente correzione.
Perché oggi le azioni Campari rimbalzano?
Il recupero odierno arriva dopo una seduta nella quale il mercato ha probabilmente incorporato in maniera particolarmente severa le difficoltà del mercato statunitense. La trimestrale non ha evidenziato un deterioramento generalizzato del business: i ricavi hanno superato le attese, l’Europa continua a crescere e i marchi principali mantengono una buona capacità di attrazione.
Il problema rimane la possibilità che la debolezza di alcune categorie negli Stati Uniti duri più del previsto, rendendo necessario un maggiore investimento commerciale per sostenere il portafoglio.
Il rimbalzo dell’1,5% a 6,22 euro può quindi rappresentare una prima reazione dopo le vendite della vigilia, ma non equivale ancora a un superamento delle perplessità emerse con la trimestrale. Per ritrovare maggiore fiducia serviranno soprattutto segnali concreti di stabilizzazione del mercato nordamericano e conferme sulla tenuta dei margini.
Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.
Trasparenza AI: Ai sensi delle normative vigenti in materia di trasparenza sui contenuti digitali e intelligenza artificiale (EU AI Act), si informa che la presente piattaforma integra sistemi di intelligenza artificiale nei propri processi di assistenza alla scrittura, editing e creazione grafica.



