La stagione delle trimestrali del risparmio gestito entra nel vivo a Piazza Affari, con cinque importanti società italiane chiamate a dimostrare la solidità dei propri risultati in uno scenario finanziario diventato progressivamente più complesso. FinecoBank, Azimut, Anima Holding, Banca Generali e Banca Mediolanum pubblicheranno i conti del terzo trimestre 2026 nei prossimi giorni, offrendo agli investitori indicazioni sull’andamento dei ricavi, sulla redditività e sulla capacità di attrarre nuovi capitali.
Il settore arriva all’appuntamento con segnali contrastanti. Da una parte, la raccolta di diversi operatori continua a crescere a ritmi sostenuti; dall’altra, la maggiore volatilità dei mercati e la debolezza delle obbligazioni potrebbero ridurre alcune componenti dei ricavi. La differenza tra le società potrebbe quindi emergere soprattutto dalla capacità di trasformare i nuovi investimenti della clientela in commissioni di gestione ricorrenti, meno esposte alle oscillazioni dei mercati rispetto ai compensi legati ai risultati dei portafogli.
FinecoBank: raccolta in aumento del 49%, utili attesi in crescita

FinecoBank si presenta alla pubblicazione dei risultati del 5 novembre con numeri commerciali particolarmente solidi. Nel terzo trimestre la raccolta netta ha raggiunto 4,19 miliardi di euro, registrando un incremento del 49% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei primi nove mesi dell’anno, i nuovi capitali raccolti hanno raggiunto complessivamente 13,1 miliardi, con una crescita del 39%.
Un altro elemento significativo riguarda l’acquisizione di nuovi clienti. Tra luglio e settembre la banca ne ha conquistati oltre 58.500, il 30% in più su base annua. Questa espansione potrebbe sostenere progressivamente le commissioni e contribuire alla crescita della redditività, soprattutto se accompagnata da una maggiore diffusione dei servizi di investimento.
Le stime di Equita SIM indicano ricavi trimestrali per 367 milioni di euro, in aumento del 13%, e un utile netto di 179 milioni, superiore del 10% rispetto al terzo trimestre 2025. La società di analisi conferma un giudizio positivo sul titolo, con un prezzo obiettivo di 28,50 euro. Anche altri intermediari mantengono valutazioni favorevoli, sostenute dalla crescita della clientela e dalla qualità della raccolta.
Azimut: 2,72 miliardi di raccolta, ma la Turchia pesa sui risultati
Per Azimut Holding, che pubblicherà la trimestrale il 5 novembre, il quadro appare più articolato. La società ha registrato 2,72 miliardi di euro di raccolta netta tra luglio e settembre, dimostrando una buona capacità commerciale nonostante un contesto internazionale difficile. I flussi sono stati distribuiti tra 1,33 miliardi di risparmio gestito e 1,39 miliardi di prodotti amministrati.
A complicare il trimestre sono state soprattutto le attività in Turchia, dove le tensioni sui mercati hanno provocato deflussi per circa 695 milioni di euro. La situazione ha alimentato una maggiore prudenza nelle previsioni, anche se le attività italiane e gli investimenti nei mercati privati continuano a offrire un contributo importante.
Secondo le stime di Equita SIM, Azimut potrebbe comunicare ricavi per 381 milioni di euro, in crescita del 4% annuo, ma un utile netto di 112 milioni, inferiore del 24% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Il calo sarebbe legato soprattutto alle componenti meno ricorrenti dei ricavi, con un contributo negativo stimato di 5 milioni dalle commissioni di incentivo.
Le valutazioni degli analisti rimangono differenziate. Equita SIM ha ridotto il proprio prezzo obiettivo a 39 euro, mantenendo un giudizio neutrale, mentre Intermonte conferma una valutazione più favorevole e un obiettivo di 50 euro. La divergenza riflette soprattutto le differenti aspettative sulla capacità del gruppo di recuperare redditività dopo le difficoltà internazionali.
Banca Mediolanum: utili verso 278 milioni e raccolta record
Tra le società del comparto, Banca Mediolanum presenta alcune delle prospettive di crescita più interessanti. Il gruppo ha chiuso settembre con una raccolta netta complessiva di 1,07 miliardi di euro, il miglior risultato mai registrato nel mese. Nei primi nove mesi del 2026 i flussi hanno raggiunto 9,52 miliardi, dei quali 7,24 miliardi provenienti dal risparmio gestito.
Questi dati evidenziano la capacità della banca di attrarre capitali anche in presenza di mercati meno favorevoli. La componente gestita assume particolare importanza perché sostiene la generazione di commissioni ricorrenti, offrendo maggiore visibilità sui ricavi futuri rispetto alle entrate legate alle oscillazioni degli strumenti finanziari.
Per il trimestre, Equita SIM prevede ricavi complessivi di 887 milioni di euro, in aumento del 13%, e un utile netto di 278 milioni, superiore del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le commissioni di gestione sono attese a 416 milioni, con una crescita annua del 15%.
Le prospettive positive hanno portato gli analisti a migliorare le previsioni per gli esercizi successivi. Il prezzo obiettivo è stato aumentato da 25 a 25,50 euro, con conferma della raccomandazione di acquisto. La pubblicazione dei risultati, prevista per il 10 novembre, permetterà di verificare se la raccolta record si sia tradotta nella crescita reddituale attesa.
Banca Generali: raccolta robusta, ma utili previsti in diminuzione
Anche Banca Generali arriva alla trimestrale del 10 novembre con una crescita significativa della raccolta. Nel terzo trimestre i nuovi capitali hanno raggiunto 1,83 miliardi di euro, in aumento del 31% annuo, mentre il totale dei primi nove mesi si è attestato a 6,26 miliardi, con un incremento del 42%.
Particolarmente interessante risulta la componente del risparmio gestito, che ha generato 563 milioni di euro di raccolta trimestrale, in crescita del 55%. Il risultato suggerisce una domanda ancora sostenuta di soluzioni di investimento e servizi di consulenza patrimoniale, soprattutto tra i clienti con disponibilità finanziarie elevate.
Nonostante la solidità commerciale, le previsioni sugli utili sono più prudenti. Equita SIM stima un utile netto di 102 milioni di euro, inferiore dell’11% su base annua, principalmente a causa del calo delle commissioni da incentivo. Queste ultime potrebbero fermarsi a 15 milioni, rispetto ai 79 milioni del trimestre precedente.
Il mercato guarda anche alle prospettive strategiche della società. Kepler Cheuvreux ha migliorato il proprio giudizio sul titolo, portandolo ad acquisto e fissando un prezzo obiettivo di 69 euro. Tra gli elementi osservati figurano inoltre le ipotesi su possibili operazioni societarie, che rimangono però indiscrezioni e non devono essere considerate sviluppi già confermati.
Anima Holding: commissioni sotto pressione nonostante la raccolta
Ad aprire il calendario, il 4 novembre, sarà Anima Holding, chiamata a dimostrare la tenuta della propria redditività dopo un trimestre caratterizzato da un miglioramento della raccolta. Escludendo il Ramo I assicurativo, i flussi netti hanno raggiunto 1,04 miliardi di euro, rispetto ai 738 milioni del trimestre precedente.
Le masse gestite si sono attestate intorno ai 133 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto a giugno e superiori del 2,4% rispetto all’anno precedente. La crescita della raccolta dovrebbe contribuire a sostenere le commissioni di gestione, ma non sarebbe sufficiente a compensare completamente il calo di quelle legate ai risultati degli investimenti.
Equita SIM prevede ricavi trimestrali per 120 milioni di euro, in diminuzione del 18% rispetto al secondo trimestre, e un utile netto di 47 milioni, in crescita del 3% annuo. Le commissioni da incentivo potrebbero scendere a soli 8 milioni, contro i 35 milioni registrati nel trimestre precedente.
Gli analisti mantengono una valutazione prudente sul titolo, con un prezzo obiettivo di 7,80 euro. Le prospettive dipenderanno non soltanto dall’evoluzione della raccolta, ma anche dagli eventuali cambiamenti nell’assetto del settore bancario e nella distribuzione dei prodotti finanziari.
Quali azioni del risparmio gestito potrebbero sorprendere in Borsa?
Le previsioni per il terzo trimestre indicano una distinzione piuttosto evidente tra le società del settore. FinecoBank e Banca Mediolanum presentano aspettative di crescita sia dei ricavi sia degli utili, sostenute dall’espansione commerciale. Banca Generali e Azimut, pur mostrando una raccolta positiva, devono invece confrontarsi con una riduzione attesa della redditività trimestrale.
Il caso di Anima Holding è differente, perché il mercato dovrà valutare soprattutto la capacità del gruppo di mantenere commissioni stabili nonostante la diminuzione delle componenti legate alle prestazioni dei portafogli. Una sorpresa positiva sulle commissioni ordinarie potrebbe contribuire a migliorare la percezione delle prospettive del gruppo.
Per gli investitori sarà importante osservare non soltanto gli utili comunicati, ma anche tre indicatori fondamentali: raccolta netta, commissioni ricorrenti e previsioni per i prossimi trimestri. Una società potrebbe presentare risultati superiori alle attese e subire comunque vendite in Borsa se le indicazioni sul futuro risultassero deludenti.
La capacità di attrarre nuovi clienti e capitali rappresenta un elemento particolarmente importante in una fase segnata da maggiore volatilità e rendimenti obbligazionari sotto pressione. Gli operatori con una raccolta diversificata e ricavi meno dipendenti dalle commissioni straordinarie potrebbero mostrare una migliore resistenza alle oscillazioni dei mercati.
Le sedute comprese tra il 4 e il 10 novembre 2026 saranno quindi decisive per valutare le prospettive del comparto. Il confronto tra risultati effettivi e previsioni degli analisti permetterà di comprendere quali società stiano riuscendo a trasformare la crescita della raccolta in un miglioramento sostenibile degli utili e quali, invece, debbano ancora affrontare le conseguenze di un contesto finanziario più difficile.
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