La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse statunitensi, ma la riunione di luglio ha mostrato una banca centrale sempre più divisa. Il costo del denaro resta nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, mentre il presidente Kevin Warsh non ha fornito indicazioni chiare sulle decisioni dei prossimi mesi.

La scelta è stata approvata con nove voti favorevoli e tre contrari. I tre membri dissenzienti avrebbero preferito un aumento immediato di 0,25 punti percentuali, segnalando una crescente preoccupazione per un’inflazione ancora superiore all’obiettivo della Fed.

La Federal Reserve mantiene i tassi tra il 3,50% e il 3,75%

Il Federal Open Market Committee ha deciso di lasciare il tasso sui federal funds all’interno della fascia attuale, confermando una pausa che prosegue ormai da oltre sette mesi. L’ultima variazione risale al ciclo di riduzioni avviato nel settembre 2024 e concluso nel dicembre 2025, durante il quale il costo del denaro è stato abbassato complessivamente di 1,75 punti percentuali.

La decisione di luglio non era completamente scontata. Alla vigilia della riunione, secondo i dati riportati da Morningstar, i mercati attribuivano una probabilità vicina al 30% a un aumento dei tassi.

La Fed ha comunque scelto di attendere, mantenendo anche la propria politica finalizzata a garantire un livello abbondante di riserve nel sistema bancario americano. Il comunicato non ha introdotto modifiche sostanziali rispetto a quello pubblicato dopo la precedente riunione.

Inflazione ancora elevata e tre membri chiedono un aumento

La principale novità è rappresentata dalla divisione interna al comitato. Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan hanno votato contro la decisione, sostenendo la necessità di alzare immediatamente i tassi di 25 punti base.

La Federal Reserve ha riconosciuto che l’inflazione rimane elevata rispetto all’obiettivo del 2%. Le pressioni sui prezzi sono state alimentate anche da problemi nell’offerta e dai rincari registrati in alcuni settori, compreso quello energetico.

Allo stesso tempo, l’economia statunitense continua a crescere a un ritmo definito solido. La produttività e gli investimenti delle imprese restano sostenuti, mentre l’aumento dei posti di lavoro ha seguito quello della forza lavoro e il tasso di disoccupazione ha mostrato variazioni limitate.

Questi dati rendono più complessa la scelta della Fed. Un’economia ancora resistente riduce la necessità di tagliare i tassi, mentre la persistenza dell’inflazione potrebbe giustificare una nuova stretta monetaria.

Warsh non chiarisce le prossime mosse della banca centrale

Durante la conferenza stampa, Kevin Warsh non ha spiegato in modo dettagliato le ragioni che hanno spinto la maggioranza del comitato a mantenere i tassi fermi. Non ha inoltre chiarito quali condizioni potrebbero portare a un aumento nelle prossime riunioni.

Il nuovo presidente sembra intenzionato a ridurre la quantità di indicazioni fornite in anticipo dalla banca centrale. Secondo questa impostazione, gli operatori dovrebbero concentrarsi maggiormente sull’andamento dell’economia e meno sulle previsioni relative alle singole decisioni della Fed.

Questa strategia rende però più difficile interpretare la direzione della politica monetaria. In passato, le decisioni del comitato venivano spesso anticipate da dichiarazioni pubbliche dei suoi membri. Con la nuova comunicazione, i mercati potrebbero arrivare alle riunioni con aspettative più divise e reagire con maggiore intensità agli annunci.

I rendimenti dei Treasury indicano aspettative di tassi più alti

Warsh ha richiamato l’attenzione sull’andamento dei titoli di Stato americani, considerandolo un importante indicatore delle aspettative degli investitori. Il rendimento del Treasury decennale è aumentato di circa 20 punti base dall’inizio della sua presidenza.

Il movimento è avvenuto insieme a un rafforzamento delle aspettative su un possibile aumento del costo del denaro. Secondo l’analisi di Morningstar, il mercato prevede attualmente un rialzo dei tassi entro la fine del 2026 e una seconda stretta nei primi mesi del 2027.

Non si tratta tuttavia di una decisione già definita. La Fed continuerà a osservare soprattutto l’andamento dell’inflazione, del mercato del lavoro, della crescita economica e dei prezzi dell’energia.

La riunione di luglio lascia quindi i tassi invariati, ma mostra una Federal Reserve meno compatta rispetto al passato. I tre voti favorevoli a un aumento e l’assenza di indicazioni precise da parte di Warsh mantengono aperta la possibilità di una nuova stretta monetaria nei prossimi mesi.

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