Anche oggi le azioni Enel si muovono in ribasso in borsa continuando a risentire delle indiscrezioni sul Decreto Legge Energia/Bollette 2026. All’apertura odierna, il titolo non è riuscito a invertire la rotta mostrando anzi un ulteriore ribasso del 2% che ha portato i prezzi a 9,12 euro ma soprattutto ha incrementato il passivo accumulato negli ultimi cinque giorni ad oltre il 4% (mese su mese il rosso è invece del 3%).

Il Decreto, ancora in fase di definizione, dovrebbe prevedere interventi governativi tra i 2,5 e 3 miliardi di euro per il contenimento dei costi energetici, con l’obiettivo di alleggerire le bollette sia per le famiglie sia per le imprese nel corso del 2026 e del 2027. Il provvedimento non si concentrerebbe esclusivamente sul settore residenziale, ma includerebbe anche le aziende energivore, con un impatto diretto sui margini delle utility. Da qui la debolezza delle azioni Enel favorita anche dal fatto che i prezzi della quotata avevano comunque corso tanto nelle ultime settimane.
Va precisano che nonostante il ribasso attuale, le prospettive di lungo periodo per Enel e le altre utility rimangono solide. L’azienda mantiene una posizione di leadership nel mercato italiano e un portafoglio di generazione diversificato, con presenza in numerosi mercati internazionali e un forte focus sulle energie rinnovabili, fattori che continuano a garantire stabilità e resilienza.
Nuovo certificato Marex sul settore energia
In questo contesto di mercato caratterizzato da volatilità e ribassi temporanei, è stato lanciato un nuovo certificato strutturato Marex, il 36m Wof Memory Phoenix Autocall (ISIN IT0006773565), con sottostanti Saipem, Enel, Repsol e Siemens Energy. Il prodotto permette agli investitori di esporsi al settore energetico europeo, combinando cedola elevata, meccanismi di protezione condizionata del capitale e possibilità di rimborso anticipato.
Il tratto distintivo del certificato è la cedola potenziale del 12% annuo, corrisposta su base mensile. Per un investimento di 1.000 euro, ciò si traduce in 10 euro al mese, pari a 120 euro lordi annui, al netto della tassazione. Il pagamento della cedola è subordinato alla condizione che il peggior titolo del paniere (worst of) sia quotato almeno al 45% del valore iniziale alla data di osservazione mensile, che cade il 13 di ogni mese a partire da marzo 2026 fino a febbraio 2029.
Il certificato incorpora inoltre l’effetto Memory: se la condizione di pagamento non è soddisfatta in una determinata data, la cedola non viene persa ma accumulata. Alla prima occasione utile in cui il peggior titolo supera la barriera, tutte le cedole arretrate vengono corrisposte cumulativamente, aumentando le probabilità di incassare i flussi anche in fasi di volatilità. Questa caratteristica è particolarmente rilevante in un settore come l’energia, storicamente soggetto a oscillazioni significative.
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Autocall mensile e rimborso anticipato
Il certificato prevede anche una clausola di autocall mensile: a partire dal 13 maggio 2026 e fino alla scadenza naturale del 13 febbraio 2029, il prodotto può essere rimborsato anticipatamente se il peggior titolo del paniere quota almeno al 100% del valore iniziale. L’investitore riceverà, in caso di autocall, il rimborso del capitale nominale di 1.000 euro, la cedola del mese in corso e tutte le cedole memory accumulate.
Un aspetto interessante è che il trigger autocall decresce di 1 punto percentuale a ogni osservazione mensile, riducendo progressivamente la soglia necessaria per il rimborso anticipato. Questo meccanismo aumenta le probabilità statistiche di ottenere un rimborso prima della scadenza naturale, permettendo di cristallizzare i rendimenti in scenari di mercato moderatamente rialzisti.
Dal punto di vista strategico, l’autocall consente di liberare capitale e di reinvestirlo in nuove opportunità, risultando particolarmente utile in contesti di recupero dei titoli dopo periodi di debolezza, come quello attuale di Enel.
La combinazione di cedola elevata, memoria e autocall decrescente rende il certificato uno strumento interessante per chi cerca flussi di cassa regolari senza rinunciare a un’esposizione diversificata al settore energetico.
Scenari a scadenza e valutazioni finali
Se il certificato non viene richiamato anticipatamente, si giunge alla valutazione finale del 13 febbraio 2029, quando entrano in gioco due scenari principali:
- Worst of sopra il 45% del valore iniziale: l’investitore riceve il valore nominale integrale di 1.000 euro, l’ultima cedola e tutte le cedole arretrate. La protezione condizionata del capitale funziona pienamente, anche in presenza di oscillazioni temporanee dei sottostanti.
- Worst of pari o sotto il 45%: la barriera viene considerata violata e il rimborso è proporzionale alla performance negativa del peggior titolo, calcolata come rapporto tra prezzo finale e prezzo iniziale.
Il certificato si posiziona quindi come strumento strutturato per investitori consapevoli dei rischi, interessati a generare flussi di cassa regolari e a sfruttare scenari laterali o moderatamente rialzisti, anche in fasi di ribasso come quella attuale di Enel.
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