Nel mercato azionario italiano, Terna S.p.A. viene spesso classificata come una classica utility difensiva. È percepita come una società stabile, prevedibile, adatta a chi cerca dividendi e volatilità contenuta. Questa percezione, per anni, è stata corretta. Ma il contesto energetico europeo sta cambiando in modo profondo, e con esso potrebbe cambiare anche il ruolo strategico della società.
Negli ultimi anni l’attenzione degli investitori si è concentrata principalmente sui produttori di energia, in particolare quelli legati alle rinnovabili. Tuttavia, esiste un elemento fondamentale senza il quale la transizione energetica non può funzionare: la rete di trasmissione. L’energia prodotta deve essere trasportata, distribuita, stabilizzata e integrata all’interno di un sistema complesso che deve funzionare in modo continuo e affidabile.
Questo è il punto centrale che il mercato tende spesso a sottovalutare. La produzione di energia può crescere rapidamente, ma la rete richiede anni di pianificazione, investimenti elevati e autorizzazioni complesse. Questo crea un divario strutturale tra la velocità di espansione della produzione energetica e la capacità della rete di supportarla.
Quando questo divario emerge, il valore strategico degli operatori di rete aumenta.
La rete elettrica sta diventando l’infrastruttura più critica della transizione energetica europea

L’Europa sta attraversando una trasformazione energetica senza precedenti. L’elettrificazione di settori come trasporti, industria e riscaldamento sta aumentando la domanda complessiva di energia elettrica, mentre allo stesso tempo cresce la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
A differenza delle centrali tradizionali, le fonti rinnovabili sono distribuite geograficamente in modo non uniforme e producono energia in modo intermittente. Questo rende la gestione della rete molto più complessa rispetto al passato. La rete non deve solo trasportare energia, ma deve adattarsi continuamente a variazioni nella produzione e nella domanda.
Questo richiede nuovi collegamenti, sistemi di bilanciamento, interconnessioni internazionali e infrastrutture più avanzate. Tutti questi elementi rientrano direttamente nella responsabilità di operatori come Terna.
Il punto fondamentale è che questi investimenti non sono opzionali. Sono necessari. Senza un’espansione significativa della rete, l’intero processo di transizione energetica rallenta.
Quando un’infrastruttura diventa indispensabile per un cambiamento strutturale dell’economia, il suo valore strategico aumenta in modo significativo.
Perché il mercato potrebbe non aver ancora pienamente adeguato la valutazione a questo nuovo scenario
Il mercato tende a valutare le utility sulla base della loro stabilità, non del loro potenziale di espansione. Questo approccio ha senso in contesti statici, ma diventa meno efficace quando il settore entra in una fase di trasformazione.
Nel caso di Terna, la crescita non dipende dalla volatilità dei prezzi dell’energia, ma dal volume degli investimenti nella rete. Più aumentano gli investimenti riconosciuti dal sistema regolatorio, più cresce la base di asset su cui la società genera ritorni.
Questo crea una dinamica diversa rispetto alle utility tradizionali. La crescita diventa più visibile, più prevedibile e meno dipendente dalle condizioni di mercato di breve termine.
Inoltre, la rete elettrica rappresenta una barriera all’ingresso quasi assoluta. Non esistono concorrenti che possano replicare rapidamente un’infrastruttura nazionale costruita nel corso di decenni. Questo conferisce alla società una posizione unica e difficilmente sostituibile.
Storicamente, quando un settore entra in una fase di espansione infrastrutturale, il mercato impiega tempo per adeguare la propria percezione. Inizialmente, gli investitori continuano a valutare la società sulla base del passato. Solo successivamente, quando l’espansione diventa evidente nei numeri e nella strategia industriale, la percezione cambia.
Questo processo non è immediato, ma quando avviene può ridefinire il ruolo della società agli occhi degli investitori.
In un contesto in cui la sicurezza energetica, l’elettrificazione e l’indipendenza infrastrutturale stanno diventando priorità centrali per l’Europa, le società che controllano le reti elettriche potrebbero assumere un’importanza molto maggiore rispetto a quanto il mercato abbia finora riconosciuto.
Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento.
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