Le principali Borse europee aprono l’ultima seduta della settimana con un atteggiamento prudente, mentre gli investitori osservano con attenzione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Il clima resta sospeso tra tensioni ancora presenti e segnali di possibile distensione, che contribuiscono a mantenere un equilibrio fragile sui mercati finanziari.

Indice
Mercati europei cauti, focus sulla diplomazia internazionale
L’avvio imminente dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, insieme alla disponibilità di Israele ad aprire un dialogo diretto con il Libano, alimenta un cauto ottimismo. I mercati scommettono su una possibile riduzione delle tensioni nell’area, elemento chiave per la stabilità globale.
In questo contesto, l’indice FTSE MIB registra un lieve progresso dello 0,11%, mentre il DAX guadagna lo 0,32% e il CAC 40 si muove appena sopra la parità. Più deboli invece il FTSE 100 e l’IBEX 35, che mostrano variazioni negative contenute.
Restano però ancora nodi irrisolti, in particolare sul controllo dello Stretto di Hormuz, punto strategico per il commercio energetico globale. Tra le ipotesi sul tavolo, anche limitazioni al traffico marittimo e nuove condizioni economiche per il transito.
Petrolio in frenata sotto quota 100 dollari
I segnali di apertura diplomatica incidono direttamente sulle materie prime. Il prezzo del petrolio rallenta e resta sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile:
- Il Brent si attesta intorno ai 97 dollari (+0,8%)
- Il WTI si mantiene poco sotto, in area 98 dollari (+0,5%)
In calo anche il gas naturale, che scende a circa 45 euro per megawattora, segnando una flessione significativa. Gli operatori restano inoltre in attesa dei nuovi dati sull’inflazione americana, che potrebbero influenzare le prossime mosse della politica monetaria.
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Piazza Affari: pesano i cambi ai vertici delle partecipate
A Milano, l’attenzione si concentra soprattutto sulle grandi società partecipate dallo Stato, protagoniste di recenti cambiamenti nella governance. Le nomine decise dal governo hanno avuto un impatto immediato sui titoli in Borsa.
Tra i casi più evidenti:
- Leonardo cede oltre il 2% dopo la nomina di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato, al posto di Roberto Cingolani
- Eni arretra di circa l’1,5%, nonostante la conferma di Claudio Descalzi e l’ingresso alla presidenza di Giuseppina Di Foggia
Più stabile la situazione per Enel, con Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni confermati ai vertici.
In controtendenza Brunello Cucinelli, che avanza con decisione (+5%) grazie a risultati trimestrali superiori alle attese, dimostrando ancora una volta la solidità del settore lusso.
Uno scenario ancora incerto
Tra tensioni geopolitiche, dinamiche energetiche e cambiamenti ai vertici delle grandi aziende, i mercati si muovono su un terreno instabile. Le prossime ore, tra dati macroeconomici e sviluppi diplomatici, saranno decisive per capire la direzione delle Borse nel breve periodo.
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