L’OPA su Recordati avanza, ma neppure il rilancio a 53 euro per azione sembra aver convinto tutti gli azionisti. Alla data di ieri, le adesioni avevano superato il 50,5% degli strumenti oggetto dell’offerta ma a fare più rumore è stata la presa di posizione del fondo Palliser Capital che ha ribadito la propria opposizione chiedendo al consiglio di amministrazione di chiarire una questione ancora aperta: gli amministratori indipendenti ritengono davvero congruo il nuovo prezzo proposto da Respighi BidCo, il veicolo attraverso cui operano CVC e Groupe Bruxelles Lambert (GBL)?

La partita sul gruppo farmaceutico italiano entra così in una fase delicata. Da un lato, il consorzio offerente ha già portato la propria partecipazione oltre il 60% del capitale; dall’altro, una parte degli investitori continua a contestare la valutazione della società e vuole una presa di posizione esplicita da parte degli indipendenti. Ricordiamo che l’OPA su Recordati si concluderà il 23 ottobre 2026.
OPA Recordati: adesioni al 50,52%, ecco gli ultimi numeri
L’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, relativo alla seduta del 14 ottobre, indica che sono state presentate 57.274 nuove richieste di adesione. Il totale cumulato è così salito a 100.306.451 azioni, pari al 50,52% degli strumenti oggetto dell’offerta.
La progressione delle adesioni è arrivata dopo il rilancio annunciato il 6 ottobre da Respighi BidCo. Il corrispettivo è passato da 51,29 a 53 euro per azione, con un incremento di 1,71 euro, pari a circa il 3,3%. Il nuovo prezzo è comprensivo del dividendo, secondo i termini dell’offerta.
L’offerente ha presentato l’aumento come definitivo, escludendo ulteriori rilanci. La decisione ha migliorato le condizioni economiche proposte agli azionisti e ha favorito la ripresa delle adesioni, ma non ha eliminato le riserve di chi ritiene che Recordati possa valere di più.
Il consorzio CVC-GBL, considerando le partecipazioni già riconducibili al suo perimetro e gli acquisti effettuati sul mercato, avrebbe nel frattempo superato il 60% del capitale. Il traguardo da raggiungere resta intorno al 67%, soglia indicata per procedere con la fusione del veicolo offerente nella società e completare il percorso verso il delisting. Le adesioni all’OPA e la partecipazione complessiva dell’offerente sono grandezze distinte, da non confondere.
Palliser non aderisce all’OPA su Recordati
Il principale elemento di attrito è rappresentato da Palliser Capital, fondo attivista che detiene meno del 3% di Recordati. La sua posizione è netta: il fondo non intende consegnare le proprie azioni all’OPA, perché considera insufficiente il corrispettivo aggiornato.
La contestazione non riguarda soltanto l’entità del rilancio. Palliser ha scritto al consiglio di amministrazione chiedendo agli amministratori indipendenti di chiarire se abbiano modificato la valutazione espressa il 14 luglio, quando il prezzo inizialmente proposto era stato considerato inadeguato.
Il punto è che il comunicato del 7 ottobre, con cui il consiglio aveva accolto favorevolmente l’incremento a 53 euro, non conteneva un nuovo parere motivato sulla congruità del prezzo né una raccomandazione esplicita ad aderire. Secondo Palliser, il mercato potrebbe invece aver interpretato quella comunicazione come un’approvazione sostanziale della nuova offerta.
Per questo il fondo ha chiesto a Respighi BidCo, a CVC e agli amministratori indipendenti una risposta entro le 17:30 di venerdì 16 ottobre. In assenza di una conferma esplicita, Palliser riterrà che non sia stato espresso un nuovo giudizio favorevole sulla congruità del corrispettivo e che non esista una raccomandazione all’adesione.
James Smith, chief investment officer di Palliser, contesta anche il fatto che gli azionisti debbano decidere senza conoscere con chiarezza la posizione degli indipendenti, una situazione che, nella sua lettura, favorirebbe l’offerente.
La valutazione di Recordati: 53 euro sono sufficienti?
Il nodo economico resta centrale. Il rilancio del 3,3% ha portato il prezzo poco sopra il limite inferiore dell’intervallo di valutazione elaborato da Rothschild, advisor degli amministratori indipendenti.
Il parere indicava un intervallo compreso tra 52,01 e 61,25 euro per azione. Il nuovo corrispettivo di 53 euro si colloca quindi nella parte bassa della forchetta, lasciando aperta la discussione sul valore autonomo della società e sulle sue prospettive di crescita.
Fairlight e altri fondi al fianco di Palliser: cosa può cambiare
La contestazione potrebbe inoltre allargarsi oltre Palliser. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa finanziaria, Fairlight Asset Management sarebbe pronta a inviare una propria comunicazione al consiglio di Recordati, mentre anche AcomeA viene indicata tra gli investitori che potrebbero non aderire al prezzo proposto.
Fairlight ha inquadrato la vicenda in un tema più ampio, quello della tutela degli azionisti di minoranza nelle operazioni di acquisizione. L’eventuale formazione di un fronte comune contrario al corrispettivo potrebbe rendere più complesso il raggiungimento delle soglie necessarie per portare a termine l’operazione alle condizioni previste.
OPA Recordati, i prossimi passaggi fino al 23 ottobre
La scadenza intermedia più ravvicinata è quella di venerdì 16 ottobre, quando Palliser attende una risposta sulla congruità del prezzo e sulla posizione degli amministratori indipendenti. Successivamente, l’attenzione si sposterà sull’evoluzione giornaliera delle adesioni fino alla chiusura dell’offerta, fissata al 23 ottobre.
Il dato da seguire non è soltanto la crescita delle adesioni, ma anche la capacità di Respighi BidCo di superare la soglia necessaria per completare il percorso verso il delisting. Se il fronte contrario all’offerta dovesse consolidarsi, aumenterebbe l’incertezza sull’esito finale; se invece le adesioni continuassero a crescere, il consorzio potrebbe avvicinarsi al traguardo senza modificare ulteriormente il prezzo.
La partita resta dunque aperta su due fronti: la quantità di azioni che gli investitori decideranno di conferire e il confronto sulla congruità dei 53 euro. Il rilancio ha dato nuovo impulso all’operazione, ma non ha chiuso la discussione sul valore di Recordati né sulle garanzie informative richieste da una parte dei soci di minoranza.
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