Goldman Sachs ha aggiornato al rialzo le proprie valutazioni su diversi titoli europei del settore oil & gas, dopo aver rivisto le prospettive sui prezzi delle materie prime energetiche. Alla base della revisione ci sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente aumento delle quotazioni di petrolio e gas, che stanno modificando le aspettative di redditività per l’intero comparto energetico.

In una recente nota di ricerca, la banca d’affari statunitense ha spiegato di aver aggiornato i modelli di valutazione per riflettere il nuovo scenario di mercato. Attualmente il Brent oscilla intorno ai 100 dollari al barile, mentre il benchmark europeo del gas TTF si mantiene vicino ai 50 euro per megawattora (MWh), livelli che rafforzano la prospettiva di utili più elevati per le compagnie energetiche.
Indice
Nuove stime sui prezzi di petrolio e gas
Gli analisti di Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo le previsioni di lungo periodo sulle materie prime energetiche. Secondo le nuove stime, il prezzo medio del Brent dovrebbe attestarsi a:
- 85 dollari al barile nel 2026
- 74 dollari al barile nel 2027
Si tratta di un aggiornamento significativo rispetto alle precedenti stime di 76 dollari per il 2026 e 69 dollari per il 2027.
Parallelamente, la banca ha rivisto verso l’alto anche le ipotesi sul prezzo del gas naturale europeo. Il TTF viene ora stimato a 15,6 dollari per mille piedi cubi (mcf) nel 2026 e 12,4 dollari per mcf nel 2027, segnalando una prospettiva più solida per il mercato del gas rispetto alle valutazioni precedenti.
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Utili attesi in forte crescita per il settore energetico
L’aumento delle quotazioni delle materie prime ha portato Goldman Sachs ad aggiornare anche le stime sugli utili delle principali compagnie petrolifere europee. Secondo gli analisti, le previsioni di EPS (utile per azione) per il 2026 e il 2027 sono state riviste al rialzo rispettivamente del 17% e dell’11% per le società integrate e per le aziende attive nell’esplorazione e produzione.
Il team guidato da Michele Della Vigna sottolinea inoltre che le nuove stime risultano nettamente superiori rispetto al consensus di mercato. In particolare, le previsioni della banca si collocano circa il 54% sopra il consensus LSEG per il 2026 e il 24% sopra quello per il 2027.
Tra i titoli monitorati, Goldman Sachs evidenzia un potenziale particolarmente interessante per BP. Le stime sugli utili del gruppo britannico per il 2026 risultano infatti circa l’82% superiori rispetto al consensus degli analisti, nonostante il titolo abbia registrato finora solo rialzi moderati dopo l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
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Target di prezzo più alti per i principali gruppi europei
Alla luce del miglioramento delle prospettive sugli utili, Goldman Sachs ha rivisto al rialzo diversi target price a 12 mesi per i principali player energetici europei.
Tra le revisioni più rilevanti figurano:
- OMV: target portato a 48 euro (da 45)
- Equinor: 260 corone norvegesi (da 240)
- TotalEnergies: 75 euro (da 68)
- Repsol: 24 euro (da 22)
La banca ha inoltre aumentato le valutazioni per altri grandi nomi del settore come ENI, con target a 23 euro (da 21), Shell a 44 euro (da 42) e BP a 590 pence rispetto ai precedenti 540 pence.
L’upgrade riguarda anche diverse società europee specializzate nell’esplorazione e produzione, tra cui Harbour Energy, Aker BP, Var Energi e Ithaca Energy, che potrebbero beneficiare direttamente del contesto di prezzi elevati delle materie prime.
Scenario simile alla crisi energetica del 2022?
Secondo Goldman Sachs, se le quotazioni di petrolio e gas dovessero restare su questi livelli, il 2026 potrebbe presentare condizioni di redditività simili a quelle osservate durante la crisi energetica del 2022, quando i prezzi dell’energia avevano raggiunto livelli eccezionali.
Gli analisti precisano tuttavia che nelle valutazioni sono stati applicati, in alcuni casi, multipli leggermente più bassi, per riflettere il contesto di elevato rischio geopolitico e maggiore volatilità delle materie prime.
In questo scenario, il settore oil & gas europeo potrebbe continuare a offrire opportunità interessanti agli investitori, sostenuto da prezzi energetici elevati e da prospettive di utili in crescita nei prossimi anni.
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