Polygon potrebbe ricorrere a una modifica straordinaria della propria blockchain per recuperare circa 70,49 milioni di token POL, equivalenti a 6,5 milioni di dollari, sottratti durante due distinti attacchi informatici che hanno coinvolto Binance e Polymarket alla fine di ottobre 2026. La proposta, presentata il 4 novembre da un membro del gruppo di supporto ai validatori di Polygon Labs, prevede un hard fork coordinato della rete per restituire le criptovalute ai legittimi proprietari.
Si tratterebbe di un intervento particolarmente delicato, perché consentirebbe di modificare direttamente i saldi di alcuni portafogli digitali senza possedere le relative chiavi private. L’iniziativa dovrà essere esaminata dalla comunità di Polygon e, prima di diventare operativa, richiederà l’approvazione delle procedure di governo della rete.
Polygon: come funzionerebbe il recupero dei 70 milioni di token POL

Gli attacchi informatici avvenuti tra il 29 e il 30 ottobre 2026 hanno interessato separatamente Binance e Polymarket, provocando il trasferimento non autorizzato di ingenti quantità di criptovalute. Nel caso di Polymarket, quattro indirizzi riconducibili agli aggressori conservano circa 23,86 milioni di POL, mentre un quinto portafoglio collegato all’attacco contro Binance contiene 46,63 milioni di POL.
Dopo aver individuato gli indirizzi compromessi, i produttori dei blocchi della rete Polygon hanno inserito i portafogli in apposite liste di blocco, impedendo ulteriori trasferimenti. Questa misura ha consentito di immobilizzare le risorse, ma non permette di restituirle automaticamente alle società colpite.
La proposta introduce quindi una soluzione più radicale: attraverso un hard fork della rete Polygon PoS, i saldi dei cinque portafogli controllati dagli aggressori verrebbero azzerati e le stesse quantità di token trasferite a indirizzi di recupero verificati.
L’operazione non comporterebbe la creazione di nuove criptovalute, poiché l’offerta complessiva di POL rimarrebbe invariata. La modifica riguarderebbe esclusivamente gli indirizzi individuati e non le altre transazioni già registrate sulla blockchain.
Binance e Polymarket: perché il blocco dei fondi non basta
La decisione di valutare un intervento straordinario nasce anche dalle difficoltà di mantenere i fondi immobilizzati per un periodo indefinito. Le attuali restrizioni dipendono infatti dalla collaborazione dei produttori dei blocchi e da procedure tecniche che richiedono aggiornamenti coordinati.
Secondo quanto riportato nella proposta, uno degli aggressori avrebbe tentato di aggirare il blocco offrendo una commissione di circa 219.450 POL per completare una transazione. Sarebbero inoltre stati effettuati tentativi di contattare i validatori per ottenere assistenza nello spostamento delle criptovalute.
Nel caso di Binance, l’attacco aveva coinvolto anche circa 6,19 milioni di USDT, successivamente congelati da Tether. Il piano di recupero riguarda tuttavia soltanto i token POL nativi, mentre le altre attività digitali rimangono escluse dall’intervento.
Hard fork Polygon: tempi, rischi e conseguenze per gli investitori
La proposta sarà discussa il 5 novembre 2026, durante una riunione dedicata alle decisioni tecniche della rete Polygon. In caso di approvazione, gli sviluppatori procederanno con la preparazione degli aggiornamenti e con le verifiche sulla rete di prova Amoy.
Le prime valutazioni indicano che potrebbero essere necessarie circa due settimane dopo l’approvazione per completare lo sviluppo e le verifiche preliminari. Prima dell’attivazione, i validatori e gli altri operatori dovranno aggiornare i propri sistemi per evitare incompatibilità e possibili divisioni della blockchain.
L’intervento solleva anche una questione fondamentale per il settore delle criptovalute: fino a che punto una blockchain dovrebbe poter modificare transazioni e saldi per recuperare fondi rubati?
Da una parte, il recupero delle risorse potrebbe rafforzare la fiducia degli operatori nella capacità della rete di reagire agli attacchi informatici. Dall’altra, una modifica straordinaria dei saldi potrebbe alimentare interrogativi sulla decentralizzazione e sull’immutabilità delle transazioni.
Gli stessi promotori sottolineano che la procedura dovrebbe rappresentare un’eccezione e non diventare uno strumento ordinario di gestione delle controversie. Per il mercato di POL, l’eventuale approvazione costituirebbe quindi un passaggio importante soprattutto sul piano della sicurezza e del funzionamento della rete, senza garantire effetti positivi sulle quotazioni.
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