Dopo l’accelerazione registrata nelle ultime due sedute, le azioni Ferrari tornano in difficoltà. La Rossa di Maranello nella prima seduta della settimana segna un ribasso dell’1,3 per cento a 321 euro contro un Ftse Mib che è praticamente piatto. Il ribasso non impatta più di tanto sulla prestazione a un mese della quotata di Maranello che resta positiva per il 2 per cento ma è sintomatico della difficoltà del titolo di riprendere slancio (situazione ben sintetizzata da quel rosso del 24 per cento presente nella prestazione anno su anno).

Come già avvenuto in passato, a pesare sono sempre le revisioni al ribasso dei target price. Gli analisti abbassano il loro prezzo obiettivo e di conseguenza si riduce il potenziale di upside del titolo rispetto ai prezzi correnti. Risultato c’è nervosismo tra gli investitori e quindi vendite. Tutto questo mentre il mercato inizia ad interrogarsi su quelli che potrebbero essere i risultati del quarto trimestre 2025 di Ferrari.
Vediamo allora tutto nel dettaglio partendo proprio dalle tante revisioni al ribasso sul target price di Ferrari.
Goldman Sachs e Morgan Stanley rivedono le stime su Ferrari
Nelle ultime ore sono arrivati nuovi aggiustamenti sulle valutazioni. Goldman Sachs ha ridotto il proprio target price a 378 euro dai precedenti 391 euro, confermando tuttavia il giudizio buy ossia comprare. Anche Morgan Stanley ha seguito un approccio analogo, abbassando il prezzo obiettivo a 355 euro da 367 euro.
Ricordiamo che giù venerdì scorso Jefferies aveva anticipato il cambio di passo, tagliando il target price a 362 dollari dai precedenti 401 dollari e mantenendo una raccomandazione hold (tenere in portafoglio). Secondo gli analisti, la concentrazione anticipata di consegne più complesse potrebbe continuare a mantenere il titolo sotto pressione nel breve termine, almeno fino alla pubblicazione dei risultati annuali prevista per il 10 febbraio, quando verranno presentate anche le prime indicazioni sul 2026.
Valutazioni e multipli di Ferrari sotto osservazione
Un ulteriore elemento di cautela riguarda l’evoluzione dei multipli. Il price/earnings di Ferrari si è contratto in modo significativo rispetto ai massimi del 2024, passando da oltre 46x agli attuali 32,5x stimati dal consenso. Secondo gli analisti, questa compressione difficilmente sarà sufficiente, da sola, a sostenere un rerating in una fase in cui le revisioni sugli utili continuano ad alimentare un approccio prudente da parte degli investitori.
Le previsioni sul quarto trimestre 2025 di Ferrari
Websim Intermonte, che mantiene una valutazione outperform, ha ridotto il target price a 420 dollari. In vista dei risultati del quarto trimestre, gli esperti della sim hanno ribadito che si tratterà del periodo meno dinamico dell’esercizio, come previsto sin dall’inizio dell’anno, ma comunque sufficiente a centrare pienamente la guidance.
Gli analisti hanno messo in evidenzia un rallentamento su base sequenziale, attribuibile a una base di confronto particolarmente impegnativa. Il mix di prodotto resterà positivo, ma con un contributo inferiore rispetto ai trimestri precedenti, anche per effetto dell’uscita di scena di modelli come la Daytona e del lancio ancora graduale della F80. A questi fattori si aggiungono un impatto cambi meno favorevole e una flessione dei volumi, legata alla fase di transizione del portafoglio prodotti.
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Per finire, sul fronte dei costi, Intermonte ha segnalato alcune pressioni su R&D e SG&A, che tuttavia non dovrebbero compromettere la redditività complessiva. Le stime indicano ricavi pari a 1,76 miliardi di euro (+2% su base annua, +4% organico), un EBIT di 482 milioni di euro (+3% YoY) con margine al 27,3%, un EPS di 2,11 euro (-2% YoY) e un free cash flow di 122 milioni.
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