La produzione mondiale di petrolio nel 2025 sarà più alta del previsto. È quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che ha aggiornato le proprie stime alla luce delle nuove decisioni prese da alcuni dei principali esportatori mondiali.

Una trivella in funzione
Petrolio – MeteoFinanza.com

Secondo l’analisi, l’offerta globale dovrebbe crescere di 2,5 milioni di barili al giorno (bpd), contro i 2,1 milioni stimati in precedenza. Questa revisione riflette in gran parte la strategia dell’OPEC+, che negli ultimi mesi ha avviato un graduale aumento della produzione per compensare i tagli effettuati negli ultimi tre anni e rafforzare la propria quota sul mercato internazionale.

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L’AIE sottolinea che la crescita dell’offerta globale è stata rivista al rialzo di 370.000 barili al giorno per il 2025, mentre per il 2026 la stima è salita di 620.000 bpd, raggiungendo un incremento complessivo previsto di 1,9 milioni di bpd. Decisiva la scelta, annunciata il 3 agosto, di otto membri OPEC+ di alzare la produzione di ulteriori 547.000 bpd a partire da settembre, annullando così i tagli di 2,2 milioni di barili al giorno concordati nel novembre 2023.

Nonostante il maggiore impegno produttivo dell’OPEC+, l’AIE prevede che saranno i paesi non-OPEC a trainare la crescita dell’offerta globale sia nel 2025 che nel 2026.

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Sul fronte della domanda, invece, le prospettive sono più caute. L’Agenzia ha tagliato le stime di crescita per il 2025, prevedendo ora un incremento di 680.000 barili al giorno rispetto ai 700.000 indicati in precedenza. I motivi sono legati a un indebolimento della domanda nelle maggiori economie mondiali, unito a una fiducia dei consumatori ancora debole, che rende improbabile una ripresa vigorosa nel breve termine.

Anche nei mercati emergenti e in via di sviluppo, la crescita dei consumi è risultata inferiore alle attese, con Cina, Brasile, Egitto e India che hanno visto le proprie previsioni riviste al ribasso rispetto al mese scorso.

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