Le azioni Eni si stanno avvicinando al giro di boa delle 13,30 con un rialzo dello 0,9% a 23,52 euro, confermandosi ancora una volta tra i titoli più tonici di Piazza Affari. Per il gruppo guidato da Claudio Descalzi si tratta della terza seduta consecutiva in progresso, un movimento che porta il saldo dell’ultima settimana in territorio positivo, con un rialzo di circa il 2%. Ancora più significativo il bilancio da inizio anno: Eni guadagna infatti circa il 43%.

A sostenere il petrolifero resta soprattutto il quadro sul greggio. Il Brent è salito in area 91,8 dollari al barile, mentre il WTI si è portato a circa 87,1 dollari, con il mercato che continua a incorporare un premio per il rischio legato alla recrudescenza delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il nuovo scambio di minacce e azioni ostili ha infatti riacceso i timori sulla sicurezza delle rotte energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.
Per le Eni, un petrolio stabilmente sopra i 90 dollari rappresenta un driver immediato per la redditività del business upstream. Ma sul titolo c’è anche un’altra partita da seguire: il ritorno delle compagnie petrolifere internazionali in Venezuela e il possibile coinvolgimento di Eni in nuovi progetti energetici.
Eni in Venezuela: accordi oramai vicini alla firma
La novità è che Eni sarebbe ormai vicina, insieme ad altri grandi operatori internazionali, alla definizione di accordi relativi a progetti energetici in Venezuela. I negoziati coinvolgono anche Chevron, GE Vernova, l’indiana ONGC e la colombiana GeoPark e puntano a concretizzare iniziative in un Paese che dispone di alcune delle più grandi riserve petrolifere al mondo.
Per il Cane a Sei Zampe, il Venezuela non rappresenta una novità assoluta. Il gruppo è già presente nel paese e l’eventuale formalizzazione di nuovi accordi potrebbe rafforzare il portafoglio upstream, aumentando nel tempo la disponibilità di risorse e la capacità produttiva.
È proprio qui, però, che si trova il principale interrogativo per gli investitori. Il valore potenziale delle riserve venezuelane non coincide automaticamente con il valore economico dei progetti per Eni. Tra la disponibilità delle risorse e la loro trasformazione in produzione e cash flow ci sono infatti investimenti, tempi autorizzativi, infrastrutture e rischi operativi.
Il Venezuela dispone di enormi risorse, ma l’industria petrolifera nazionale è reduce da decenni di sotto-investimenti e difficoltà operative enormi. Di conseguenza, il recupero della capacità produttiva potrebbe richiedere capitali a dir poco rilevanti (per usare un eufemismo).
Quanto può valere il Venezuela per le azioni Eni?
È questo l’aspetto che il mercato dovrà valutare con maggiore attenzione quando saranno disponibili i dettagli degli accordi. Per Eni l’opportunità è soprattutto di medio-lungo periodo, mentre nel breve il principale driver resta il prezzo del petrolio.
La domanda centrale sarà quindi quanto capitale dovrà essere destinato alla riqualificazione degli impianti e delle infrastrutture esistenti e quale sarà il ritorno atteso sugli investimenti. Un progetto petrolifero può infatti avere un enorme potenziale in termini di riserve, ma risultare meno interessante se richiede investimenti iniziali molto elevati o se la produzione effettiva arriva soltanto dopo diversi anni.
Per gli azionisti Eni, il Venezuela potrebbe comunque rappresentare un’opzione strategica interessante. L’accesso a nuove risorse consente infatti di rafforzare la componente upstream proprio in una fase nella quale il gruppo beneficia della forza del greggio. Se gli accordi permetteranno di sviluppare la produzione con un impiego di capitale sostenibile, il contributo al cash flow potrebbe diventare significativo nel tempo.
Nel frattempo, inutile girarci attorno, il mercato continua a premiare Eni soprattutto per l’esposizione al petrolio. Di conseguenza nel breve periodo sarà quindi ancora il greggio a dettare il passo. Se le tensioni Usa-Iran dovessero mantenere il Brent su livelli elevati, il colosso oil italiano potrebbe continuare a beneficiare del contesto favorevole.
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