Con l’avvicinarsi del 24 aprile cresce l’attenzione del mercato sui conti del primo trimestre 2026 di Eni. Il gruppo energetico si presenta all’appuntamento dopo una lunga fase di rialzo in Borsa, sostenuta principalmente dal recupero dei prezzi del petrolio.

Dall’inizio dell’anno, il titolo ha guadagnato oltre il 40%, mentre su base annua la crescita sfiora il 90%. Un’accelerazione significativa che riflette non solo il contesto favorevole delle commodity, ma anche le aspettative degli investitori sulla solidità operativa del gruppo.
Indice
Rally del titolo e upgrade degli analisti
A rafforzare il sentiment positivo è arrivato anche il recente aggiornamento di Exane BNP Paribas, che ha migliorato la raccomandazione su Eni portandola a “outperform” e alzando il target price fino a 27,5 euro.
Nel complesso, il consenso degli analisti resta moderatamente costruttivo: prevalgono le valutazioni neutrali, accompagnate da una quota significativa di giudizi positivi. Il prezzo obiettivo medio si colloca poco sopra i livelli attuali, segnalando margini di apprezzamento più contenuti nel breve periodo ma una visione ancora favorevole sul medio termine.
Primo trimestre 2026: risultati solidi ma in flessione
Le stime sul primo trimestre indicano un quadro operativo solido, anche se in leggero calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il mercato si attende:
- utile netto adjusted intorno a 1,3 miliardi di euro
- ricavi poco sotto i 23 miliardi
- EBIT in area 3,7 miliardi
Il confronto su base annua risente soprattutto di un contesto energetico meno favorevole rispetto al 2025, in particolare per quanto riguarda il gas. Nonostante questo, la crescita della produzione e il contributo dell’upstream continuano a rappresentare il principale motore dei risultati.
Anche la generazione di cassa è prevista solida, sebbene più debole su base stagionale, mentre la produzione di idrocarburi è attesa in lieve aumento.
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Upstream trainante, downstream in recupero
L’attività di esplorazione e produzione si conferma il pilastro della redditività, beneficiando direttamente dei prezzi del greggio. Parallelamente, il downstream mostra segnali di graduale miglioramento dopo le difficoltà registrate negli ultimi trimestri.
Il contesto di mercato resta complessivamente favorevole: il segmento LNG continua a muoversi in equilibrio, con offerta limitata e domanda asiatica in ripresa, fattori che contribuiscono a sostenere i prezzi del gas.
Strategia: dividendi, buyback e crescita produttiva
Le indicazioni strategiche di Eni rafforzano ulteriormente la fiducia degli investitori. Tra i punti chiave:
- possibile dividendo extra in caso di Brent oltre i 90 dollari
- piano di buyback da 1,5 miliardi
- crescita della produzione prevista tra il 3% e il 4% annuo
Su un orizzonte più ampio, le prospettive restano interessanti, con utili attesi in crescita a doppia cifra e un miglioramento progressivo dell’EPS, sostenuto soprattutto dall’upstream.
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Le stime di Equita: focus su operatività e cassa
Secondo Equita, il trimestre dovrebbe confermare una buona tenuta operativa, anche se il pieno impatto del contesto favorevole emergerà con maggiore evidenza nei trimestri successivi.
Il prezzo medio del Brent, intorno agli 81 dollari al barile, ha sostenuto il settore, ma il suo rialzo si è concentrato soprattutto nel mese di marzo, incidendo solo parzialmente sui risultati del periodo.
A livello operativo, le previsioni indicano:
- produzione in crescita su base annua
- upstream solido
- miglioramento delle divisioni legate alla transizione energetica
- raffinazione e chimica ancora negative, ma in netto recupero
Il free cash flow atteso, pari a circa 1,5 miliardi, potrebbe non coprire integralmente la remunerazione agli azionisti nel trimestre, determinando un temporaneo aumento dell’indebitamento, destinato però a rientrare nei prossimi mesi.
Outlook 2026: margini di sorpresa al rialzo
Le indicazioni per il 2026 sono considerate prudenti, anche perché basate su ipotesi di prezzo del petrolio inferiori ai livelli attuali. Questo lascia spazio a possibili revisioni al rialzo nel caso in cui il contesto delle commodity resti favorevole.
Gli elementi chiave che continuano a sostenere il titolo sono:
- forte generazione di cassa
- politica di remunerazione attrattiva
- elevata esposizione ai prezzi del petrolio
In questo scenario, diversi analisti vedono la possibilità di ulteriori upgrade delle stime e di un progressivo miglioramento della valutazione di mercato.
Nel complesso, Eni arriva alla trimestrale con fondamentali solidi e una visibilità crescente sulle prospettive future, in un contesto che continua a offrire opportunità interessanti per gli investitori.
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