Gli analisti di UBS hanno deciso di rivedere il loro giudizio sul titolo IBM, portandolo a Neutral dal precedente Sell. La banca d’affari ha confermato il target price a 236 dollari, sottolineando che il recente ribasso della quotata ha migliorato il rapporto rischio/rendimento.
Secondo gli esperti elvetici nonostante le prospettive di crescita organica restino modeste – stimate tra il 3% e il 4% per i prossimi anni – il prezzo attuale incorpora già gran parte delle incertezze del mercato, offrendo agli investitori un punto di ingresso più equilibrato. Il giudizio riflette quindi un riposizionamento strategico: le azioni non sono più da vendere, ma restano sotto osservazione per le sfide legate all’evoluzione tecnologica.

Il target price di UBS include due scenari estremi. Nel caso più ottimistico (bull case), il titolo potrebbe salire fino a 312 dollari, grazie a un’accelerazione dei margini e all’adozione efficace di nuove tecnologie. Nel caso più negativo (bear case), invece, potrebbe scendere fino a 134 dollari se l’impatto dell’intelligenza artificiale dovesse comprimere significativamente i ricavi core.
Quindi pur migliorando la view sul titolo, il rischio operativo e strategico su IBM continua ad essere molto pesante per gli investitori.
Il sell-off di IBM: quali sono state le cause
Il riposizionamento di UBS sulle azioni IBM è arrivato dopo il recente crollo della quotata a Wall Street ben visibile nel ribasso di 18 punti percentuali dell’ultimo mese.
Il fattore scatenante del sell è arrivato dal fronte dell’intelligenza artificiale, con l’annuncio di Anthropic e del suo prodotto Claude Code, che introduce nuove funzionalità per la modernizzazione del codice COBOL.
Questo segmento rappresenta tradizionalmente un’area ad alta marginalità per IBM, soprattutto nel settore finanziario e governativo, dove infrastrutture legacy continuano a gestire volumi critici di transazioni quotidiane.
La minaccia AI sul business COBOL
Il cuore della preoccupazione riguarda il linguaggio COBOL, ancora largamente utilizzato in sistemi mission-critical, come ATM e applicazioni bancarie. IBM gestisce la modernizzazione di questi sistemi, generando ricavi ricorrenti da contratti pluriennali. Claude Code, automatizzando analisi, mappatura delle dipendenze e documentazione dei flussi di dati, potrebbe ridurre drasticamente tempi e costi di intervento. Questo impatterebbe direttamente sulla marginalità delle attività di modernizzazione, spiegando in parte la reazione negativa del mercato.
Pur rimanendo uno dei principali player globali nella gestione dei sistemi legacy, IBM si trova ora a dover adattare la sua offerta e proteggere la redditività dei segmenti core in un contesto in cui l’AI può modificare radicalmente le dinamiche di prezzo e di lavoro.
Valutazioni e prospettive per gli investitori
Nonostante il miglioramento del rating da parte di UBS, le azioni IBM restano sottoposte a sfide strategiche significative. Attualmente il titolo scambia a circa 18,5 volte le stime di utile per il 2026 e 17,5 volte quelle del 2027, valori che riflettono le aspettative di crescita moderata.
La revisione del giudizio di UBS segnala però agli investitori che la recente correzione ha creato un punto di ingresso più equilibrato, anche se il potenziale upside dipenderà dalla capacità di IBM di sfruttare le tecnologie emergenti, proteggere i margini e valorizzare i contratti legacy. E’ lì che si gioca tutto.
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