Le azioni europee continuano ad attirare l’interesse dei gestori orientati al reddito, soprattutto in un anno nel quale i titoli da dividendo hanno mostrato una buona tenuta rispetto al mercato più ampio. Analizzando i portafogli di alcuni dei fondi più apprezzati della categoria Europe Equity Income emergono dieci società sulle quali i gestori hanno aumentato maggiormente l’esposizione negli ultimi mesi.

I 10 titoli che stanno comprando i gestori

trader che esulta
Azioni Seco – MeteoFinanza.com

La lista comprende società appartenenti a settori molto diversi:

  1. Intertek Group
  2. Reckitt Benckiser Group
  3. FinecoBank
  4. London Stock Exchange Group
  5. ING Group
  6. Nestlé
  7. Unilever
  8. Bureau Veritas
  9. Nordea Bank
  10. ASML

La presenza di FinecoBank rappresenta l’elemento più interessante per Piazza Affari. Il gruppo italiano compare tra i titoli comprati da due dei gestori analizzati, anche se secondo le stime quantitative Morningstar il prezzo risulta circa il 6% superiore al fair value.

Tra i nomi che attirano il maggior numero di gestori troviamo invece Reckitt Benckiser, ING, Nestlé e Unilever, acquistati ciascuno da quattro dei dieci fondi presi in esame.

Alcuni titoli vengono comprati nonostante valutazioni già elevate

Un elemento particolarmente interessante è che i gestori non stanno acquistando esclusivamente società considerate a sconto.

ING, ad esempio, secondo Morningstar quota circa il 23% sopra il proprio fair value, mentre Nordea Bank presenta una sopravvalutazione stimata intorno all’11%. FinecoBank, come detto, si colloca circa il 6% sopra la valutazione teorica.

Questo suggerisce che nella costruzione dei portafogli orientati al reddito il prezzo non rappresenta l’unico parametro. Stabilità dei flussi di cassa, distribuzione dei dividendi, solidità patrimoniale e capacità di restituire capitale agli azionisti possono avere un peso altrettanto importante.

Nel caso di ING, ad esempio, il gruppo mantiene una politica che prevede la distribuzione del 50% degli utili attraverso dividendi, affiancata da programmi regolari di riacquisto di azioni proprie.

Dove ci sono maggiori sconti

Tra le società considerate più interessanti dal punto di vista della valutazione spicca London Stock Exchange Group. Il titolo viene indicato circa il 26% sotto il fair value, uno degli sconti più ampi dell’intera selezione.

Segue Reckitt Benckiser, valutata circa il 22% sotto il valore equo. La società continua inoltre a sostenere gli azionisti attraverso una politica di dividendi progressivi e programmi di buyback.

Interessante anche Bureau Veritas, che secondo Morningstar quota con uno sconto vicino al 15%, mentre ASML risulta circa il 14% sotto il fair value.

Per ASML la presenza nella lista è particolarmente significativa. La società olandese appartiene infatti al settore tecnologico e non rappresenta il classico titolo ad alto rendimento, ma il suo modello di distribuzione agli azionisti combina dividendi e riacquisti di azioni proprie. Dal 2013 il gruppo ha ridotto il numero di azioni in circolazione di circa il 10%.

Nestlé e Unilever restano centrali nei portafogli da reddito

Tra i nomi più tradizionalmente associati ai portafogli difensivi troviamo Nestlé e Unilever.

Nestlé viene valutata circa il 9% sotto il fair value e può contare su una lunga storia di crescita delle cedole in franchi svizzeri, vicina ormai ai trent’anni consecutivi. Negli ultimi quindici anni il dividendo è cresciuto a un ritmo medio annuo intorno al 4,5%.

Unilever presenta invece uno sconto stimato intorno all’11%. La società ha distribuito storicamente circa il 60% degli utili sotto forma di dividendi e continua a utilizzare anche i riacquisti di azioni quando la disponibilità di capitale lo consente.

La lista mostra quindi un approccio piuttosto equilibrato. I gestori non stanno puntando soltanto sui titoli apparentemente più economici, ma combinano società difensive, banche, infrastrutture finanziarie, industria e persino tecnologia.

Per chi osserva le azioni europee, i nomi che emergono con le valutazioni più interessanti sono soprattutto London Stock Exchange Group, Reckitt Benckiser, Bureau Veritas e ASML. Allo stesso tempo, la presenza di società considerate già care come ING e Nordea dimostra che nei portafogli orientati al reddito la qualità della distribuzione agli azionisti può continuare a pesare più del semplice sconto rispetto al fair value.

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