Dopo alcune sedute interlocutorie, le azioni Enel tornano a correre a Piazza Affari. A metà mattinata il titolo avanza del 2,5% a 9,55 euro, recuperando terreno e lasciandosi alle spalle, almeno per il momento, le preoccupazioni legate all’aumento dell’IRAP previsto dalla Manovra 2027.

A sostenere gli acquisti contribuisce la valutazione di UBS, che ha confermato la raccomandazione buy sul gruppo elettrico, pur ritoccando leggermente al ribasso il prezzo obiettivo. Il messaggio degli analisti è chiaro: nonostante il maggiore carico fiscale atteso, il profilo di crescita di Enel e la capacità di remunerare gli azionisti continuano a giustificare una valutazione positiva del titolo.
UBS conferma il giudizio buy, target price a 10,35 euro
La banca d’affari svizzera ha abbassato il prezzo obiettivo sulle azioni Enel da 10,65 a 10,35 euro, mantenendo invariata la raccomandazione buy ossia comprare. La revisione è quindi contenuta e non modifica l’impostazione positiva degli analisti.
Rispetto alla quotazione di 9,55 euro raggiunta a metà mattinata, il nuovo target price indica un potenziale rialzo di circa l’8,4%. Un margine che UBS considera ancora sufficientemente ampio per confermare il giudizio di acquisto.
Tra gli elementi alla base della valutazione c’è soprattutto il confronto con le altre società integrate del settore. Secondo gli analisti, Enel tratta a sconto sul multiplo prezzo/utili (P/E) 2028 rispetto ai principali concorrenti, ma questa differenza non sarebbe giustificata dai fondamentali del gruppo.
La banca ritiene infatti che il mercato non stia riconoscendo pienamente la visibilità della crescita, la diversificazione geografica e industriale del portafoglio e il margine disponibile per ulteriori distribuzioni di capitale agli azionisti.
In altre parole, il recente indebolimento delle quotazioni non avrebbe modificato gli elementi strutturali che sostengono la valutazione di Enel. Il taglio del target price appare quindi più un aggiustamento delle stime che un cambio di orientamento sul titolo.
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L’IRAP pesa sugli utili, ma Enel è meno esposta di altri gruppi
La conferma di UBS arriva dopo le preoccupazioni suscitate dalle novità fiscali contenute nella Manovra 2027. Il testo arrivato in Parlamento prevede infatti un aumento dell’addizionale IRAP per le società energetiche: l’aliquota aggiuntiva salirà a 5 punti nel 2027, per poi attestarsi a 3 punti nel 2028 e nel 2029.
Per il 2027 l’incremento netto sarà di 3 punti rispetto all’addizionale di 2 punti introdotta a febbraio con il decreto Bollette. La relazione tecnica stima un gettito complessivo di 2,6 miliardi di euro nell’arco di quattro anni, di cui 734 milioni già nel primo anno.
Per Enel l’impatto stimato dagli analisti è relativamente contenuto (e questo spiega perchè nei giorni scorsi Enel non è crollata a differenza, ad esempio, di A2A) ma non trascurabile: la maggiore imposizione potrebbe determinare una riduzione degli utili nell’ordine del 2-3%, pari a circa 2 centesimi per azione.
Il gruppo dovrebbe comunque risultare meno penalizzato rispetto ad alcuni concorrenti. Una parte consistente dei suoi profitti viene infatti generata fuori dall’Italia e questo limita l’esposizione all’aumento dell’imposta rispetto alle società maggiormente concentrate sul mercato domestico.
È un elemento che può contribuire a spiegare perché la revisione delle valutazioni su Enel sia stata meno severa rispetto a quella di altri operatori energetici. Il nuovo quadro fiscale resta un fattore da monitorare, ma non sembra sufficiente, almeno secondo UBS, per compromettere la tesi positiva sul titolo.
Il prossimo catalizzatore è la trimestrale del 12 novembre
L’attenzione degli investitori si sposterà ora sui conti dei primi nove mesi, che il consiglio di amministrazione di Enel approverà giovedì 12 novembre. Il mercato guarda soprattutto alla capacità del gruppo di confermare il percorso di crescita e di fornire indicazioni sull’impatto delle nuove misure fiscali.
Le attese degli analisti indicano un EBITDA ordinario intorno a 17,7 miliardi di euro, un livello pari a circa il 75% della guidance annuale. Oltre ai numeri, sarà importante ascoltare le indicazioni del management sull’addizionale IRAP e sui contratti idroelettrici, altro tema che potrebbe influenzare le prospettive del gruppo.
La trimestrale rappresenterà quindi un’occasione per verificare quanto le nuove disposizioni fiscali possano incidere sulle stime e se la dinamica operativa resti coerente con gli obiettivi indicati dalla società.
Azioni Enel, il recupero può proseguire?
Il rialzo del 2,5% registrato a metà mattinata segnala un ritorno degli acquisti dopo la calma piatta degli ultimi giorni legata alle preoccupazioni fiscali. La conferma del buy da parte di UBS offre un supporto al sentiment, anche se il nuovo target price a 10,35 euro evidenzia una valutazione leggermente più prudente rispetto alla precedente.
Per il mercato restano due elementi da tenere distinti: da una parte l’impatto dell’IRAP, che potrebbe ridurre gli utili ma appare gestibile per Enel; dall’altra i fondamentali industriali, la crescita attesa e la capacità di distribuire risorse agli azionisti.
La prossima verifica arriverà con i risultati del 12 novembre. Fino ad allora, il giudizio di UBS rappresenta un’indicazione favorevole, ma sarà soprattutto la capacità di mantenere le prospettive di redditività a determinare se il recupero delle quotazioni potrà consolidarsi.
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