Il mercato finanziario italiano vive ore di forte tensione intorno a Mediobanca. Fitch ha abbassato l’outlook sul rating “BBB” da “in evoluzione” a “negativo”, accendendo un campanello d’allarme per la storica banca di Piazzetta Cuccia.

La decisione riflette le recenti difficoltà strategiche, in particolare il mancato accordo sull’acquisizione di Banca Generali, un’operazione che avrebbe potuto rafforzare la posizione di Mediobanca nel wealth management e nel private banking, incrementando redditività e solidità patrimoniale.
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Fitch segnala rischi crescenti per Mediobanca
Secondo Fitch, la bocciatura dell’operazione su Banca Generali ha cancellato importanti potenziali vantaggi, ma non è l’unico elemento di preoccupazione. L’agenzia di rating evidenzia anche i rischi legati all’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) lanciata da MPS su Mediobanca.
Il nodo principale riguarda le differenze nei rating delle due banche, la complessità esecutiva dell’operazione e l’incertezza sulle conseguenze a lungo termine per identità e performance di Mediobanca.
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Vendite di azioni Mediobanca: storici soci alleggeriscono le posizioni
Parallelamente, si intensificano le vendite di azioni da parte dei soci storici di Mediobanca. Aurelia, la holding della famiglia Gavio, ha ceduto nelle ultime ore 470mila azioni per un controvalore di circa 9 milioni di euro. Lo stesso Beniamino Gavio ha venduto ulteriori 200mila titoli per circa 3,8 milioni di euro. Entrambi hanno inoltre attivato strategie in derivati (call e put) legate al titolo.
Anche Clemente Rebecchini ha ridotto la propria partecipazione, cedendo azioni per oltre 500mila euro. Nella serata di ieri, infine, sono stati venduti oltre 4,2 milioni di titoli da parte di azionisti aderenti all’Accordo di consultazione tra soci di Mediobanca.
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OPAS MPS: adesioni oltre il 40% e nuovo scenario in vista
Mentre alcuni soci storici alleggeriscono le proprie posizioni, l’OPAS di MPS guadagna terreno. Alla chiusura di ieri, le adesioni hanno raggiunto il 40,4%, con ancora due sedute di Borsa prima della scadenza fissata per lunedì 8 settembre.
La soglia è destinata a salire ulteriormente, soprattutto in attesa delle mosse decisive degli investitori istituzionali e dei fondi internazionali, che detengono complessivamente tra il 35% e il 40% del capitale Mediobanca. Molti di loro potrebbero approfittare dell’offerta per monetizzare, se non entro l’8 settembre, probabilmente durante la finestra di riapertura dell’OPAS, prevista tra il 16 e il 22 settembre.
La situazione si fa quindi sempre più complessa: tra pressioni sul titolo, taglio dell’outlook e avanzata di MPS, Mediobanca è chiamata a rispondere con scelte strategiche rapide per preservare stabilità e competitività.
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