Azioni Amplifon letteralmente in caduta libera a Piazza Affari. Dopo aver aperto la seconda sessione settimanale di scambi in rosso, il titolo degli apparecchi acustici ha allargato sempre di più il suo passivo tanto da arrivare a cedere, a un’ora dalla chiusura degli scambi, il 4,5 per cento a 13,32 euro. Inutile evidenziare che questa performance vale la maglia nera sul paniere di riferimento di Piazza Affari in un contesto generale che è invece positivo (+0,92 per cento per il Ftse Mib alle 16,20).

Non solo ma un crollo di questa portata inevitabilmente finisce con l’allargare nuovamente il passivo acculato dalla quotata nell’ultimo mese e ora aggiornato al 2,2 per cento. Dopo la mine serie di sedute all’insegna del recupero registrate a seguito dell’ultimo forte ribasso, quello rimediato il 19 gennaio scorso, Amplifon torna quindi nel mirino dei venditori. Il titolo, dopo un 2025 da dimenticare, non sembra quindi riuscire ad invertire il passo e resta ingrovigliato in un sentiment fortemente pessimista ben rappresentato da quel -48 per cento di performance anno su anno.
Tornando al presente, perchè le azioni Amplifon stanno crollando? I motivi restano sempre gli stessi e quindi scarsa visibilità e stime negative. Come spesso accade, però, le vendite si sono scatenate dopo un input ben preciso: il taglio del target price da parte degli analisti di Kepler Cheuvreux.
Analizziamone le motivazioni.
Azioni Amplifon subiscono ribasso del prezzo obiettivo
Kepler Cheuvreux ha ridotto il target price su Amplifon a 15,3 euro per azione (da 16,7 euro), confermando una raccomandazione Hold, alla luce di uno scenario di crescita ancora fragile nei mercati chiave del gruppo.
In vista della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre 2025, attesa per il 4 marzo, gli analisti hanno messo in evidenza come la domanda resti debole e distante dai livelli di espansione storici, senza segnali evidenti di convergenza nel breve periodo. Noin solo ma per gli analisti il contesto macro continua d essere complesso e a condizionare la visibilità sul 2026, anche a causa del persistente impatto negativo dei cambi, stimato in un effetto sfavorevole del 3,6%. A questo si aggiunge la razionalizzazione della rete di negozi, che limita il contributo delle operazioni di fusione e acquisizione, riducendo uno dei tradizionali motori di crescita esterna del gruppo.
Nonostante tutti questi punti deboli, Kepler ha comunque riconosciuto un miglioramento sequenziale della crescita organica nel quarto trimestre, attesa poco sopra il 2%, dopo la debolezza registrata nei primi nove mesi dell’anno.
Le previsioni di Kepler su Amplifon
Dal punto di vista prospettico, le stime di utile per azione per il periodo 2025-2027 sono state tagliate in media dell’8% a causa del rallentamento delle vendite ma anche per effetto dell’aumento degli ammortamenti e di un maggior peso degli oneri finanziari.
Il margine EBITDA rettificato per il 2025 è ora visto al 22,9%, leggermente al di sotto delle indicazioni fornite dalla società. A livello geografico, il contributo più solido nel breve termine dovrebbe arrivare dall’area EMEA, con la Francia in evidenza grazie a una base di confronto favorevole, mentre in altre regioni la crescita dovrebbe restare contenuta tra l’1% e il 2%.
Guardando oltre, Kepler stima una crescita organica del 3,6% nel 2026 e del 4,2% nel 2027, con un apporto delle acquisizioni rispettivamente del 2% e del 2,4%. Pur in considerazione di tutte queste stime, il verdetto degli analisti è chiaro: nonostante le valutazioni restino inferiori alla media storica di Amplifon, solo una chiara e duratura accelerazione del fatturato potrà supportare un miglioramento del giudizio sul titolo.
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