Dopo un altro weekend amaro in pista, con Charles Leclerc costretto a dire addio al podio proprio all’ultimo giro del Gran Premio di Miami a causa di un problema tecnico, l’attenzione si sposta ora dai circuiti ai mercati finanziari. Domani, infatti, Ferrari presenterà i risultati del primo trimestre: un appuntamento cruciale per capire se il titolo saprà invertire la rotta.

Indice
Effetto dazi: il mercato frena
La giornata odierna vede il comparto automotive europeo sotto pressione, e Ferrari non fa eccezione. Il titolo ha aperto in calo, scivolando sotto quota 290 euro e toccando i livelli più bassi dell’ultimo mese.
A pesare è soprattutto l’annuncio di Donald Trump, che ha dichiarato l’intenzione di portare al 25% i dazi sulle auto importate dall’Unione Europea. Una mossa che rischia di avere impatti significativi sull’intero settore.
La reazione da Bruxelles non si è fatta attendere: l’Unione Europea ha definito la proposta “inaccettabile”, evidenziando tensioni commerciali che potrebbero tradursi in ulteriore volatilità sui mercati.
Conti trimestrali: le aspettative degli analisti
Gli occhi sono ora puntati sulla trimestrale che verrà illustrata anche dall’amministratore delegato Benedetto Vigna. Le stime degli analisti suggeriscono uno scenario più solido di quanto il mercato stia attualmente prezzando.
Secondo JPMorgan Chase, il calo dei volumi potrebbe essere compensato da un aumento dei prezzi, con ricavi attesi intorno a 1,8 miliardi di dollari. L’attenzione si concentra su alcuni elementi chiave:
- disciplina sui costi e stabilità dei margini operativi
- flussi di cassa solidi, stimati oltre i 600 milioni di dollari
Anche Bank of America mantiene una visione positiva, prevedendo risultati superiori alle attese grazie al mix prodotto e al posizionamento premium, con un utile operativo sopra i 500 milioni di euro.
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Un titolo in difficoltà, ma con potenziale
Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per Ferrari in Borsa. Da gennaio il titolo ha perso circa il 9%, mentre su base annua il calo si avvicina al 30%. Ancora più significativo il confronto con i massimi del 2025: le azioni risultano in flessione di circa il 40%.
Un momento difficile, legato anche a precedenti delusioni sulle prospettive di lungo periodo, che avevano già scosso la fiducia degli investitori.
Il consenso resta positivo
Nonostante la fase negativa, il sentiment degli analisti resta sorprendentemente costruttivo. La maggioranza delle raccomandazioni punta su un recupero del titolo, con valutazioni che indicano un potenziale di crescita significativo.
Tra le principali indicazioni:
- prevalenza netta di giudizi “Buy”
- target price medio oltre i 380 euro, con upside superiore al 30%
Tra le case più ottimiste spicca Deutsche Bank, che vede il titolo arrivare fino a 460 euro. Più prudenti invece Citigroup e Banca Akros, entrambe con raccomandazione neutrale.
Il bivio di domani
La pubblicazione dei conti rappresenta quindi un momento decisivo: Ferrari dovrà dimostrare di saper reggere le pressioni esterne e confermare la solidità del proprio modello di business.
Se i numeri convinceranno, il titolo potrebbe finalmente trovare una scintilla per ripartire. In caso contrario, la fase di debolezza potrebbe prolungarsi ancora.
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