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Notizie Finanziarie

Fusione Saipem Subsea 7: c’è l’autorizzazione, quali scenari adesso?

Avatar di Enzo L. Di Enzo L. 7 min di lettura

Il percorso verso la fusione tra Saipem e Subsea7 supera uno degli ostacoli più importanti, ma in borsa il titolo italiano non riesce a beneficiare della notizia. Nell’ultima seduta della settimana, infatti, le azioni Saipem cedono il 2,8% a 4,14 euro, collocandosi tra le peggiori del Ftse Mib. Una reazione che arriva dopo il via libera con condizioni dell’antitrust brasiliano all’operazione destinata a dare vita a Saipem7, il nuovo gruppo europeo attivo nell’ingegneria e nella costruzione di infrastrutture per il settore energetico.

un moderno edificio di vetro, e il logo Saipem in sovrimpressione
Saipem – MeteoFinanza.com

La decisione del Brasile rappresenta un passaggio significativo nell’iter autorizzativo, soprattutto perché proprio in questo mercato erano emerse le maggiori criticità concorrenziali. Restano tuttavia da completare alcune procedure, con particolare attenzione alle valutazioni della Commissione europea e dell’autorità australiana. Nel frattempo, gli analisti hanno accolto positivamente il compromesso raggiunto, pur segnalando possibili conseguenze sul calendario dell’operazione. Vediamo cosa sta succedendo e quali sono le prospettive per la fusione Saipem-Subsea7.

Via libera del Brasile alla fusione Saipem-Subsea7: cosa è stato deciso

La novità più importante è arrivata il 4 novembre, quando il tribunale del Conselho Administrativo de Defesa Econômica (Cade), l’autorità antitrust brasiliana, ha approvato la fusione tra Saipem e Subsea7. Il via libera non è però incondizionato: il provvedimento prevede la cessione della Seven Borealis, una delle unità più importanti della flotta del gruppo norvegese.

La nave è specializzata nella posa di condotte sottomarine e può operare anche su progetti in acque profonde, oltre i 1.500 metri. La sua dismissione è stata individuata dal Cade come misura necessaria per rispondere ad alcune criticità concorrenziali emerse durante l’esame dell’operazione.

La questione brasiliana era particolarmente delicata. Lo scorso giugno, infatti, l’organo tecnico del Cade aveva già espresso un parere favorevole alla concentrazione senza imporre condizioni. Successivamente, però, Petrobras e altre compagnie avevano presentato ricorso, contestando i possibili effetti della fusione sulla concorrenza nel mercato dei servizi offshore in acque profonde e chiedendo interventi più incisivi sulla flotta delle due società.

Il tribunale ha quindi scelto una soluzione intermedia: autorizzare l’operazione imponendo la vendita di un solo asset, anziché accogliere le richieste di interventi più ampi. Per Saipem e Subsea7 si tratta di un risultato importante, anche perché le sinergie annuali attese, stimate in circa 300 milioni di euro, sono state confermate e la cessione non dovrebbe modificare in maniera significativa il razionale industriale dell’aggregazione.

Il progetto prevede la nascita di un gruppo con dimensioni rilevanti a livello internazionale, circa 21 miliardi di euro di ricavi e un portafoglio ordini aggregato di circa 43 miliardi.

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Cosa pensano gli analisti del via libera brasiliano

La decisione del Cade è stata accolta positivamente dalle principali case d’investimento che seguono l’operazione. Per Barclays, il Brasile rappresentava uno dei mercati più problematici dal punto di vista antitrust, proprio per la rilevanza delle attività offshore e per i possibili effetti della concentrazione sulla concorrenza.

Anche Bnp Paribas Exane considera favorevole il compromesso raggiunto, sottolineando come la vendita di un singolo asset non dovrebbe compromettere le sinergie industriali previste.

Sulla stessa linea Equita, secondo cui l’autorizzazione riduce il rischio che la fusione non venga completata, lasciando sostanzialmente invariati sia il razionale industriale sia le sinergie attese.

Per quanto riguarda le valutazioni sul titolo, Barclays mantiene una raccomandazione equal weight sia su Saipem sia su Subsea7. Il prezzo obiettivo indicato per la società italiana è di 5 euro, mentre quello relativo al gruppo norvegese è di 435 corone. Per Saipem, rispetto alla quotazione di 4,14 euro dell’ultima seduta della settimana, il target implica un potenziale apprezzamento di circa il 20,8%.

Equita conserva invece una raccomandazione hold su Saipem, con prezzo obiettivo a 4 euro. Si tratta di una valutazione più prudente, che riflette anche le incertezze ancora presenti sul percorso di completamento dell’operazione.

Fusione Saipem-Subsea7: quali autorizzazioni mancano ancora

Con il via libera brasiliano, il processo autorizzativo compie un altro passo avanti. Le autorizzazioni ottenute salgono a 12 su 16, ma non tutte le procedure sono ancora concluse.

I riflettori sono soprattutto sulla Commissione europea, che ha deciso di approfondire l’esame della concentrazione avviando un’indagine di seconda fase il 22 luglio 2026. Il 25 agosto Bruxelles ha successivamente sospeso i termini dell’istruttoria, lasciando il mercato senza una nuova data certa per la decisione.

Un altro appuntamento importante riguarda l’Australia. L’Autorità garante della concorrenza australiana (ACCC) dovrebbe pronunciarsi il 22 dicembre 2026. Si tratta di un passaggio ancora da superare prima di poter considerare concluso l’intero iter regolamentare.

Il risultato ottenuto in Brasile potrebbe comunque rappresentare un segnale incoraggiante anche per le altre procedure. Il Cade ha infatti individuato una soluzione che consente di tutelare la concorrenza senza mettere in discussione l’intera operazione.

Resta però il problema delle tempistiche. L’accordo originario prevedeva il completamento della fusione entro la fine del 2026, con il 31 dicembre indicato come termine per il soddisfacimento delle condizioni previste. Alla luce dell’indagine europea ancora in corso e delle autorizzazioni mancanti, rispettare questa scadenza appare sempre più difficile.

Secondo Equita, lo scenario più probabile è uno slittamento del closing al primo trimestre 2027, eventualmente attraverso una proroga consensuale della scadenza contrattuale del 31 dicembre.

La vendita della Seven Borealis può rallentare ulteriormente l’operazione?

C’è poi un altro aspetto da considerare: la cessione della Seven Borealis non è necessariamente un’operazione immediata. Barclays evidenzia le difficoltà legate alla ricerca di un compratore con capacità finanziarie e competenze tecniche adeguate.

Non si tratta, infatti, di una nave facilmente sostituibile. Entrata in servizio nel 2012, l’unità è specializzata nella posa di condotte sottomarine ed è stata acquistata da Subsea7 per 254 milioni di dollari. Successivamente sono stati effettuati interventi di conversione per circa 460 milioni di dollari.

Secondo le valutazioni di Barclays, costruire oggi una nave con caratteristiche equivalenti potrebbe richiedere un investimento vicino o superiore a un miliardo di dollari. Questo dà un’idea del valore strategico dell’asset e della difficoltà di individuare un operatore indipendente in grado di gestirlo.

C’è inoltre da considerare che la Seven Borealis dispone già di contratti da eseguire nei prossimi anni. Per evitare ripercussioni sui progetti assegnati, l’accordo con il Cade contempla anche la possibilità che Subsea7 proceda alla vendita della nave per poi riprenderla in leasing, così da completare le commesse già in portafoglio senza dover cambiare appaltatore.

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Azioni Saipem in ribasso: il mercato guarda oltre l’autorizzazione

Nonostante il risultato positivo sul fronte brasiliano, le azioni Saipem nell’ultima seduta della settimana si muovono con una perdita del 2,8% a 4,14 euro, tra le peggiori performance del paniere. La reazione dimostra che il via libera del Cade, pur rappresentando una notizia favorevole, non è sufficiente da solo a eliminare tutte le incertezze che circondano il progetto di integrazione.

Il mercato deve ancora fare i conti con i tempi delle autorizzazioni europee e australiane, con la possibile proroga della scadenza contrattuale e con le condizioni imposte per la cessione della Seven Borealis. Sono elementi che possono mantenere alta l’attenzione degli investitori anche nelle prossime settimane.

Dal punto di vista industriale, invece, il progetto conserva i suoi elementi fondamentali: maggiore capacità competitiva, dimensioni più ampie e sinergie stimate in 300 milioni di euro all’anno. La nascita di Saipem7 potrebbe quindi rappresentare un cambiamento significativo nel posizionamento internazionale dei due gruppi.

Per le azioni Saipem, la partita si gioca adesso su due fronti: da una parte la capacità di mantenere le aspettative industriali legate alla fusione, dall’altra la possibilità di completare tutte le procedure autorizzative senza ulteriori ritardi. Il via libera brasiliano ha ridotto uno dei principali rischi, ma il percorso verso il closing non è ancora terminato.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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Enzo L.

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