Alla Borsa di Stoccolma Ericsson affronta il downgrade di Morgan Stanley. La banca d’affari ha rivisto al ribasso il giudizio sul gruppo svedese delle telecomunicazioni, portandolo da Equal-weight a Underweight e riducendo contemporaneamente i target price. A preoccupare gli analisti sono soprattutto il rallentamento dei ricavi in Nord America e la prospettiva di una progressiva erosione dei margini.

Logo Ericsson in primo piano, grafico azionario in calo, antenna per telecomunicazioni e bandiera svedese sullo sfondo
Ericsson – MeteoFinanza.com

La reazione del mercato non si è fatta attendere: le azioni Ericsson hanno perso oltre il 3% nelle contrattazioni a Stoccolma.

Morgan Stanley ha fissato il nuovo prezzo obiettivo sulle azioni quotate in Svezia a 90 corone svedesi, rispetto alle precedenti 95 corone. Più consistente il taglio del target sugli ADR Ericsson negoziati negli Stati Uniti, sceso da 11 a 9 dollari.

Alla base della revisione ci sono, secondo gli analisti, pressioni sempre più evidenti sul business delle infrastrutture per le reti mobili, proprio mentre il titolo arriva da una fase positiva sui mercati.

Azioni Ericsson, Morgan Stanley vede nuovi rischi dopo il rally

Nonostante la flessione registrata dopo il downgrade, Ericsson conserva una performance positiva dall’inizio dell’anno, con un rialzo di circa il 15%.

Parte di questa crescita è stata associata alla rivalutazione del settore e, in particolare, alla performance della concorrente Nokia. Morgan Stanley ritiene però che il parallelismo tra le due società debba essere valutato con cautela.

Un elemento centrale riguarda infatti l’intelligenza artificiale. Secondo il team di analisti guidato da Terence Tsui, Ericsson non dispone di un’esposizione diretta significativa all’AI o ai data center, mentre Nokia beneficia maggiormente della domanda collegata agli hyperscaler.

Per Ericsson, al contrario, Morgan Stanley vede una combinazione di fattori potenzialmente sfavorevoli sul fronte dei ricavi e dei costi nel mercato delle apparecchiature Radio Access Network (RAN). Uno scenario che, secondo la banca, potrebbe tradursi in revisioni al ribasso delle aspettative sugli utili nei prossimi mesi.

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Il mercato delle reti RAN potrebbe restare fermo fino al 2027

Uno dei principali nodi riguarda gli investimenti degli operatori di telecomunicazioni.

Le società del settore continuano a mantenere un approccio prudente alla spesa in conto capitale destinata alle infrastrutture mobili. Morgan Stanley prevede quindi che il mercato globale delle RAN mobili possa rimanere sostanzialmente stagnante fino al 2027.

Per Ericsson il tema assume particolare importanza soprattutto in Nord America, una regione che storicamente rappresenta uno dei mercati più redditizi del gruppo.

Nel secondo trimestre, i ricavi della divisione Networks generati in Nord America sono diminuiti di circa il 5% su base annua, interrompendo una fase caratterizzata da diversi anni di crescita.

L’espansione precedente era stata sostenuta anche dall’acquisizione di nuove quote di mercato, tra cui il contratto con AT&T del 2024. Oggi le Americhe rappresentano complessivamente circa il 35% dei ricavi di Ericsson, rendendo l’andamento della regione particolarmente rilevante per i conti del gruppo.

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Sotto osservazione anche i margini di Ericsson

Il rallentamento dei ricavi non è l’unico elemento che ha spinto Morgan Stanley a diventare più prudente sul titolo.

Gli analisti guardano con attenzione anche all’evoluzione della redditività. Nell’ultimo anno i margini lordi della divisione Networks si sono mantenuti intorno al 50%, ma le indicazioni fornite da Ericsson per il terzo trimestre puntano a un intervallo compreso tra il 48% e il 50%.

Si tratta di una riduzione di circa 100 punti base rispetto al trimestre precedente.

La flessione è legata anche all’ingresso in una fase di implementazione di alcuni progetti caratterizzati da una redditività inferiore. A questa dinamica potrebbe però aggiungersi un’altra pressione destinata a protrarsi nel tempo: l’aumento dei costi dei fattori produttivi.

Morgan Stanley segnala in particolare il rincaro dei semiconduttori, considerato un possibile vento contrario per Ericsson almeno fino al 2027.

Le previsioni della banca risultano quindi più prudenti rispetto a quelle del mercato. Gli analisti stimano una contrazione dei margini lordi nell’ordine di 100 punti base all’anno fino al 2028, mentre il consenso si attende margini complessivamente più stabili.

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Morgan Stanley taglia le stime sugli utili Ericsson

Il deterioramento delle prospettive sui margini ha portato Morgan Stanley a intervenire anche sulle stime finanziarie di medio periodo.

Per il 2027, la banca ha ridotto:

  • del 5% le previsioni sull’EBIT;
  • del 6% le stime sull’utile per azione (EPS).

La revisione riflette principalmente i timori legati alla pressione sulla redditività e alla possibilità che il mercato delle infrastrutture mobili continui a mostrare una crescita limitata.

Particolarmente evidente è stato il taglio del target price sugli ADR statunitensi, diminuito di circa il 18%, da 11 a 9 dollari. Morgan Stanley ha precisato che la maggiore entità della revisione rispetto al titolo svedese riflette in parte anche movimenti valutari sfavorevoli intervenuti dall’ultimo aggiornamento.

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Valutazioni sopra la media storica: perché Ericsson resta sotto osservazione

A rendere Morgan Stanley più prudente contribuisce infine la valutazione raggiunta dal titolo dopo il rialzo degli ultimi mesi.

Le azioni Ericsson vengono scambiate a circa 16 volte gli utili, un multiplo superiore alla media degli ultimi cinque anni, pari a circa 14 volte.

Questo significa che una parte delle aspettative positive potrebbe essere già incorporata nelle quotazioni proprio mentre aumentano le incertezze sulla crescita dei ricavi e sull’evoluzione dei margini.

Nel settore delle apparecchiature per telecomunicazioni, Morgan Stanley continua quindi a indicare una preferenza per Nokia, soprattutto per la maggiore esposizione della società finlandese alle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale e agli hyperscaler.

Per Ericsson, i prossimi trimestri saranno particolarmente importanti per verificare tre variabili chiave: l’andamento del business nordamericano, la tenuta dei margini della divisione Networks e l’evoluzione degli investimenti degli operatori nelle reti mobili.

Sono questi i fattori che potrebbero determinare se la recente pressione sul titolo resterà circoscritta al downgrade di Morgan Stanley oppure se anticiperà una revisione più ampia delle aspettative del mercato su Ericsson.

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