Le azioni di Elisa Oyj hanno registrato una brusca flessione in Borsa, con un ribasso superiore al 6%, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali che hanno evidenziato numeri inferiori alle attese del mercato e indicatori operativi in rallentamento. I dati diffusi dal principale operatore di telecomunicazioni finlandese hanno deluso le stime degli analisti sia sul fronte dei ricavi sia su quello della redditività, alimentando immediate vendite sul titolo.

Indice
Ricavi e margini sotto le attese degli analisti
Nel quarto trimestre chiuso a dicembre, il gruppo ha riportato ricavi pari a 588 milioni di euro, in crescita dell’1,5% su base annua. Il dato, pur mostrando un incremento rispetto allo scorso anno, è risultato inferiore al consenso di mercato che indicava circa 595 milioni di euro. Lo scostamento negativo ha pesato sulla reazione degli investitori, che si aspettavano una performance più solida.
L’EBITDA comparabile si è attestato a 198 milioni di euro, in aumento marginale dello 0,2% rispetto all’anno precedente, ma circa il 2% sotto le previsioni aggregate degli analisti. A incidere sono stati anche oneri straordinari per 40 milioni di euro, legati soprattutto a costi di ristrutturazione e interventi di smantellamento e riparazione della rete. Le stime di Morgan Stanley indicavano extra costi dimezzati rispetto a quanto poi effettivamente registrato.
Sul fronte commerciale, si osserva un raffreddamento della crescita nei servizi mobili. I ricavi del segmento sono saliti del 2,4%, in calo rispetto al ritmo del trimestre precedente. Anche l’ARPU postpagato in Finlandia ha mostrato una progressione più contenuta, segnale di una pressione competitiva più intensa sui prezzi e sulle offerte.
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Clienti in calo e concorrenza più aggressiva sul mobile
Durante il trimestre la società ha perso circa 19.000 abbonati postpagati sul mercato finlandese, al netto delle connessioni machine to machine. Parallelamente è aumentato il tasso di churn, salito al 23%, sopra sia il dato dello scorso anno sia quello del trimestre precedente. Un indicatore che riflette una maggiore mobilità della clientela e una battaglia commerciale più accesa tra operatori.
Gli analisti di UBS collegano il peggioramento dei principali indicatori operativi a una forte competizione sulle reti 4G e all’effetto di nuovi operatori virtuali entrati sul mercato finlandese, che hanno contribuito a rendere più instabile la base clienti.
Meglio invece il contributo dei servizi software internazionali, con ricavi in crescita oltre il 21% su base annua. Anche i servizi fissi mostrano un leggero incremento, nonostante una domanda elevata di connessioni in fibra fino a casa che non si è ancora tradotta in un’accelerazione più marcata del fatturato.
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Guidance 2026 prudente e dividendo sotto le aspettative
Per il 2026 il gruppo prevede ricavi stabili o leggermente superiori rispetto all’anno precedente, un’indicazione che si colloca vicino alla parte bassa delle aspettative di mercato. Sull’EBITDA comparabile la forchetta stimata è compresa tra 815 e 845 milioni di euro, intervallo che implica una crescita potenziale fino al 5% ma che, nella parte alta, coincide con il consenso degli analisti, senza quindi fornire un reale effetto sorpresa positivo.
Le previsioni indicano una crescita moderata dei ricavi da servizi di telecomunicazione e un’espansione a doppia cifra per il comparto software internazionale. Gli investimenti dovrebbero attestarsi attorno al 12% delle vendite, in linea con le attese del mercato.
Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 2,40 euro per azione, in aumento del 2% su base annua, con un rendimento vicino al 6,5%. Il valore risulta però leggermente inferiore alle attese mediane degli analisti, altro elemento che ha contribuito al tono negativo del mercato.
Parallelamente è stato annunciato un programma di trasformazione operativa mirato a generare risparmi lordi annui per circa 40 milioni di euro, con effetti più visibili a partire dal primo trimestre 2026. Nel trimestre il flusso di cassa operativo è cresciuto oltre il 5%, mentre le spese in conto capitale hanno superato i 70 milioni di euro. Anche le attività in Estonia mostrano ricavi in aumento, ma con una marginalità in lieve contrazione, mentre il segmento software ha chiuso l’anno con EBITDA positivo per la prima volta.
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