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Notizie Finanziarie

Crollo dei titoli chip si estende da Asia a Europa e USA

Avatar di Giovanni Damiano Di Giovanni Damiano 5 min di lettura

La correzione dei titoli dei semiconduttori sta assumendo dimensioni globali, con forti vendite partite dall’Asia e rapidamente arrivate anche in Europa e negli Stati Uniti. A pesare sul settore non sono soltanto i timori per la crescente concorrenza cinese nelle memorie, ma anche il ritorno delle preoccupazioni sui tassi di interesse e sull’enorme quantità di capitale necessaria per finanziare l’espansione dell’intelligenza artificiale.

La seduta più difficile si è registrata in Corea del Sud, dove il Kospi ha perso il 7,6%, arrivando a innescare un meccanismo automatico di sospensione temporanea delle contrattazioni. SK Hynix è scesa dell’11%, mentre Samsung Electronics ha lasciato sul terreno circa il 9,5%.

La debolezza non è rimasta confinata all’Asia. In Europa ASML ha perso oltre il 5% e STMicroelectronics circa il 7%, mentre a Wall Street Nvidia, Micron e Marvell hanno continuato a mostrare forti pressioni in vendita.

Inflazione USA e tassi tornano a spaventare il settore tecnologico

Dettaglio di alcuni elementi di un microchip
Suss Microtec – MeteoFinanza.com

Il nuovo acceleratore delle vendite è arrivato dai dati sull’inflazione statunitense di settembre, risultati superiori alle attese. Il mercato ha così aumentato le probabilità di un nuovo intervento restrittivo della Federal Reserve dopo il rialzo già effettuato a settembre.

Tassi più elevati rappresentano un problema particolarmente delicato per il settore tecnologico. Molte società stanno finanziando investimenti enormi in centri dati, infrastrutture e capacità di calcolo destinata all’intelligenza artificiale e una parte di questa espansione passa attraverso il mercato del credito.

Se il costo del denaro continua a salire, finanziare nuovi impianti e infrastrutture diventa più costoso. Gli investitori iniziano quindi a interrogarsi sulla sostenibilità di una corsa agli investimenti che negli ultimi anni aveva contribuito in maniera decisiva alla crescita delle valutazioni dei titoli legati all’IA.

Il punto non è necessariamente un crollo della domanda di intelligenza artificiale. Il mercato sta piuttosto iniziando a chiedersi quanto capitale sarà necessario per continuare a sostenere questa crescita e soprattutto quanto rapidamente gli enormi investimenti effettuati dagli hyperscaler potranno trasformarsi in ricavi e profitti.

La concorrenza cinese aumenta la pressione sulle memorie

A rendere ancora più fragile il comparto è arrivata nei giorni scorsi la notizia dei progressi della cinese CXMT nello sviluppo di una nuova architettura di memoria. La prospettiva di una concorrenza più aggressiva proveniente dalla Cina ha colpito soprattutto i grandi produttori asiatici.

Samsung e SK Hynix sono tra i gruppi maggiormente esposti, ma le conseguenze possono estendersi a tutta la filiera. Se i produttori cinesi riuscissero a ridurre rapidamente il divario tecnologico, il mercato delle memorie potrebbe trovarsi di fronte a maggiore capacità produttiva e crescente pressione sui prezzi.

Il timore riguarda soprattutto i margini. Il settore delle memorie è storicamente caratterizzato da cicli molto pronunciati e un aumento dell’offerta può rapidamente trasformare una fase favorevole in una guerra dei prezzi.

La combinazione tra concorrenza cinese e tassi più elevati sta quindi creando una situazione particolarmente delicata: da una parte cresce il rischio di compressione dei margini, dall’altra aumenta il costo necessario per finanziare nuovi investimenti.

Nemmeno i risultati di TSMC e ASML fermano le vendite

Il dato forse più significativo della correzione è che nemmeno risultati aziendali superiori alle attese sono riusciti a sostenere i titoli. TSMC ha pubblicato numeri molto forti per il terzo trimestre, ma le sue azioni hanno comunque perso circa il 2%.

Il produttore taiwanese ha registrato un fatturato di circa 1.490 miliardi di dollari taiwanesi, equivalente a circa 46,7 miliardi di dollari, con una crescita del 41% rispetto all’anno precedente. L’utile netto ha raggiunto 763 miliardi di dollari taiwanesi, mentre il margine operativo si è attestato al 58,7%.

Indicazioni positive sono arrivate anche da ASML, che ha registrato un utile netto superiore alle aspettative e ha alzato la parte bassa della propria previsione sui ricavi annuali. La società ora si attende vendite comprese tra 44 e 45 miliardi di euro, rispetto al precedente intervallo tra 43 e 45 miliardi.

Alcuni clienti stanno inoltre già mostrando interesse per ordini destinati al 2029 e 2030, segnale che la domanda strutturale per le apparecchiature più avanzate rimane elevata. Nonostante questo, il titolo è stato coinvolto ugualmente nelle vendite generalizzate.

Il mercato vuole prove sui ritorni degli investimenti nell’IA

La prossima fase della correzione dipenderà soprattutto dai risultati delle grandi società tecnologiche statunitensi. Gli investitori cercheranno segnali concreti che dimostrino come gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale stiano generando domanda reale e ritorni economici sufficienti.

Nvidia, Micron, Marvell e gli altri gruppi della filiera restano particolarmente sensibili a questa narrativa. Se gli hyperscaler continueranno ad aumentare gli investimenti e contemporaneamente mostreranno ricavi in crescita grazie all’IA, il mercato potrebbe tornare a considerare giustificate valutazioni elevate.

Se invece emergeranno segnali di rallentamento oppure aumenteranno i dubbi sulla redditività degli investimenti, la correzione potrebbe continuare. Il settore rimane infatti uno dei più performanti degli ultimi anni e proprio per questo presenta valutazioni e aspettative particolarmente elevate.

Per gli investitori diventano quindi fondamentali tre elementi: andamento dei tassi statunitensi, evoluzione della concorrenza cinese e risultati degli hyperscaler. La domanda di semiconduttori resta forte, ma il mercato sta iniziando a chiedere prove sempre più convincenti che la crescita dell’intelligenza artificiale possa sostenere anche l’enorme quantità di capitale investita.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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Giovanni Damiano

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