Le azioni di Carrefour tornano sotto i riflettori dopo la revisione delle stime da parte di UBS, che ha promosso il titolo da “Neutral” a “Buy” e ha aumentato il prezzo obiettivo a 19 euro dai precedenti 13,20 euro. Secondo la banca d’investimento, il gruppo francese della grande distribuzione viene oggi scambiato a valutazioni particolarmente contenute rispetto ai concorrenti, offrendo un interessante potenziale di rivalutazione.

La reazione del mercato non si è fatta attendere: a metà seduta le azioni Carrefour registravano un rialzo di circa il 4,6%, sostenute dall’upgrade e dalle prospettive delineate dagli analisti.
Indice
UBS vede valore nel titolo Carrefour
Alla base della revisione positiva c’è una valutazione che UBS definisce particolarmente interessante. Carrefour tratta infatti a circa 9 volte gli utili attesi, contro una media di settore vicina alle 12,7 volte, uno sconto di circa il 30% che rappresenta uno dei livelli più ampi osservati negli ultimi cinque anni.
A questo si aggiunge un dividend yield superiore al 7%, elemento che rende il titolo interessante anche per gli investitori orientati al reddito. Per gli analisti, il mercato starebbe quindi sottovalutando il potenziale della società.
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I tre fattori che hanno convinto UBS
La banca individua tre elementi principali alla base della promozione del titolo:
- la strategia Carrefour 2030, ritenuta credibile per rafforzare la competitività sui prezzi e aumentare le quote di mercato, soprattutto in Francia;
- il previsto miglioramento della redditività nel 2026 grazie alla riduzione delle perdite delle attività Cora/Match e alla cessione del business in Romania;
- una solida generazione di cassa, che potrebbe consentire distribuzioni più generose agli azionisti, anche attraverso dividendi straordinari.
Secondo UBS, il rendimento del free cash flow raggiunge circa il 14% includendo le dismissioni immobiliari e resta vicino al 12% anche escludendole, un livello considerato particolarmente interessante.
Stime sugli utili: aspettative sostanzialmente confermate
Per il 2026 UBS prevede un EBIT di gruppo pari a 2,33 miliardi di euro, mentre per il 2027 la stima sale a 2,50 miliardi. Si tratta di valori sostanzialmente in linea con il consenso di mercato.
Parallelamente, la banca ha rivisto al ribasso alcune proprie previsioni finanziarie. Le stime sull’EBIT sono state ridotte dell’11% per il 2026 e del 10% per il 2027, mentre le previsioni sull’utile per azione sono state tagliate rispettivamente del 14% e del 9%.
Secondo gli analisti, queste revisioni riflettono principalmente i recenti cambiamenti nei criteri di rendicontazione e alcune modifiche intervenute nel portafoglio di attività del gruppo, senza alterare la visione positiva di lungo periodo.
Focus sui risultati del primo semestre
L’attenzione del mercato è ora rivolta ai risultati del primo semestre, in programma il 23 luglio.
UBS stima un EBIT di gruppo di 776 milioni di euro, sottolineando come, anche quest’anno, la maggior parte della redditività dovrebbe concentrarsi nella seconda metà dell’esercizio. Le previsioni indicano infatti che circa il 66% dell’EBIT annuale verrà realizzato negli ultimi sei mesi dell’anno.
Nel dettaglio, la banca prevede:
- 304 milioni di euro di EBIT in Francia;
- 170 milioni di euro in Spagna;
- 344 milioni di euro in Brasile.
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Francia, Spagna e Brasile: tre mercati con prospettive diverse
Sul mercato francese UBS osserva segnali incoraggianti. La politica dei prezzi starebbe migliorando la percezione del marchio presso i consumatori, un elemento che potrebbe tradursi in una crescita delle quote di mercato nei prossimi trimestri.
La Spagna continua invece a rappresentare il punto di forza del gruppo, grazie a un posizionamento competitivo particolarmente solido e a livelli di redditività superiori rispetto ad altri mercati.
Anche il Brasile mostra segnali di recupero. Dopo una fase più complessa, inflazione e dinamica valutaria stanno evolvendo in modo più favorevole, creando un contesto operativo migliore per il business locale.
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Margini ancora sotto osservazione
Pur confermando la raccomandazione positiva, UBS mantiene un approccio prudente sulle prospettive di lungo periodo.
La banca stima infatti che il margine EBIT possa raggiungere il 3,2% entro il 2030, un valore ancora inferiore all’obiettivo del 3,5% fissato da Carrefour. La differenza riflette alcuni rischi legati all’esecuzione del piano industriale, ma lascia anche spazio a ulteriori rivalutazioni del titolo qualora il gruppo riuscisse a centrare i propri target.
Nell’analisi di scenario elaborata dagli analisti, il caso base porta a un prezzo di 19 euro per azione, mentre lo scenario più favorevole individua un potenziale rialzo fino a 23 euro. Anche nell’ipotesi più prudente, il valore stimato rimane pari a 14 euro per azione, superiore alle valutazioni che avevano portato UBS a mantenere un giudizio neutrale fino a oggi.
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