Le azioni Mediobanca registrano un forte rimbalzo a Piazza Affari, con un balzo di circa il 7% che ha immediatamente attirato l’attenzione degli operatori. Il movimento arriva in una giornata chiave anche per Monte dei Paschi di Siena, che guadagna circa il 3% mentre l’assemblea è chiamata a esprimersi sulla lista del consiglio di amministrazione per il rinnovo dei vertici.

Sul mercato cresce la convinzione che la strategia dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio possa essere confermata, con un obiettivo ormai sempre più discusso: il delisting di Mediobanca.
La prospettiva di un’uscita dalla Borsa sta diventando uno dei principali driver della domanda sul titolo. Gli investitori stanno infatti valutando con crescente attenzione la possibilità che Mps proceda con un’offerta residuale per acquistare le quote ancora in circolazione e arrivare al controllo totale della banca d’affari.
Indice
Scenario Opa: flottante ridotto e controllo già ampio
Al momento Monte dei Paschi possiede l’86,35% del capitale di Mediobanca. Questo significa che la quota di azioni ancora sul mercato è ormai limitata, una condizione che rende tecnicamente plausibile una futura operazione di acquisto sulle restanti azioni per completare l’integrazione e ritirare il titolo dal listino.
Il mercato sta scommettendo proprio su questa ipotesi. La differenza di valutazione tra i due titoli resta significativa, e questo alimenta l’idea che un’offerta residuale possa rappresentare il passo successivo naturale del progetto industriale.
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Divergenza tra i titoli dopo l’Opas
Un elemento che rafforza la narrativa rialzista è l’andamento opposto dei due titoli dopo la conclusione dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio. Dalla chiusura dell’operazione, Mediobanca ha perso quasi il 10%, mentre Mps ha guadagnato circa il 16%.
Questa divergenza ha modificato profondamente il rapporto tra le due quotazioni. L’offerta presentata prevedeva un corrispettivo pari a 2,533 azioni Mps più 0,90 euro in contanti per ogni azione Mediobanca, equivalenti a circa 24,25 euro per azione. Oggi il titolo Mediobanca viaggia invece intorno a 19,1 euro, evidenziando uno scarto significativo rispetto ai valori impliciti dell’offerta.
Uno sconto che alimenta l’interesse degli investitori
Proprio questo divario rappresenta il punto centrale della speculazione in corso. Secondo diversi analisti, il rapporto di concambio tra Mps e Mediobanca incorpora attualmente uno sconto vicino al 20%. In altre parole, le quotazioni attuali sembrano non riflettere pienamente il valore implicito dell’operazione.
In caso di delisting, il mercato intravede quindi un potenziale di rialzo interessante, mentre il rischio al ribasso viene percepito come limitato. Questo equilibrio tra possibili guadagni e rischio contenuto spiega l’aumento degli acquisti sul titolo di Piazzetta Cuccia ancora disponibile sul mercato.
Il rally delle ultime sedute può quindi essere interpretato come un segnale di fiducia nei confronti del piano industriale di Lovaglio e della possibile evoluzione dell’operazione nei prossimi mesi.
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