Gli ETF a gestione attiva stanno conquistando una fetta sempre più consistente del mercato europeo. A fine agosto 2026 il patrimonio complessivo ha raggiunto circa 123 miliardi di euro, quasi cinque volte il livello registrato alla fine del 2022 e in aumento del 42% rispetto alla chiusura del 2025. Una crescita sostenuta soprattutto dall’arrivo di nuovi capitali, che sta spingendo sempre più società di gestione a entrare in un segmento fino a pochi anni fa considerato marginale.
Nonostante l’espansione, gli ETF attivi rappresentano ancora appena il 3,8% dell’intero mercato europeo degli ETF, contro una quota vicina al 13% negli Stati Uniti. Il margine di crescita resta quindi ampio, ma aumentano contemporaneamente concorrenza e numero di prodotti disponibili. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati lanciati 97 nuovi strumenti, portando l’offerta complessiva a 404 ETF attivi, contro appena 68 alla fine del 2023.
Azionario ancora dominante, ma gli ETF obbligazionari accelerano

Le strategie azionarie continuano a rappresentare il cuore del mercato, con circa 84 miliardi di euro in gestione, pari al 67% del patrimonio complessivo. Nei primi otto mesi del 2026 hanno inoltre raccolto circa 18,2 miliardi, equivalenti al 73% di tutti i nuovi capitali confluiti negli ETF attivi. Numeri che confermano come gli investitori continuino a privilegiare l’azionario anche quando scelgono una gestione che non segue semplicemente un indice.
Il segmento da osservare con maggiore attenzione potrebbe però essere quello obbligazionario. Gli ETF attivi dedicati al reddito fisso gestiscono ormai circa 26 miliardi di euro e nei primi otto mesi dell’anno hanno attirato circa 4,2 miliardi di nuova raccolta, pari al 17% dei flussi verso l’intero comparto attivo. Nel 2024 la loro quota era ferma intorno al 10%, segnale di un interesse in rapido aumento per strategie nelle quali la selezione dei titoli può assumere un peso maggiore rispetto alla semplice replica di un indice.
Più prodotti non significa automaticamente più successo
La crescita dell’offerta sta attirando grandi gestori internazionali, ma il mercato resta fortemente concentrato. J.P. Morgan Asset Management mantiene una quota superiore al 40%, davanti a Fidelity e iShares, mentre i primi cinque operatori controllano complessivamente circa il 69% del patrimonio. Allo stesso tempo stanno entrando nuovi concorrenti, aumentando la pressione su costi, strategie e capacità di differenziare i prodotti.
Il vero banco di prova arriverà quando l’industria proverà a spostarsi dalle strategie molto vicine agli indici verso una gestione realmente più attiva, caratterizzata da scelte maggiormente concentrate e probabilmente da commissioni superiori. Non tutti i nuovi ETF riusciranno necessariamente ad attirare capitali: il forte aumento dei lanci dimostra l’interesse dei gestori, ma non garantisce che la domanda degli investitori crescerà allo stesso ritmo. Proprio il rapporto tra costi, capacità del gestore e risultati ottenuti potrebbe decidere quanto gli ETF attivi riusciranno realmente a conquistare il mercato europeo nei prossimi anni.
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