Enel si prepara a pubblicare i risultati del primo semestre 2026, mentre il mercato valuta gli effetti della guerra in Iran sui prezzi del gas e dell’energia elettrica. La presentazione dei conti è prevista per il 30 luglio 2026, data nella quale il gruppo dovrebbe anche aggiornare gli investitori sull’andamento delle principali attività.

Secondo le stime di Morningstar, Enel dovrebbe confermare le proprie previsioni per l’intero esercizio. Le reti elettriche restano il principale motore di crescita, ma anche la generazione a basse emissioni potrebbe beneficiare del nuovo scenario energetico creato dalle tensioni geopolitiche.

Guerra in Iran e gas più caro: quale effetto sui conti di Enel

grafico al rialzo e logo di Enel
Prospettive azioni Enel – MeteoFinanza.com

Il conflitto con l’Iran ha provocato un aumento dei prezzi del gas naturale in Europa, con conseguenze dirette anche sul costo dell’elettricità in Italia. Il gas viene infatti utilizzato da numerose centrali e contribuisce spesso a determinare il prezzo finale dell’energia sul mercato.

Un aumento delle quotazioni elettriche può favorire gli impianti che producono energia con costi operativi più bassi, come quelli idroelettrici, eolici e solari. Enel dispone di una presenza rilevante nella generazione a basse emissioni e potrebbe quindi ottenere margini più elevati dalla vendita dell’energia prodotta da queste attività.

L’effetto non è però automaticamente positivo su tutto il gruppo. Prezzi più alti possono aumentare i costi di approvvigionamento delle società che vendono elettricità ai clienti attraverso contratti a prezzo fisso. L’impatto finale dipenderà quindi dalla copertura dei contratti, dalla produzione disponibile e dalla capacità di trasferire i maggiori costi sulle nuove offerte.

Secondo Morningstar, nel caso di Enel il rialzo dei prezzi elettrici italiani dovrebbe comunque rappresentare un vantaggio per la generazione a basse emissioni di carbonio.

Le reti elettriche restano il principale motore di crescita

La parte più stabile dei risultati dovrebbe continuare ad arrivare dalle reti di distribuzione. Queste attività producono ricavi regolamentati e risultano generalmente meno esposte alle oscillazioni quotidiane dei prezzi dell’energia.

Gli analisti prevedono un contributo positivo dalla crescita degli asset regolamentati in Italia e dai maggiori rendimenti riconosciuti in Spagna. La progressiva espansione delle reti ha inoltre migliorato la composizione degli utili di Enel, aumentando il peso delle attività considerate maggiormente prevedibili.

Il nuovo piano industriale conferma la centralità di questo settore. Enel prevede di destinare oltre 26 miliardi di euro alle reti tra il 2026 e il 2028. Circa il 55% degli investimenti sarà concentrato in Italia, oltre il 20% nella Penisola Iberica e circa il 25% in America Latina.

Gli investimenti serviranno a modernizzare le infrastrutture, migliorare la qualità del servizio e sostenere l’aumento della domanda di elettricità collegato alla diffusione delle rinnovabili, delle batterie e della mobilità elettrica.

La produzione idroelettrica in Spagna può sostenere i risultati

Un altro elemento favorevole riguarda la produzione idroelettrica in Spagna. Le buone condizioni dei bacini dovrebbero consentire a Enel di aumentare la produzione utilizzando una fonte caratterizzata da costi relativamente contenuti.

Livelli elevati delle riserve idriche permettono di produrre più elettricità senza ricorrere in modo eccessivo agli impianti alimentati da combustibili fossili. In presenza di prezzi dell’energia sostenuti, questa combinazione può contribuire positivamente alla redditività.

Morningstar ritiene che le condizioni idroelettriche favorevoli possano sostenere gli utili della generazione spagnola anche nella seconda parte del 2026.

Utile Enel 2026 atteso nella parte alta delle previsioni

Le stime indicano per Enel un utile netto ordinario 2026 di circa 7,3 miliardi di euro, leggermente superiore alle attese medie del mercato e collocato nella parte alta dell’intervallo indicato dall’azienda.

Gli investitori controlleranno soprattutto l’eventuale conferma delle previsioni annuali, l’evoluzione del debito e la capacità del gruppo di trasformare l’aumento degli investimenti in una crescita stabile degli utili.

Il piano 2026-2028 prevede complessivamente 53 miliardi di euro di investimenti, circa 10 miliardi in più rispetto al programma precedente. Oltre 26 miliardi saranno destinati alle attività integrate, con circa 20 miliardi dedicati alle energie rinnovabili e l’obiettivo di aggiungere approssimativamente 15 GW di nuova capacità.

L’accelerazione sulle rinnovabili offre nuove possibilità di crescita, ma aumenta anche il rischio legato alla realizzazione dei progetti, ai costi delle materie prime, alle autorizzazioni e al rispetto dei tempi previsti.

Cosa osservare nella semestrale Enel del 30 luglio

Tra gli elementi più importanti da controllare ci saranno il contributo delle reti, la produzione idroelettrica spagnola e i margini ottenuti dalla generazione di energia in Italia.

Particolare attenzione sarà riservata anche all’andamento del debito finanziario netto, dopo il percorso di riduzione realizzato negli ultimi anni. L’aumento degli investimenti richiederà infatti un equilibrio tra crescita, remunerazione degli azionisti e solidità del bilancio.

Morningstar mantiene una stima del valore di Enel pari a 9,80 euro per azione, ma segnala che la maggiore spesa prevista per le rinnovabili rende più importante la capacità del gruppo di completare i progetti senza ritardi o aumenti eccessivi dei costi.

La guerra in Iran potrebbe quindi sostenere alcuni segmenti attraverso prezzi dell’energia più elevati, ma la prova decisiva resterà la capacità di Enel di far crescere le attività regolamentate e realizzare il nuovo piano industriale mantenendo sotto controllo il debito.

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