Si complica la strada di Luigi Lovaglio verso l’assemblea di Monte dei Paschi di Siena del 29 ottobre. Anche Fondaco Lux, azionista con lo 0,41% del capitale, si schiera contro il piano di acquisizioni su Banco BPM e Banca Generali. Dopo le bocciature dei consulenti di voto ISS e Glass Lewis, cresce la pressione sul management di MPS, mentre Intesa Sanpaolo guadagna terreno nella partita per il controllo della banca senese. Per gli investitori si avvicina un passaggio decisivo.

Il futuro di Monte dei Paschi di Siena si gioca sempre più sul terreno degli equilibri azionari. A meno di due settimane dall’assemblea straordinaria del 29 ottobre, il progetto con cui l’amministratore delegato Luigi Lovaglio intende contrastare l’offerta di Intesa Sanpaolo incontra un nuovo ostacolo.
Fondaco Lux, società di gestione lussemburghese che controlla circa lo 0,41% del capitale di MPS, ha annunciato che voterà contro tutte e cinque le proposte della parte straordinaria dell’assemblea.
La decisione arriva dopo le valutazioni negative di Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis, due tra i principali consulenti di voto degli investitori istituzionali.
Il problema per Lovaglio, tuttavia, va ben oltre il peso della singola partecipazione. Il fronte contrario alla sua strategia comprende già azionisti di primo piano e dispone, secondo le posizioni finora comunicate, di una quota sufficiente a impedire l’approvazione delle operazioni che richiedono una maggioranza qualificata.
La questione, quindi, non è più soltanto se il piano industriale di MPS sia convincente, ma se esistano ancora le condizioni per realizzarlo.
MPS, anche Fondaco Lux boccia il piano di acquisizioni di Lovaglio
La scelta di Fondaco Lux rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate dal progetto di espansione di Monte dei Paschi.
La strategia promossa da Lovaglio prevede due offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali, con l’obiettivo di trasformare il gruppo senese in uno dei principali protagonisti del sistema bancario italiano.
L’operazione punta a rafforzare la presenza commerciale della banca e ad ampliare il peso delle attività legate alla gestione del risparmio, alla consulenza finanziaria e ai servizi di investimento.
Una crescita che, nelle intenzioni del management, permetterebbe di diversificare le fonti di ricavo e valorizzare le sinergie industriali.
Fondaco Lux ha però scelto di non sostenere questa impostazione. La società ha espresso, al contrario, una valutazione preliminarmente positiva dell’offerta pubblica di acquisto e scambio presentata da Intesa Sanpaolo, ritenendo che il progetto possa offrire prospettive favorevoli di creazione di valore nel medio-lungo periodo.
Non si tratta ancora di un impegno definitivo ad aderire all’offerta, ma la preferenza strategica è evidente.
Per MPS, il nuovo voto contrario si aggiunge a quelli annunciati da altri azionisti, rendendo sempre più difficile raggiungere il consenso necessario per procedere con le acquisizioni.
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ISS e Glass Lewis contro le offerte su Banco BPM e Banca Generali
A indebolire ulteriormente la posizione del management sono intervenute le raccomandazioni dei proxy advisor ISS e Glass Lewis.
Entrambi hanno invitato gli azionisti di Monte dei Paschi a respingere le proposte relative alle acquisizioni di Banco BPM e Banca Generali, esprimendo riserve anche sul dividendo straordinario da 4 miliardi di euro previsto dal piano.
Le valutazioni dei due consulenti non rappresentano una bocciatura indistinta dell’intera strategia industriale della banca.
ISS e Glass Lewis hanno infatti espresso un orientamento favorevole alla fusione tra MPS e Mediobanca, distinguendo il completamento dell’integrazione già avviata dalle nuove operazioni straordinarie.
È proprio questa distinzione a rendere particolarmente significativo il loro giudizio.
Il problema principale riguarda la complessità di un progetto che richiederebbe di integrare contemporaneamente più realtà bancarie, mentre il gruppo è ancora impegnato nell’operazione con Mediobanca.
Tra gli elementi di maggiore criticità emergono i rischi di esecuzione, le incertezze sulle condizioni delle acquisizioni e le difficoltà derivanti dalla mancanza di un consenso sufficientemente ampio tra gli azionisti.
Le indicazioni dei proxy advisor non sono vincolanti. Possono però influenzare le scelte di fondi e investitori istituzionali, soprattutto quando riguardano operazioni destinate a modificare profondamente la struttura di una società quotata.
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Intesa Sanpaolo rafforza la propria posizione nella sfida per MPS
Mentre il piano Lovaglio perde sostegno, l’offerta di Intesa Sanpaolo assume un peso crescente.
La banca guidata da Carlo Messina ha recentemente migliorato la propria proposta per l’acquisizione di Monte dei Paschi, portando la componente in contanti a 1,25 euro per azione MPS, oltre a 1,6 nuove azioni Intesa per ogni titolo conferito.
Il rilancio ha però una condizione determinante: gli azionisti della banca senese devono respingere le operazioni straordinarie proposte dal management.
Intesa ha chiarito che l’approvazione delle acquisizioni di Banco BPM o Banca Generali potrebbe determinare il mancato perfezionamento della propria offerta.
Si tratta quindi di due strategie alternative, difficilmente conciliabili.
Da una parte, Lovaglio punta a costruire un gruppo bancario più grande attraverso nuove acquisizioni, mantenendo MPS al centro del progetto industriale.
Dall’altra, Intesa propone un’aggregazione che comporterebbe una profonda riorganizzazione delle attività della banca senese, anche attraverso la cessione di una parte della rete di sportelli.
Il consiglio di amministrazione di MPS ha espresso riserve sulla proposta concorrente, sottolineando sia il livello del premio offerto sia le incertezze legate ai passaggi necessari per completare l’operazione.
Il piano Intesa, infatti, deve confrontarsi anche con questioni regolamentari e concorrenziali che potrebbero incidere sulle condizioni definitive dell’acquisizione.
La crescente opposizione alla strategia Lovaglio non equivale dunque a una certezza sul successo dell’offerta Intesa, ma modifica sensibilmente i rapporti di forza tra i due progetti.
Azioni MPS e Intesa Sanpaolo: cosa cambia per gli investitori
Per chi investe nei titoli bancari italiani, la vicenda ha implicazioni che vanno oltre il confronto tra due amministratori delegati.
Le decisioni dell’assemblea potrebbero incidere sulla valutazione delle azioni MPS, sulle aspettative relative all’offerta di Intesa Sanpaolo e, indirettamente, anche sui titoli delle altre banche coinvolte.
Il mercato deve infatti confrontare scenari caratterizzati da prospettive industriali e rischi differenti.
Gli elementi da monitorare sono soprattutto quattro:
- Valore dell’offerta Intesa: il corrispettivo comprende una componente in contanti e una in azioni. Il suo valore complessivo dipende quindi anche dall’andamento del titolo Intesa Sanpaolo.
- Probabilità di completamento: l’opposizione al piano Lovaglio può aumentare le possibilità di successo dell’offerta concorrente, senza eliminare le condizioni e le autorizzazioni ancora necessarie.
- Rischi delle acquisizioni: il progetto MPS su Banco BPM e Banca Generali presenta potenziali benefici industriali, ma richiede operazioni di integrazione complesse.
- Volatilità dei titoli: nuove comunicazioni degli azionisti, decisioni dei consigli di amministrazione e sviluppi regolamentari possono modificare rapidamente le aspettative degli investitori.
Un aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra la quotazione di MPS e il valore implicito dell’offerta di Intesa.
Quando un’acquisizione prevede uno scambio azionario, le oscillazioni del titolo dell’offerente modificano anche il valore economico della proposta.
Per questo motivo, osservare soltanto il prezzo delle azioni Monte dei Paschi potrebbe non essere sufficiente per comprendere come il mercato stia valutando l’operazione.
Anche il differenziale tra la quotazione di MPS e il corrispettivo teorico dell’offerta può fornire indicazioni sulle aspettative degli operatori, pur non rappresentando una misura certa della probabilità di successo.
Assemblea MPS del 29 ottobre: perché il piano Lovaglio è in difficoltà
L’appuntamento del 29 ottobre si avvicina in un contesto particolarmente sfavorevole per il management della banca senese.
Le proposte relative alle nuove acquisizioni richiedono una maggioranza qualificata. La presenza di un blocco contrario superiore a un terzo del capitale rappresenta quindi un ostacolo decisivo, qualora le posizioni annunciate vengano confermate al momento del voto.
Il fronte degli oppositori comprende azionisti rilevanti, tra cui Delfin e il gruppo Caltagirone, ai quali si sono aggiunte altre partecipazioni.
La posizione di Fondaco Lux non modifica da sola gli equilibri, ma conferma una tendenza che rende sempre meno probabile l’approvazione dell’intero progetto.
Per Lovaglio, le possibilità di portare avanti la strategia originaria appaiono quindi fortemente ridimensionate.
Resta da capire se il management deciderà di mantenere l’impostazione attuale fino all’assemblea o se emergeranno nuove iniziative capaci di modificare lo scenario.
Il voto, inoltre, non determinerà automaticamente il completamento dell’offerta Intesa. Un’eventuale bocciatura delle acquisizioni di MPS eliminerebbe uno degli ostacoli principali, ma lascerebbe aperti gli altri passaggi necessari per arrivare alla conclusione dell’operazione.
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MPS–Intesa, cosa aspettarsi ora a Piazza Affari
La partita tra Monte dei Paschi di Siena e Intesa Sanpaolo entra in una fase nella quale le scelte degli azionisti potrebbero pesare più delle dichiarazioni dei rispettivi management.
Il progetto di Lovaglio conserva una propria logica industriale, legata alla crescita dimensionale e al rafforzamento delle attività a maggiore valore aggiunto. La sua realizzazione, tuttavia, appare sempre più difficile alla luce delle opposizioni emerse.
Intesa Sanpaolo si trova invece in una posizione relativamente più favorevole, anche grazie al rilancio dell’offerta e al consenso raccolto tra alcuni importanti azionisti di MPS.
Questo non significa che l’esito della contesa sia già definito.
Per gli investitori sarà essenziale seguire non soltanto il risultato dell’assemblea, ma anche le eventuali modifiche delle condizioni economiche, le decisioni delle autorità competenti e le reazioni del mercato.
Il 29 ottobre potrebbe segnare la fine del progetto di acquisizioni di Lovaglio e aprire una nuova fase nel consolidamento bancario italiano. Per le azioni MPS e Intesa Sanpaolo, il vero interrogativo rimane quale delle due strategie sia in grado di generare maggiore valore, tenendo conto dei rischi e dei tempi necessari per realizzarla.
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