Seduta debole per Enel a Piazza Affari, ma con novità rilevanti sul fronte degli analisti internazionali. Il titolo ha chiuso l’ultima seduta a 9,4 euro, in calo di circa lo 0,6%, confermando una fase di debolezza dopo un lungo momento rialzista.
Il bilancio settimanale del colosso elettrico resta però più pesante: nelle ultime cinque sedute il titolo ha perso circa il 7%, una performance che evidenzia una certa pressione sul comparto utility europeo, influenzato dal contesto geopolitico scaturito dalla guerra in Iran.

Proprio mentre il titolo attraversa una fase di debolezza di breve periodo, è arrivata però una revisione importante da parte degli analisti di Morgan Stanley, che hanno deciso di alzare il rating sull’azione.
La banca d’affari ha infatti portato il giudizio da underweight (sottopesare in portafoglio) a equal-weight, accompagnando la revisione con un aumento del prezzo obiettivo da 8,80 euro a 10 euro.
Un aggiornamento che implica un potenziale upside rispetto alle quotazioni attuali, e che segnala come il sentiment degli analisti stia gradualmente migliorando dopo la recente sottoperformance del titolo. Una buona notizia quindi.
Upgrade di Morgan Stanley: da sottopesare a neutral con target a 10 euro
L’upgrade di Morgan Stanley riflette un cambiamento nella valutazione strategica del gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Secondo gli analisti della banca americana, il recente Capital Markets Day della società ha rappresentato un passaggio chiave per ridefinire le prospettive di crescita del gruppo energetico.
In particolare, l’analista Robert Pulleyn ha sottolineato che le indicazioni fornite dal management sono state più solide di quanto inizialmente previsto dal mercato. Il piano presentato ha infatti riportato Enel al centro del dibattito sulle società energetiche con crescita di qualità, grazie a una strategia più chiara sulla transizione energetica e sull’allocazione del capitale.
Secondo le stime aggiornate della banca, il gruppo potrebbe registrare una crescita dell’utile per azione (EPS) a ritmo mid single digit, cioè attorno alla fascia media delle singole cifre percentuali nei prossimi anni. A questo si aggiunge un rendimento totale per gli azionisti stimato intorno all’11%, considerando sia dividendi sia potenziale apprezzamento del titolo.
Il miglioramento del giudizio non significa ancora una raccomandazione di acquisto piena. Tuttavia il passaggio da underweight a equal-weight indica che, secondo la banca d’affari Usa, il titolo non dovrebbe più sottoperformare il settore come accaduto in passato.
Valutazione e crescita: perché il titolo può recuperare terreno
Uno dei motivi che ha spinto gli analisti a rivedere la valutazione riguarda anche il livello dei multipli di mercato.
Dall’inizio dell’anno Enel ha sottoperformato il settore delle utility di circa 620 punti base, una dinamica che ha reso la valutazione più interessante rispetto ai concorrenti.
Secondo le stime di Morgan Stanley, il titolo tratta oggi intorno a:
- 13 volte il rapporto prezzo/utili (P/E) stimato al 2027
- con uno sconto di circa il 14% rispetto ai principali competitor europei
A questo si aggiungono prospettive di crescita moderate ma stabili. Gli analisti stimano infatti un CAGR dell’utile per azione tra il 2025 e il 2030 attorno al 5%, mentre le stime della stessa Enel arrivano fino al 6%.
Un altro elemento che sostiene l’interesse degli investitori è il rendimento da dividendo, che secondo le proiezioni dovrebbe restare vicino al 5,9% medio nei prossimi anni.
Questa combinazione tra valutazioni relativamente contenute, dividendi elevati e crescita moderata degli utili rende il titolo più interessante rispetto ai livelli di prezzo attuali.
Non a caso, nello scenario più ottimistico (bull case) ipotizzato dagli analisti, il prezzo obiettivo potrebbe addirittura salire fino a 11,50 euro. Questo scenario presuppone però una crescita più forte nelle reti elettriche e nelle rinnovabili, oltre a multipli più elevati per il settore termoelettrico italiano.
Rischi e fattori da monitorare per il titolo Enel
Nonostante l’upgrade, Morgan Stanley mantiene comunque un approccio prudente sulle prospettive del gruppo. Il motivo principale è legato alla qualità percepita dei driver di crescita rispetto ad altri operatori del settore.
Secondo gli analisti, infatti, Enel presenta una quota relativamente inferiore di attività regolamentate nelle reti elettriche o di rinnovabili con contratti di lungo periodo, mentre una parte più ampia degli utili deriva dalla vendita di energia sul mercato. Questo elemento rende la crescita potenzialmente più esposta alle oscillazioni dei prezzi energetici.
Un altro punto di attenzione riguarda la controllata spagnola Endesa, le cui previsioni sugli utili legati alla vendita di energia risultano più ottimistiche rispetto alle stime degli analisti.
Esistono inoltre alcuni rischi legati alla strategia di sviluppo delle rinnovabili, soprattutto se la crescita dovesse essere sostenuta attraverso operazioni di fusione e acquisizione (M&A).
Infine resta il fattore macro italiano. Il gruppo è sensibile all’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare al differenziale tra BTP e Bund, oltre che alle dinamiche del mercato del gas.
Su quest’ultimo punto, tuttavia, gli analisti tendono a ridimensionare le preoccupazioni. Le eventuali tensioni sulla fornitura di gas naturale in Europa avrebbero un impatto limitato su Enel, che non dipende in modo significativo da forniture di gas naturale liquefatto provenienti da Paesi del Golfo. Gran parte degli approvvigionamenti proviene infatti da Algeria e Azerbaigian, riducendo i rischi legati alla volatilità del mercato globale del GNL.
In sintesi, nonostante la recente debolezza in borsa, l’upgrade di Morgan Stanley segnala che il mercato potrebbe iniziare a riconsiderare il titolo. Con un target a 10 euro, il potenziale di recupero esiste, ma dipenderà dalla capacità del gruppo di rafforzare la crescita nelle rinnovabili e mantenere stabile la generazione di cassa nei prossimi anni.
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