Il rialzo di Italgas spicca in una mattinata negativa per Piazza Affari. A metà seduta le azioni del gruppo guadagnano il 2,4% a 8,94 euro, con il Ftse Mib in calo dello 0,12%. Il titolo è il migliore del principale indice milanese e torna a mettere nel mirino quota 9 euro, sostenuto da una progressione mensile che raggiunge circa il 7%.

La soglia psicologica è ormai a portata di mano, ma il recupero deve ancora fare i conti con le resistenze tecniche. Sul fronte delle valutazioni arriva inoltre una revisione al ribasso da parte di Bernstein: il broker ha ridotto il target price da 9,80 a 9,40 euro, confermando il giudizio neutrale. Una decisione che arriva dopo la presentazione di un piano industriale ambizioso e mentre il mercato cerca di ritrovare fiducia nelle prospettive del gruppo.
Azioni Italgas, la resistenza dei 9 euro è il primo ostacolo
La seduta del 27 ottobre mostra una reazione decisa rispetto alle quotazioni di apertura. Dopo aver iniziato gli scambi a 8,71 euro, Italgas è scesa fino a un minimo intraday di 8,68 euro, prima di recuperare terreno e spingersi fino a 8,97 euro. Il prezzo si è così avvicinato alla fascia compresa tra 8,95 e 9 euro, che rappresenta il primo livello da superare per dare maggiore consistenza al movimento rialzista.
Dal punto di vista grafico, il titolo arriva a questo appuntamento dopo una fase di contrazione dai massimi delle ultime 52 settimane, raggiunti a 11,30 euro. Il successivo arretramento ha portato le quotazioni a cercare una base nell’area compresa tra 8,05 e 8,56 euro, con il minimo annuale fissato a 8,05 euro.
Il recupero delle ultime settimane ha quindi riportato Italgas verso una zona di prezzo che può mettere alla prova la tenuta degli acquisti. Una chiusura sopra i 9 euro, accompagnata da volumi convincenti, fornirebbe un segnale tecnico più significativo rispetto al semplice avvicinamento alla soglia durante la seduta.
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Analisi tecnica Italgas: cosa succede se supera quota 9 euro
Il superamento dei 9 euro riporterebbe in primo piano la successiva area di resistenza compresa tra 9,15 e 9,20 euro, dove si concentra un ostacolo legato anche alle medie mobili di medio periodo. Si tratta del livello successivo da monitorare nel caso in cui il titolo riuscisse a consolidare il recupero in corso.
Al contrario, un nuovo tentativo fallito sulla soglia psicologica potrebbe lasciare spazio a una fase di assestamento. In questo scenario, la prima fascia di supporto è individuabile tra 8,70 e 8,56 euro, mentre 8,05 euro costituisce il riferimento più importante sul quadro annuale.
La reazione odierna si inserisce in un comparto caratterizzato generalmente da una volatilità contenuta: il beta indicativo di Italgas è pari a circa 0,68. Anche i volumi meritano attenzione, perché un aumento degli scambi rispetto alle sedute precedenti può accompagnare il tentativo di recupero e contribuire a valutarne la solidità.
Il quadro tecnico resta comunque condizionato dalla capacità di oltrepassare le resistenze. Il rialzo mensile del 7% documenta il recupero delle quotazioni, ma non equivale ancora a una conferma del ritorno verso i livelli più elevati raggiunti nell’ultimo anno.
Bernstein taglia il target price a 9,40 euro
Mentre il titolo tenta di avvicinarsi ai 9 euro, Bernstein ha abbassato il prezzo obiettivo di Italgas da 9,80 a 9,40 euro per azione. Il giudizio rimane neutrale (hold ossia mantenere) senza un cambiamento sostanziale nell’impostazione del broker.
Il nuovo target resta superiore al prezzo di Borsa di 8,94 euro, ma la riduzione segnala aspettative meno elevate rispetto alla precedente valutazione. La revisione si colloca inoltre in una fase di riallineamento delle stime sulle società attive nelle reti regolate: Bernstein ha infatti ridotto anche il target price di Snam, portandolo a 6,20 euro.
La cautela non implica necessariamente una valutazione negativa delle prospettive operative di Italgas. Piuttosto, mostra che le opportunità di crescita riconosciute al gruppo non hanno indotto il broker a mantenere invariato il precedente obiettivo di prezzo.
Piano industriale 2026-2032 e Grecia: le prospettive di crescita
Il piano industriale 2026-2032 rappresenta uno dei principali elementi da considerare nell‘analisi delle prospettive di Italgas. Il programma prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro, includendo l’integrazione di 2i Rete Gas, e punta a una crescita media annua dell’utile per azione superiore al 9%.
Un altro elemento riguarda la presenza in Grecia. Bernstein considera Italgas, insieme a Snam, tra le utility europee meglio posizionate per beneficiare dello sviluppo infrastrutturale del Paese. L’espansione della rete di distribuzione del gas e la progressiva uscita dalla lignite possono infatti alimentare un percorso pluriennale di investimenti.
In questo scenario rientra Depa Infrastructure, controllata greca ormai interamente nel perimetro di Italgas. Lo sviluppo delle infrastrutture energetiche locali costituisce un’opportunità di crescita, anche se i benefici dovranno tradursi in risultati economici coerenti con gli obiettivi del piano.
La distanza tra la quotazione attuale e il target di Bernstein resta dunque positiva, ma il broker preferisce mantenere un approccio prudente. In Borsa, invece, l’attenzione immediata si concentra sulla soglia dei 9 euro: il suo superamento potrebbe rafforzare il recupero tecnico, mentre un nuovo respingimento manterrebbe aperta la possibilità di una fase di consolidamento.
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