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Meteofinanza.com - domenica, 16 dicembre 2018

ADX: cos’è l’Average Directional Movement Index?

L’Average Directional Movement Index, conosciuto con la sigla di ADX, è un indicatore di tendenza sviluppato da J. Welles Wilder e oggi ampiamente utilizzato per determinare la forza di una tendenza. Costituito da una singola linea, è derivato dell’indicatore di movimento direzionale, che a sua volta è costituito da due indicatori – l’indicatore direzionale positivo e l’indicatore direzionale negativo (o +DI e -DI).

Tuttavia, ciò che rappresenta specificità nell’Average Directional Movement Index è che non indica la direzione del trend, bensì solo la sua forza, e il suo scopo principale è dunque quello di aiutare il trader a stimare le diverse fasi di tale trend. Insomma, usato da solo l’ADX riferisce unicamente quanto sia forte il momento del prezzo.

Come si calcola l’ADX

ADX: cos’è l’Average Directional Movement Index?

Il calcolo dell’ADX è relativamente complesso e deve essere effettuato in diverse fasi. Per il momento, giova rammentare come tale indicatore sia sempre positivo e si collochi in una scala tra 0 e 100. I valori tuttavia raramente superano il livello di 60, e il livello di 20 è frequentemente considerato come un vero e proprio punto chiave che distingue il trend: in generale, più alto è l’ADX, più forte è considerato il trend.

Ricordiamo anche che l’ADX ha un solo parametro, che potrebbe essere regolato dal trader – ovvero, il numero di periodi in cui i prezzi saranno monitorati. Come per le medie mobili, maggiore è il periodo storico considerato, più lineare sarà l’ADX, ma anche più raramente mostrerà movimenti significativi.

Quando l’ADX scende al di sotto dell’area 20, indica che il mercato non è in trend, ma si muove lateralmente. Se il valore salta al di sopra di 25, significa che il mercato si sta muovendo in una certa direzione con maggiore incisività. Se l’indicatore sale ulteriormente al di sopra di 30 verso l’area 40-50, conferma che abbiamo una forte tendenza in movimento, mentre i valori che scendono al di sotto di 30 dall’alto suggeriscono che la tendenza attuale sta perdendo slancio ed è probabile un’inversione di prezzo. Dunque, un importante segnale che dovrebbe indurci a considerare la possibilità di chiudere gradualmente le nostre posizioni.

Uso di ADX con altri indicatori

Chiarito quanto sopra, raramente si usa l’ADX da solo, ma si preferisce combinarlo con i due indicatori di movimento direzionale – Positive Directional Indicator e Negative Directional Indicator. Questi ultimi due completano l’ADX mostrando la direzione del trend, permettendo così alla combinazione dei tre di presentare sia la direzione che la forza del trend.

L’insieme congiunto di indicatori di movimento direzionale fornisce altresì diversi suggerimenti.

Di fatti, in primo luogo, quando uno dei DI è sopra l’altro, l’andamento del mercato prosegue in quella direzione. In secondo luogo, quando i due DI si incontrano tra loro, ciò suggerisce che il mercato sta attualmente vivendo una fase laterale, e che una tendenza è prossima alla formazione.

In terzo luogo, un DI che raggiunge un livello estremo, è spesso considerato il predecessore di un’inversione di tendenza, o almeno di un rallentamento, presentando così un segnale iniziale per uscire dalla vostra posizione.

Cosa determina il movimento positivo o negativo

Ma cosa determina il movimento positivo o negativo? Quando il picco di un certo periodo supera il picco del periodo precedente, si genera un movimento direzionale positivo. Se invece il minimo del giorno è inferiore a quello del giorno precedente, abbiamo un movimento direzionale negativo. Se l’intervallo dell’ultimo periodo è completamente inghiottito da quello precedente, il segnale viene ignorato.

Ora, dopo aver effettuato alcuni calcoli relativamente complessi, che ci asterremo dal spiegare, utili per stimare i valori -DI e +DI (i principali broker nelle loro piattaforme di trading vi permetteranno di ottenere questi dati come “finiti”), usando questi due indicatori, possiamo creare l’indice direzionale.

L’indice viene calcolato assumendo la differenza assoluta tra i valori di -DI e +DI e dividendola per la loro somma (si noti che viene utilizzata la differenza assoluta). Dopo aver determinato il DX, possiamo ora regolare il suo valore, creando così l’ADX. Se, per esempio, stiamo usando un ADX a 14 giorni, il primo ADX è semplicemente una media di 14 giorni dell’indice direzionale.

Individuare le tendenze

L’indice di movimento direzionale medio è particolarmente utile per comprendere quando convenga utilizzare un sistema di medie mobili. Come noto, infatti, le medie mobili sono redditizie quando il mercato è in trend, mentre il trading laterale porta a falsi segnali. È quindi saggio confermare prima di tutto l’esistenza di una forte tendenza direzionale prima di utilizzare le medie mobili per generare segnali di acquisto e vendita.

Un altro suggerimento da considerare è che quando l’ADX raggiunge un picco al di sopra di entrambi i DMI, spesso significa altresì che sta indicando un picco del trend. Logicamente, i bassi livelli dell’ADX segnalano periodi senza tendenza, che di solito sono seguiti da movimenti dinamici del mercato.

Generalmente, un segnale buy viene generato quando il +DI incrocia sopra il -DI e l’ADX mantiene un livello superiore a 20, mentre un segnale di uscita dovrebbe essere considerato quando l’ADX scende al di sotto di 30 dall’alto. Wilder, il creatore di tale indicatore, suggerisce anche che il livello ADX minimo per l’ingresso dovrebbe essere 25, ma molti trader utilizzano comunque il livello chiave 20, in quanto produce più segnali possibili.

Quando si entra in una posizione long, Wilder suggerisce che uno stop-loss debba essere posizionato al minimo del giorno del segnale, a seconda del periodo di tempo in cui si sta operando. Sarebbe anche saggio posizionare effettivamente lo stop protettivo diversi pip sotto il supporto, in modo che il rumore casuale o un tentativo di rompere il minimo del giorno non lo inneschi. Anche se il +DI incrocia sotto il -DI, non si dovrebbe abbandonare il segnale fino a quando lo stop protettivo non viene attivato. Se il trend si sviluppa ulteriormente a vostro favore, potrebbe essere utile incorporare anche un trailing stop.

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