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Indice FTSE MIB

Analisi tecnica FTSE MIB 11 – 15 novembre 2019

Avatar di Roberto Di Roberto Aggiornato: 2 min di lettura

La giornata dell’8 novembre si è chiusa con una sostanziale invariabilità per l’indice FTSE MIB, che ha archiviato la seduta con un incremento dello 0,13%. L’apertura è stata in linea con la chiusura della sessione precedente, godendo poi di un rafforzamento graduale durante la giornata, e una chiusura ai massimi della seduta.

Analisi tecnica FTSE MIB

Attualmente il FTSE MIB conferma di essere in una fase rialzista, che costituisce altresì lo scenario centrale per questa settimana.

La prima resistenza chiave dall’attuale punto di partenza (23.534,5 punti), è posta in prossimità di 23.609 punti, superata la quale occorrerà procedere con il test a quota 23.832 punti.

Di contro, se dovesse essere invertita l’attuale fase di rafforzamento e, dunque, sposato un trend decrescente, bisognerà testare i primi supporti chiave posti rispettivamente a quota 23.385,8 punti e 23.237,1 punti.

Fari puntati sull’Italia

Nelle prossime sessioni di Borsa potrebbe altresì pesare il faro puntato dagli investitori sull’Italia. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi – ovvero il differenziale fra i rendimenti dei due decennali – continua infatti a dominare le pagine finanziarie dei principali quotidiani internazionali, tanto che l’attuale gap di 145 punti non sembra fornire particolari rassicurazioni. Ad esser al centro delle osservazioni non è infatti solamente il differenziale contro i titoli decennali tedeschi, quanto quello nei confronti greci (in riduzione) e spagnoli (in allargamento).

Insomma, nonostante il costo del denaro che l’Italia prende in prestito dagli investitori sia ai livelli minimi della recente serie storica, preoccupa il fatto che sia pur sempre ben superiore a quello spagnolo, e nonostante gli aiutini della Bce.

Come se non bastasse, a pesare sul giudizio dell’Italia sono anche le ultime previsioni della Commissione Europea, che pongono l’Italia in fondo alla lista dei Paesi del vecchio Continente per crescita, in un momento in cui i rendimenti obbligazionari stanno generalmente risalendo.

Guerra commerciale ancora in ballo

A rendere il contesto internazionale ancora meno certo è il fatto che le relazioni tra Stati Uniti e Cina, che sembravano essere sulla via del rasserenamento grazie alla notizia, diffusa nella giornata di giovedì, secondo cui le controparti avrebbero raggiunto un accordo per l’azzeramento di alcuni dazi. In realtà dalle parti di Trump tutto tace, e secondo quanto sostiene Reuters, il numero 1 della Casa Bianca non avrebbe alcuna intenzione di ammettere le concessioni richieste da Pechino, ovvero la totale rimozione delle tariffe.

Vedremo, in settimana, in che modo si evolveranno queste situazioni.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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Roberto

Roberto

Roberto è uno dei primi collaboratori di Meteofinanza.com. Ha 12 anni di esperienza nel settore finanziario e ha iniziato la sua carriera investendo nei mercati obbligazionari, per poi interessarsi a tutto il settore Fintech e Crypto in generale. Negli anni ha evidenziato una passione attenta all’analisi dei broker, alle caratteristiche e alle commissioni offerte (verificando le regolamentazioni per la sicurezza dei trader). L'obiettivo di Roberto e di Meteofinanza.com è di fare chiarezza sui mercati finanziari e aiutare anche i principianti che vogliono iniziare a fare trading online, su forex, CFD, materie prime, Crypto.

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