Le azioni Exor chiudono in ribasso, con un calo intorno al 3%, dopo la pubblicazione dei conti che evidenziano un netto peggioramento della redditività. La holding della famiglia Agnelli registra infatti un brusco passaggio dall’utile alla perdita, influenzato soprattutto dall’andamento negativo di alcune partecipazioni chiave come Stellantis e CNH.

Nel dettaglio, il gruppo con sede ad Amsterdam ha archiviato il 2025 con una perdita netta di 3,79 miliardi di euro, in netto contrasto con l’utile di 14,67 miliardi registrato l’anno precedente. A incidere non è stato solo il calo di valore delle partecipazioni quotate, ma anche la riduzione dei dividendi incassati, scesi a 781 milioni di euro rispetto agli oltre 1,1 miliardi del 2024.
Indice
Stellantis e CNH trascinano i conti in negativo
Tra i principali fattori che hanno appesantito il bilancio spicca Stellantis, che ha riportato una perdita record di 22,3 miliardi di euro. Il gruppo automobilistico ha contabilizzato circa 25 miliardi di euro di oneri straordinari legati a un ampio piano di ristrutturazione, con effetti diretti sulla valutazione della partecipazione detenuta da Exor. Nonostante il quadro attuale, la holding ribadisce fiducia in una ripresa futura della società.
Anche CNH Industrial ha contribuito al risultato negativo. Il rallentamento della domanda nel settore delle macchine agricole ha inciso sui ricavi, e le prospettive restano prudenti: una vera ripartenza del mercato non è attesa prima del 2027.
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NAV in calo e performance disomogenea
La debolezza delle principali partecipazioni si riflette anche sul valore patrimoniale netto (NAV), sceso del 13% a 33,24 miliardi di euro. Su base per azione, il NAV registra una flessione dell’8,1%, attestandosi a 164,4 euro.
Le attività non quotate hanno mostrato un andamento meno uniforme: alcune hanno performato positivamente, contribuendo alla tenuta complessiva del portafoglio, ma senza riuscire a compensare il peso delle partecipazioni quotate.
Strategia: dismissioni per generare cassa
Per rafforzare la propria posizione finanziaria, Exor accelera sul fronte delle dismissioni. La società prevede di incassare circa 2 miliardi di euro nel corso dell’anno grazie alla vendita di alcune partecipazioni.
In particolare, il gruppo ha già avviato operazioni su diversi asset, tra cui:
- Iveco Group
- GEDI
- Lifenet
- Nuo
Secondo quanto comunicato, queste operazioni dovrebbero generare ritorni superiori a 1,4 volte il capitale investito, confermando l’obiettivo di ottimizzare il portafoglio e creare valore nel medio periodo.
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Outlook: cautela ma fiducia nel lungo termine
Nonostante un esercizio complesso, Exor mantiene una visione di lungo periodo orientata alla crescita. Il focus resta sulla valorizzazione delle partecipazioni strategiche e su una gestione attiva del portafoglio, in un contesto macroeconomico che continua a presentare elementi di incertezza.
Per gli investitori, il 2025 rappresenta quindi un anno di transizione, in attesa di segnali più concreti di ripresa da parte dei principali asset industriali del gruppo.
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