La casa automobilistica giapponese Toyota Motor Corp (NYSE:TM) (H:7203) ha annunciato oggi di aver registrato, per il mese di febbraio, un aumento della produzione globale del 6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

A contribuire in modo particolare a questo sviluppo positivo è stato l’aumento della produzione interna. A febbraio, Toyota ha prodotto 779.790 veicoli, ovvero il 5,8% in più rispetto all’anno scorso.
Con questo risultato, Toyota registra il secondo mese consecutivo di aumento della produzione, dovuto principalmente a un incremento del 16% nella produzione interna. Questo sviluppo dimostra anche che l’azienda si sta riprendendo dalle conseguenze di uno scandalo legato alla certificazione. La produzione all’estero è rimasta invece relativamente stabile, con un aumento inferiore all’1%.
Dati chiave di febbraio:
- Produzione totale: 779.790 veicoli
- Crescita anno su anno: +5,8%
- Aumento produzione interna: +16%
- Aumento produzione all’estero: <1%
- Crescita delle vendite globali: +6%
Anche le vendite globali sono aumentate del 6%, sostenute dalla forte domanda in Giappone e nei principali mercati internazionali.
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I dazi di Trump rafforzeranno la produzione industriale USA
È degno di nota il fatto che la produzione nordamericana sia diminuita dell’1%, così come le esportazioni dal Giappone verso gli Stati Uniti, scese della stessa percentuale. Questi sviluppi sono particolarmente significativi alla luce dei dazi minacciati dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pari al 25%.
Secondo Trump, i dazi che entreranno in vigore a partire dal 2 aprile dovrebbero rafforzare la produzione nazionale negli Stati Uniti. Tuttavia, molti esperti e aziende guardano a queste misure con scetticismo, esprimendo preoccupazioni riguardo a possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali e all’aumento dei costi.
Attualmente, il titolo Toyota è in calo di circa il 4,7%. Gli analisti di settore avvertono che Toyota, che gestisce ampie strutture produttive negli Stati Uniti, potrebbe dover rivedere le proprie strategie di produzione ed esportazione alla luce di questi dazi.
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