Il mercato azionario USA entra in settembre dopo una lunga fase positiva, ma il quadro sta diventando più delicato. Lo S&P 500 resta vicino ai massimi e conserva un rialzo a doppia cifra dall’inizio del 2026, mentre aumentano contemporaneamente i rischi legati ai tassi di interesse, all’inflazione e ai rendimenti dei titoli di Stato americani.
A sostenere Wall Street rimangono soprattutto gli utili societari e gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il problema è che le valutazioni non sono più particolarmente basse e basta un cambiamento nelle aspettative sulla Federal Reserve per provocare movimenti importanti.
Treasury e Federal Reserve sono i rischi principali

Il rendimento del Treasury decennale si è avvicinato nuovamente al 5%, un livello che potrebbe diventare problematico per le azioni. Rendimenti obbligazionari più alti rendono infatti i titoli di Stato più competitivi rispetto alla Borsa e possono comprimere le valutazioni soprattutto delle società tecnologiche.
Secondo quanto riportato da Reuters, lo S&P 500 ha guadagnato quasi il 13% dall’inizio dell’anno, ma gli investitori stanno guardando soprattutto ai prossimi dati sull’inflazione e alla riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre. Il mercato attribuisce ormai una probabilità significativa a un nuovo rialzo dei tassi.
Il rapporto prezzo/utili dello S&P 500 resta inoltre sopra la media storica. Questo significa che, dopo la forte corsa degli ultimi mesi, le società dovranno continuare a mostrare una crescita degli utili convincente per giustificare le quotazioni attuali.
L’intelligenza artificiale può ancora sostenere Wall Street
La principale forza del mercato resta la crescita degli utili. Le aziende dello S&P 500 hanno chiuso un secondo trimestre particolarmente positivo e le aspettative per la seconda parte dell’anno sono state riviste al rialzo.
L’intelligenza artificiale continua inoltre a rappresentare uno dei principali motori degli investimenti, anche se alcuni dei titoli che avevano guidato il rally hanno iniziato a rallentare. Questo potrebbe favorire una maggiore rotazione verso società e settori rimasti indietro.
Settembre si presenta quindi come un mese più rischioso rispetto all’estate, ma non necessariamente come l’inizio di una correzione profonda. Il vero spartiacque sarà rappresentato dall’inflazione americana e dalla prossima decisione della Fed: rendimenti Treasury stabilmente sopra il 5% potrebbero mettere sotto pressione Wall Street, mentre una loro stabilizzazione lascerebbe ancora spazio alla crescita sostenuta dagli utili.
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