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Notizie Finanziarie

Azioni Intesa Sanpaolo: doppio buy dagli analisti, a cosa guardare?

Avatar di Enzo L. Di Enzo L. 6 min di lettura

Dopo una trimestrale superiore alle attese e una revisione al rialzo delle previsioni per il 2026, le azioni Intesa Sanpaolo continuano a raccogliere giudizi positivi da parte delle case d’investimento. Le ultime revisioni sono arrivate da Goldman Sachs e Citigroup, entrambe orientate al buy, con prezzi obiettivo che lasciano intravedere potenziali margini di apprezzamento rispetto alle quotazioni attuali.

Insegna di Intesa Sanpaolo sulla facciata di una banca, con un grafico dell’andamento dei mercati finanziari sullo sfondo
Intesa Sanpaolo – MeteoFinanza.com

A Piazza Affari, tuttavia, il titolo della big non riesce a beneficiare pienamente delle indicazioni positive degli analisti. Quando manca circa un’ora al giro di boa le Intesa Sanpaolo segnano infatti un ribasso dell’1,44% a 6,18 euro, in una seduta nella quale gli investitori continuano a valutare anche le implicazioni dell’OPAS su Monte dei Paschi di Siena. Proprio sul fronte Siena è di recente arrivato un aggiornamento importante: il rapporto di cambio dell’OPAS è stato rivisto dopo la decisione di Intesa di distribuire un acconto sul dividendo 2026.

Lato operativo, quindi, i temi da seguire sono almeno tre: le nuove valutazioni degli analisti, la capacità di confermare i risultati economici dei primi nove mesi e l’evoluzione dell’offerta su MPS. Tutto inserito in un contesto fortemente condizionato dall’esito del voto in Usa. Ma concentriamoci su Intesa Sanpaolo.

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Goldman Sachs alza il target price su Intesa Sanpaolo a 8,20 euro

La revisione più significativa tra quelle arrivate dopo la trimestrale di Intesa Sanpaolo è quella di Goldman Sachs, che ha aumentato il prezzo obiettivo sulle azioni della banca guidata da Messina da 7,80 a 8,20 euro, confermando la raccomandazione buy.

Si tratta del target price più elevato tra quelli recentemente comunicati dalle principali case d’investimento. Rispetto alla quotazione di 6,18 euro, il nuovo obiettivo implica un potenziale rialzo di circa il 32,7%.

La revisione riflette soprattutto la solidità dei risultati presentati dalla banca e il miglioramento delle prospettive reddituali. Intesa Sanpaolo ha infatti chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 8,2 miliardi di euro e ha rivisto al rialzo la guidance annuale, indicando un risultato ben superiore a 10 miliardi di euro.

Una promozione che rafforza la visibilità sulla capacità del gruppo di generare utili e remunerare gli azionisti, anche in una fase nella quale il settore bancario deve confrontarsi con l’evoluzione dei tassi d’interesse e con possibili cambiamenti nella dinamica del margine di interesse.

Anche Citigroup è positiva: nuovo buy con target a 7,18 euro

L’altra novità riguarda Citigroup, che ha ripreso la copertura delle azioni Intesa Sanpaolo assegnando direttamente una raccomandazione buy e un prezzo obiettivo di 7,18 euro.

La valutazione è più prudente rispetto a quella di Goldman Sachs, ma rimane superiore alle quotazioni di borsa. Dal livello di 6,18 euro, il target di Citi indica infatti un potenziale apprezzamento di circa il 16,2%.

Il doppio giudizio positivo rappresenta un elemento da seguire per il mercato, soprattutto perché arriva dopo una trimestrale che ha confermato la capacità della banca di mantenere una redditività elevata. Tra l’altro nei giorni scorsi non sono mancati altri aggiornamenti favorevoli.

RBC Capital Markets ha portato il prezzo obiettivo da 7,25 a 7,75 euro, mantenendo il giudizio outperform ossia farà meglio del settore di riferimento. Anche Oddo BHF ha indicato un target di 7,75 euro con raccomandazione outperform, mentre Jefferies ha fissato il proprio obiettivo a 8 euro.

Tirando le somme, il quadro delle valutazioni post trimestrali di Intesa Sanpaolo appare quindi prevalentemente positivo, con tutti i target citati superiori alla quotazione di mercato.

Trimestrale Intesa Sanpaolo: utile in crescita e guidance oltre 10 miliardi

Alla base delle revisioni degli analisti ci sono soprattutto i numeri del terzo trimestre 2026. Ricordiamo che Intesa Sanpaolo ha registrato un utile netto di 2,645 miliardi di euro, in aumento dell’11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superiore dell’8,1% rispetto alle stime del consenso. A sorprendere positivamente sono stati soprattutto i costi e gli accantonamenti, risultati inferiori alle aspettative. Anche la dinamica del margine di interesse ha fornito indicazioni favorevoli, con una crescita dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.

Indicazioni positive anche dal costo del rischio, sceso a 19 punti base mentre il CET1 si è invece mantenuto stabile al 13%, confermando una posizione patrimoniale solida.

La revisione della guidance è stato il sostegno più importante per le prospettive del titolo. Il management di Intesa prevede ora un utile netto 2026 ben superiore a 10 miliardi di euro, mentre il margine di interesse dovrebbe collocarsi ben oltre 15 miliardi.

Per il 2027, inoltre, è stata indicata una prospettiva di crescita dell’utile a una cifra alta (high single digit). Tutte queste indicazioni contribuiscono a sostenere le valutazioni degli analisti, perché spostano l’attenzione anche sulla capacità di mantenere livelli elevati di redditività nel prossimo esercizio.

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OPAS MPS: sale il rapporto di cambio

Facevamo cenno nell’introduzione anche alle novità in merito all’OPAS su MPS con l’aggiornamento del rapporto di cambio.

La modifica si è resa necessaria dopo la decisione del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo di deliberare un acconto sul dividendo 2026 pari a 22 centesimi per azione.

Il rapporto originariamente previsto era di 1,600 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ogni azione MPS conferita all’offerta. Poiché il valore era stato determinato considerando le azioni Intesa cum dividend, è stato necessario procedere a un adeguamento per neutralizzare l’effetto dello stacco della cedola.

Il nuovo rapporto di cambio sale quindi a 1,664 azioni Intesa Sanpaolo per ciascuna azione MPS portata in adesione all’OPAS.

Lo stacco dell’acconto sul dividendo è previsto per il 23 novembre 2026, con pagamento il 25 novembre. L’adeguamento serve a mantenere invariato il valore economico dell’offerta per gli azionisti MPS, evitando che la distribuzione del dividendo Intesa determini una penalizzazione per chi aderisce.

Sul calendario dell’operazione, il management ha indicato l’avvio dell’offerta a novembre e il settlement tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Successivamente è prevista un’offerta obbligatoria su Mediobanca.

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Azioni Intesa Sanpaolo: cosa guardare nelle prossime sedute

Il quadro per Intesa Sanpaolo rimane sostenuto dai risultati trimestrali e dalle nuove valutazioni degli analisti. Il doppio Buy di Goldman Sachs e Citigroup, accompagnato dalle revisioni positive di RBC e dagli obiettivi indicati da Oddo BHF e Jefferies, conferma un orientamento favorevole sul titolo.

La seduta negativa a 6,18 euro dimostra però che le indicazioni positive degli analisti non si traducono automaticamente in acquisti soprattutto se il contesto generale è molto condizionato dall’esito del voto in Usa.

Archiviata la trimestrale in casa Intesa Sanpaolo c’è ora il dossier relativo all’OPAS su MPS a poter incidere sull’andamento del titolo.

La distanza tra la quotazione attuale e i recenti target degli analisti rimane ampia, ma per capire se questo potenziale potrà concretizzarsi sarà necessario osservare proprio l’avanzamento dell’operazione straordinaria su Siena.

Disclaimer: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Alcuni contenuti o comunicati stampa possono essere forniti da terzi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni finanziarie. Il sito declina ogni responsabilità per eventuali perdite o danni.

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Enzo L.

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