Anche nella sessione di metà settimana le azioni Rai Way continuano a muoversi in un contesto di debolezza a causa della fine delle trattative per l’aggregazione con EI Towers, operazione che il mercato considerava uno dei principali catalizzatori per il titolo. Nella seduta odierna il gruppo cede circa lo 0,3% a 4,78 euro, confermando un quadro tecnico e fondamentale che resta poco brillante. Il dato più significativo è però quello dell’ultimo mese: il titolo ha lasciato sul terreno circa il 13%, segno di uno sfilacciamento del sentiment.

A pesare non è soltanto la mancata nascita del polo italiano delle infrastrutture per le torri di broadcasting, ma anche il conseguente cambio di valutazione da parte degli analisti. Il venir meno dell’operazione ha infatti costretto diversi osservatori a riconsiderare il potenziale di crescita di Rai Way come realtà standalone, senza quei benefici industriali e finanziari che sarebbero derivati dalla fusione con EI Towers.
In questo contesto si inserisce il downgrade di Equita, che rappresenta il principale elemento di pressione sul titolo nella giornata odierna.
Equita abbassa il giudizio: da buy a hold
La SIM milanese ha deciso di tagliare la raccomandazione su Rai Way a “Hold” dal precedente “Buy”, accompagnando il downgrade con una significativa revisione del prezzo obiettivo.
Il target price è stato ridotto da 6,60 a 5,30 euro, riflettendo il nuovo scenario che si è delineato dopo il fallimento del progetto di aggregazione con EI Towers.
Secondo gli analisti, il mancato accordo obbliga ora a valutare Rai Way esclusivamente come società autonoma, eliminando dal modello tutte quelle componenti di creazione di valore che erano strettamente legate alla fusione.
Alla revisione delle stime contribuisce anche l’effetto dello stacco del dividendo di 0,33 euro per azione, ma è soprattutto la scomparsa delle prospettive di consolidamento a modificare radicalmente il profilo di investimento del titolo.
Pur restando superiore alle quotazioni correnti, il nuovo prezzo obiettivo implica un potenziale di rivalutazione decisamente più contenuto rispetto a quello ipotizzato in precedenza. Da qui la scelta di Equita di adottare un approccio più prudente nei confronti del titolo e quindi la raccomandazione di tenere e non più comprare (addio view bullish insomma).
Cosa perde Rai Way senza la fusione con EI Towers
La revisione del giudizio non nasce soltanto dalla delusione per un’operazione mancata, ma soprattutto dal fatto che con il tramonto del progetto vengono meno numerosi benefici industriali e finanziari che il mercato aveva progressivamente incorporato nelle valutazioni.
Tra gli aspetti più rilevanti figurano innanzitutto le sinergie di costo, che secondo le stime di Equita avrebbero potuto raggiungere circa il 15% della base costi combinata delle due società. Un livello di efficienza che avrebbe migliorato in misura significativa la redditività del nuovo gruppo.
A questo si sarebbe aggiunta una maggiore ottimizzazione della struttura finanziaria, con la possibilità di incrementare la leva fino a circa 3,5 volte il rapporto NFP/Ebitda, creando spazio per una gestione del capitale più efficiente.
Non meno importante era il tema della remunerazione degli azionisti. Gli analisti stimavano infatti la possibilità di distribuire un dividendo straordinario di circa 1,3 euro per azione, un elemento che avrebbe rappresentato un importante fattore di attrattiva per gli investitori.
Infine, l’operazione avrebbe potuto favorire anche un’estensione della durata dei contratti di servizio. Attualmente il contratto tra Rai e Rai Way scade nel 2028, con rinnovo tacito fino al 2035, mentre durante le trattative erano circolate indiscrezioni sulla possibilità di estendere ulteriormente la durata fino al 2037 o addirittura al 2047.
Con la chiusura delle negoziazioni, tutti questi possibili elementi di creazione di valore vengono meno e il mercato torna a valutare esclusivamente il business attuale della società.
Dividend yield elevato ma pochi catalizzatori nel breve periodo
L’aspetto forse più significativo del report di Equita riguarda il giudizio sulle prospettive future del titolo.
Gli analisti riconoscono che Rai Way continua a offrire un dividend yield vicino al 7%, un rendimento che rappresenta certamente un elemento di supporto alle attuali quotazioni e che continua a rendere il titolo interessante per chi ricerca flussi cedolari stabili.
Tuttavia, secondo la SIM, questo fattore da solo non è sufficiente a giustificare una raccomandazione d’acquisto.
Il problema principale è rappresentato dall’assenza di catalizzatori di breve periodo. Venuto meno il progetto di integrazione con EI Towers, l’equity story della società appare infatti meno ricca di elementi in grado di modificare significativamente le prospettive di crescita.
Anche i progetti di diversificazione avviati negli ultimi anni sembrano procedere con maggiore lentezza rispetto alle aspettative iniziali. Le iniziative relative ai data center edge, alle infrastrutture hyperscale e ai servizi CDN accumulerebbero infatti un ritardo di circa un anno rispetto alle tempistiche indicate nel piano industriale.
È proprio questo insieme di fattori a spiegare la prudenza degli analisti.
Dal punto di vista del mercato, la reazione appare coerente. Il ribasso di circa il 13% registrato nell’ultimo mese riflette il progressivo venir meno delle aspettative costruite intorno al progetto di aggregazione, mentre la seduta odierna, con il titolo in calo a 4,78 euro, conferma che gli investitori stanno ancora digerendo il nuovo scenario.
Per il momento Rai Way conserva alcune caratteristiche apprezzate dal mercato, come la solidità del business regolato e una politica di dividendi generosa, ma senza l’operazione con EI Towers il profilo di crescita appare inevitabilmente meno interessante.
La sensazione è che il titolo abbia perso il principale motore che avrebbe potuto modificarne la valutazione di mercato nel medio termine.
Finché non emergeranno nuove iniziative industriali o accelerazioni nei progetti di diversificazione, Rai Way rischia di restare priva di quei catalizzatori che normalmente spingono gli investitori a tornare con decisione sul titolo, motivo per cui il downgrade di Equita appare coerente con il nuovo quadro fondamentale.
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