Ancora un segno rosso per le azioni Ferrari che nel classico contesto attendista che caratterizza spesso Piazza Affari nel giorno in cui si tiene la riunione BCE, segnano un calo dell’1 per cento attestandosi a quota 286 euro. La flessione determina un inevitabile allargamento della già negativa prestazione su base mensile della quotata che ora è aggiornata a -9 per cento. -36 per cento è invece l’entità del calo accumulato dalla Rossa su base annua.

L’ennesima seduta ribassista di Ferrari coincide con l’ennesimo taglio di target price da parte degli analisti. Questa volta a fare i conti con il Cavallino sono stati gli esperti di Barclays che hanno rivisto il loro obiettivo di prezzo a 365 euro confermando comunque la view overweight (farà meglio del settore di riferimento).
La decisione degli esperti inglesi di tagliare è scaturita dall’assenza di fattori catalizzatori nel breve termine. Tutto questo mentre cresce l’attesa per la pubblicazione della trimestrale di Ferrari che invece è finita nel mirino di Morningstar. E allora vediamo nel dettaglio i motivi del downgrade da parte di Barclays e le ragioni per cui Morningstar resta abbottonata sui conti della Rossa.
Barclays taglia il target price sulle azioni Ferrari
Barclays ha rivisto al ribasso il target price su Ferrari, riducendolo del 13% a 365 euro per azione, pur mantenendo la raccomandazione “Overweight”. La scelta riflette un de-rating del titolo, legato alla minore crescita attesa a medio termine e all’assenza di catalyst significativi nel breve periodo, fattori che spingono gli analisti a rivedere le valutazioni rispetto ai livelli precedenti. Nonostante ciò, Ferrari, secondo gli analisti inglesi, continua a rappresentare un valore relativo interessante, soprattutto considerando la visione negativa che Barclays mantiene sull’intero settore automobilistico europeo.
Stando alla ricerca degli esperti, il titolo potrebbe aver già trovato un floor nella sua attuale fascia di prezzo, per tre ragioni principali: 1) il forte calo dei multipli dal recente Capital Market Day (CMD) e il disaccoppiamento dal benchmark P/E di riferimento; 2) una distribuzione più “pulita” tra investitori long-only, con riduzioni di posizioni in risposta a prospettive di crescita inferiori alle attese e una crescente pressione short da parte degli hedge fund; 3) la probabilità che le revisioni negative degli utili sell-side stiano toccando il fondo, rendendo il prezzo coerente con le prospettive di Ferrari.
Barclays ha inoltre messo in evidenza come la pubblicazione dei risultati 2025, in agenda per il 10 febbraio, possa confermare il trend di performance in linea o leggermente sopra le previsioni.
Previsioni trimestrale Ferrari secondo Morningstar
E a proposito di previsioni sulla trimestrale di Ferrari, secondo Morningstar, la Rossa potrebbe chiudere il quarto trimestre 2025 con numeri in calo rispetto ai trimestri precedenti, principalmente a causa del rinnovo significativo della gamma modelli. L’anno 2026 vedrà il lancio del primo modello completamente elettrico, la Ferrari Elettrica, con debutto previsto in primavera, mentre le consegne iniziali della nuova supercar F80 non compenserebbero del tutto la dismissione del modello Daytona. La piena capacità produttiva della F80 richiederà alcuni trimestri, esercitando pressione sui volumi e sulla redditività.
Dal lato dei costi, l’analisi ha evidenziato come gli aumenti legati alle spese per le corse e i maggiori ammortamenti, connessi al lancio dei nuovi modelli, possano incidere negativamente sull’EBIT del trimestre. Secondo Morningstar gli investitori dovranno monitorare con attenzione anche il contributo della personalizzazione, che resta un elemento chiave per la marginalità.
Strategia a medio termine e possibili catalizzatori
Durante il Capital Market Day dello scorso ottobre, Ferrari ha aggiornato la propria strategia di medio termine, puntando su una crescita disciplinata basata su prezzo e mix di prodotto, piuttosto che sull’espansione dei volumi. L’approccio mira a rafforzare il moat del brand, preservando l’esclusività e garantendo stabilità nella marginalità. La guidance 2030 indica una crescita annua di fatturato e utili attorno al 5%, leggermente al di sotto delle attese di mercato, segnalando prudenza del management nel lungo periodo.
Secondo Barclays e Morningstar, i catalyst più significativi per una rivalutazione del titolo potrebbero emergere nella seconda metà del 2026, quando il lancio della Ferrari Elettrica e il pieno contributo della F80 potranno dimostrare la capacità del management di mantenere obiettivi di crescita coerenti con la storia del brand.
Nel frattempo, gli investitori sono chiamati a valutare il titolo in un contesto di stabilità relativa, con focus su marginalità, pricing e mix di prodotto, più che su un’accelerazione dei volumi.
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