L’attenzione del mercato è tutta puntata su UniCredit, che giovedì 23 luglio, prima dell’avvio delle contrattazioni a Piazza Affari, presenterà i risultati del secondo trimestre 2026. L’appuntamento è particolarmente atteso dagli investitori, chiamati a valutare la capacità del gruppo guidato da Andrea Orcel di confermare il percorso di crescita che ha caratterizzato gli ultimi trimestri.

Secondo il consensus diffuso dalla banca, gli analisti prevedono un utile netto medio di 2,834 miliardi di euro, confermando aspettative molto elevate sullo stato di salute dell’istituto.
Indice
Le previsioni per la trimestrale di UniCredit
Le stime indicano un quadro finanziario ancora molto solido. I ricavi del trimestre dovrebbero attestarsi intorno ai 6,485 miliardi di euro, sostenuti sia dal margine di interesse sia dalla crescita delle commissioni.
Nel dettaglio, il mercato si attende:
- interessi netti pari a circa 3,656 miliardi di euro;
- commissioni nette e ricavi assicurativi per circa 2,356 miliardi di euro.
L’utile operativo viene stimato in 4,184 miliardi di euro, mentre l’utile ante imposte dovrebbe raggiungere 3,979 miliardi, tenendo conto di circa 205 milioni di euro di rettifiche nette sui crediti.
Sul fronte dei costi, le spese operative sono previste a 2,302 miliardi di euro, di cui 1,429 miliardi destinati al personale. Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, il CET1 ratio dovrebbe attestarsi al 14,3%, confermando una posizione di capitale tra le più robuste del settore bancario europeo.
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Equita vede una trimestrale solida e conferma il giudizio Buy
Tra le case d’investimento più ottimiste figura Equita, che mantiene la raccomandazione Buy sul titolo con un target price di 87,50 euro.
Secondo gli analisti della SIM, UniCredit dovrebbe beneficiare di una combinazione favorevole di fattori: crescita dei ricavi, rigoroso controllo dei costi e un costo del rischio ancora contenuto.
Le stime di Equita prevedono un margine di interesse (NII) pari a circa 3,6 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto al trimestre precedente e sostanzialmente stabile su base annua. A sostenere questo risultato contribuirebbero il contesto dei tassi d’interesse, l’espansione degli impieghi e un giorno lavorativo aggiuntivo rispetto al trimestre precedente.
Anche le commissioni dovrebbero registrare un andamento positivo grazie al buon momento dei mercati finanziari e alla raccolta commerciale. A questo si aggiunge un importante contributo derivante dalle partecipazioni societarie e dai dividendi, stimato in oltre 600 milioni di euro, comprendendo circa 310 milioni provenienti dalle quote detenute in Commerzbank e Alpha Bank, oltre a più di 220 milioni legati al dividendo di Generali.
Nel complesso, Equita prevede:
- ricavi per circa 6,5 miliardi di euro (+5% su base annua);
- utile operativo di 4,2 miliardi (+9%);
- rettifiche su crediti per circa 200 milioni, equivalenti a un costo del rischio di 18 punti base;
- utile netto di circa 2,65 miliardi di euro.
Gli esperti ritengono inoltre probabile un miglioramento del CET1 ratio di oltre 20 punti base rispetto al 14,2% registrato nel primo trimestre, senza considerare l’effetto positivo del cosiddetto Danish Compromise, il cui impatto, stimato in circa 57 punti base, dovrebbe manifestarsi nel terzo trimestre.
Alla luce di un utile semestrale che potrebbe superare i 5,8 miliardi di euro, Equita ritiene concreta la possibilità che UniCredit chiuda il 2026 con oltre 11 miliardi di utile netto.
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Anche Bank of America resta molto positiva su UniCredit
Una visione favorevole arriva anche da Bank of America, che continua a includere UniCredit tra le proprie Top Pick nel settore bancario europeo.
L’istituto statunitense assegna al titolo un target price di 100 euro e stima un utile netto trimestrale di circa 3,1 miliardi di euro. Se queste previsioni dovessero essere confermate, secondo BofA la banca avrebbe margini per rivedere al rialzo la guidance annuale, con un utile che potrebbe superare 11,5 miliardi di euro, rispetto all’attuale indicazione di almeno 11 miliardi.
Gli analisti sottolineano inoltre come la valutazione di UniCredit continui a risultare interessante rispetto alla redditività espressa dal gruppo. In particolare, evidenziano il potenziale derivante dal miglioramento dell’efficienza operativa, dall’ottimizzazione degli attivi ponderati per il rischio (RWA) e dalla capacità di generare capitale.
Secondo Bank of America, la forza della banca non risiede soltanto nella redditività, ma anche nella possibilità di continuare a remunerare gli azionisti attraverso dividendi, crescita organica ed eventuali operazioni di consolidamento. Un potenziale che, secondo gli esperti, il mercato non starebbe ancora valorizzando pienamente.
Le stime della banca americana indicano infine un ROTE vicino al 26% entro il 2028, un livello che collocherebbe UniCredit tra gli istituti bancari più redditizi a livello internazionale.
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