Le azioni Unipol “escono” dall’appuntamento con la semestrale con una valutazione positiva da parte di Intermonte. La sim italiana ha infatti confermato il giudizio outperform e ha alzato il target price a 33 euro dai precedenti 29 euro, riconoscendo una maggiore solidità dei fondamentali dopo i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026. La semestrale non ha quindi soltanto confermato la qualità del business assicurativo, ma ha fornito elementi sufficienti per aumentare il valore attribuito al gruppo.

Il punto interessante è che la revisione non deriva esclusivamente dall’effetto straordinario legato alla partecipazione in SpaceX. Intermonte vede infatti un miglioramento più strutturale della redditività assicurativa, della generazione di capitale e delle prospettive legate alla componente bancaria. Il rafforzamento patrimoniale assume inoltre un’importanza particolare considerando il percorso che porterà Unipol a rafforzare ulteriormente la propria presenza nel sistema bancario attraverso BPER e MPS.
Unipol, perché Intermonte alza il target price a 33 euro
La revisione del target price delle azioni Unipol da 29 a 33 euro riflette innanzitutto una lettura più favorevole dei numeri appena pubblicati. Il secondo trimestre si è chiuso con un utile netto di 570 milioni di euro, circa il 13-14% sopra le aspettative degli analisti, mentre il risultato del semestre ha raggiunto 1,056 miliardi di euro, in crescita del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato è stato sostenuto anche dalla rivalutazione della partecipazione in SpaceX, che ha prodotto un contributo di circa 211 milioni di euro. Ma per Intermonte il punto decisivo è che la performance di Unipol rimane convincente anche depurando il risultato da questo elemento non ricorrente.
Il rendimento degli investimenti continua infatti a essere interessante, con un running yield del 5,1% e un total yield del 6%. Parallelamente, il ramo Danni mantiene una redditività tecnica elevata e coerente con gli obiettivi del piano industriale.
Intermonte ha quindi rivisto al rialzo le stime sull’utile per azione 2026 del 12%, mentre gli incrementi previsti per il 2027 e il 2028 sono più contenuti, rispettivamente del 3% e del 2%. La differenza riflette il progressivo normalizzarsi del contributo degli investimenti dopo l’effetto SpaceX.
Ramo assicurativo solido: il combined ratio resta sotto controllo
Uno degli elementi più importanti per capire perché le azioni Unipol possano avere ulteriore spazio di rivalutazione è la qualità della gestione assicurativa. Nel primo semestre la raccolta premi complessiva si è attestata intorno ai 9 miliardi di euro, con una crescita del 3,9% su base normalizzata.
Il ramo Danni ha generato circa 5 miliardi di euro di premi, in aumento del 3,6%, sostenuto soprattutto dall’Auto e da una crescita selettiva negli altri comparti. Ancora più interessante è però la redditività: il combined ratio si è attestato al 91,8%.
Per un gruppo assicurativo è un indicatore fondamentale. Un valore inferiore al 100% significa infatti che sinistri e costi operativi assorbono meno premi di quanto la compagnia incassi, generando quindi un margine tecnico positivo prima del contributo degli investimenti. Il 91,8% conferma dunque una gestione del ramo Danni particolarmente efficiente e in linea con gli obiettivi del piano.
Anche il ramo Vita mostra segnali incoraggianti. La raccolta è stata di circa 4,1 miliardi di euro, mentre la raccolta netta è rimasta positiva. Salute e bancassicurazione continuano inoltre a essere tra le aree più dinamiche del gruppo.
Il risultato è un mix di business che, secondo Intermonte, sta diventando progressivamente più interessante: non soltanto maggiore crescita, ma anche una migliore qualità degli utili.
Capitale e BPER-MPS: la seconda gamba della valutazione
La semestrale rafforza anche il profilo patrimoniale di Unipol. Il Solvency II è salito al 259%, dal 230% precedente, mentre il solvency ratio del solo gruppo assicurativo ha raggiunto il 290%. Si tratta di livelli che evidenziano una dotazione di capitale ampiamente superiore ai requisiti regolamentari.
Intermonte ha inoltre rivisto al rialzo le proprie stime sul Solvency II, portandole al 257% per il 2026 e al 265% per il 2027. Ancora più significativo è il dato sulla generazione di capitale: nel primo semestre Unipol ha prodotto circa 300 milioni di euro di capitale in eccesso, che si aggiungono ai 500 milioni generati nel 2025.
Questo significa che il gruppo è già vicino all’obiettivo di 1 miliardo di euro di capitale prodotto nel triennio 2025-2027, offrendo una base patrimoniale importante per affrontare gli impegni futuri.
Ed è qui che entra in gioco la componente bancaria. Nella valutazione di Intermonte, il business assicurativo vale 15,8 miliardi di euro, pari a circa 19,3 euro per azione, mentre il valore attribuito alla componente bancaria, comprese le sinergie derivanti dall’operazione BPER-MPS, raggiunge 11 miliardi di euro, pari a circa 13,5 euro per azione.
La somma dei due contributi spiega quindi il nuovo target price di 33 euro.
Azioni Unipol: 33 euro è il nuovo obiettivo
Il nuovo target price di Intermonte cambia la prospettiva sulle azioni Unipol dopo la semestrale. La conferma del giudizio outperform indica che, secondo la casa d’affari, il mercato non ha ancora riconosciuto completamente il valore del gruppo.
Il punto di forza della tesi d’investimento è la combinazione di redditività assicurativa, solidità patrimoniale, generazione di capitale e valore della partecipazione bancaria. A questo si aggiunge la possibilità che l’integrazione e le sinergie legate a BPER e MPS producano ulteriore valore nel medio periodo.
Va però distinto il contributo strutturale da quello straordinario. La rivalutazione di SpaceX ha migliorato sensibilmente i conti del semestre, ma non può essere considerata una fonte ricorrente di utili. La sostenibilità della valutazione dovrà quindi poggiare soprattutto sulla capacità di Unipol di mantenere un combined ratio elevato, una buona redditività degli investimenti e una forte generazione di capitale.
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