Intesa Sanpaolo archivia il 2025 con numeri solidissimi e rilancia le ambizioni per i prossimi anni. L’utile netto raggiunge 9,6 miliardi di euro, uno dei risultati più elevati mai registrati dal gruppo, e il nuovo piano industriale al 2029 prevede una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro agli azionisti, tra dividendi cash e programmi di riacquisto di azioni proprie.

Un messaggio chiaro al mercato, nonostante un contesto complesso per il settore bancario europeo: redditività elevata, capitale abbondante e forte generazione di cassa.

I numeri del 2025 confermano la solidità del gruppo

I risultati dell’esercizio 2025 sono superiori agli obiettivi del precedente piano industriale. L’utile netto cresce di oltre il 7 percento rispetto al 2024, mentre il quarto trimestre conferma una buona tenuta operativa, con un risultato netto vicino a 1,7 miliardi.

La struttura dei ricavi mostra un’evoluzione sempre più orientata alla qualità. Gli interessi netti risultano in lieve calo, riflettendo il graduale normalizzarsi dello scenario dei tassi, ma le commissioni crescono in modo significativo, trainate soprattutto dalla gestione del risparmio e dai servizi assicurativi. È un segnale importante: il modello di business diventa meno dipendente dal margine di interesse e più resiliente nel tempo.

Dal punto di vista patrimoniale, Intesa resta tra le banche più solide in Europa, come confermato anche dagli stress test, mantenendo ampi buffer di capitale.

Dividendi e buyback: cosa cambia per gli azionisti

Il consiglio di amministrazione ha proposto una remunerazione molto generosa già per il 2025. Tra acconto e saldo dividendi, la distribuzione supera i 6 miliardi di euro, a cui si aggiunge un programma di buyback da oltre 2 miliardi, soggetto alle autorizzazioni regolamentari.

In termini pratici, il dividendo complessivo per azione si avvicina ai 38 centesimi, confermando Intesa come uno dei titoli più interessanti del settore bancario europeo per chi cerca reddito stabile.

Le previsioni per il 2026: utile vicino ai 10 miliardi

Guardando al breve periodo, la banca prevede per il 2026 un utile netto intorno ai 10 miliardi di euro. La crescita sarà sostenuta principalmente dalle commissioni, dal business assicurativo e da una gestione sempre più efficiente dei costi.

Il payout ratio previsto è particolarmente elevato, vicino al 95 percento, con una combinazione di dividendi cash e buyback che mantiene l’azionista al centro della strategia. Una scelta che segnala fiducia nella capacità del gruppo di generare capitale anche in uno scenario macro meno favorevole.

Il piano al 2029: redditività elevata e capitale sotto controllo

Nel nuovo piano industriale, Intesa Sanpaolo punta a una crescita graduale ma sostenibile. L’utile netto è atteso oltre 11,5 miliardi di euro nel 2029, con ritorni sul capitale tra i più alti del settore bancario europeo.

La banca prevede di mantenere un Common Equity Tier 1 Ratio sempre sopra il 12,5 percento, anche a fronte di una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi nel periodo 2025-2029. È un equilibrio delicato, ma possibile grazie alla forte generazione organica di capitale.

Sul fronte dei costi, l’obiettivo è una riduzione strutturale, favorita da investimenti tecnologici e digitali già avviati negli ultimi anni.

Tecnologia e digitale al centro della strategia

Uno dei pilastri del piano è la trasformazione tecnologica. Il gruppo investirà oltre 5 miliardi di euro tra il 2026 e il 2029, concentrandosi su piattaforme cloud-native e digitalizzazione dei processi.

La piattaforma isytech dovrebbe arrivare a coprire quasi la totalità delle applicazioni entro il 2029, con benefici tangibili in termini di efficienza e riduzione dei costi operativi.

Ricambio generazionale senza impatti sociali

Intesa conferma anche un approccio graduale alla gestione della forza lavoro. È prevista una riduzione complessiva dell’organico entro il 2029, compensata da nuove assunzioni mirate di profili giovani e altamente qualificati, soprattutto nel ruolo di consulenti finanziari.

L’obiettivo è rafforzare la rete commerciale e digitale, mantenendo al tempo stesso un impatto sociale contenuto, elemento sempre più rilevante nella valutazione complessiva del gruppo.

Gestione patrimoniale e banche digitali: Isywealth e Isybank

Il piano guarda con decisione alla crescita della gestione dei patrimoni. Con il progetto Isywealth Europe, Intesa punta a espandere il modello digitale supportato da consulenti finanziari nei principali mercati europei.

Parallelamente, Isybank diventa un tassello centrale della strategia digitale. L’obiettivo è superare i due milioni di clienti entro il 2029, aumentando in modo significativo le masse gestite e la redditività della banca digitale, anche in competizione diretta con le fintech.

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