Nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e i timori legati all’inflazione, le Borse europee hanno appena archiviato il loro miglior trimestre dalla fine del 2020. L’indice Morningstar Europe ha messo a segno un balzo superiore al 10%, spinto dall’euforia globale per l’intelligenza artificiale e da una parziale rotazione settoriale.
Tuttavia, sotto la superficie di questo rally si nascondono profonde differenze: mentre alcuni titoli tecnologici e industriali hanno registrato performance a tre cifre, altri comparti strategici – come quello energetico – sono crollati, bruciando i guadagni precedenti.
Indice
I campioni del trimestre: Tech, Finanza e Industria

La spinta principale è arrivata, ancora una volta, dal settore tecnologico (+40% nel periodo), tallonato a breve distanza dai comparti finanziario (+20%) e industriale (+14%).
A fare la parte del leone sono state le aziende legate alla catena di fornitura dei semiconduttori e delle infrastrutture digitali:
- Infineon Technologies (Germania): Protagonista assoluta del trimestre con un’impennata superiore al 100%.
- Nokia (Finlandia): Ha registrato una crescita record del 70%.
- ASML Holding (Paesi Bassi): Il gigante della litografia per chip ha guadagnato il 45%, trainando l’intera borsa olandese (+34%).
- Siemens (Germania): Ha chiuso il periodo con un solido +37%.
Anche i mercati periferici hanno brillato: Italia e Spagna hanno superato il +15%, staccando mercati più pesanti come Francia e Germania, frenati dalla debolezza dei consumi e del settore della difesa.
I titoli peggiori: il crollo dell’energia
A fare da zavorra ai listini europei è stato il settore energetico, in calo del 14%. Questo ribasso ha azzerato i picchi registrati a marzo, quando i venti di guerra in Medio Oriente avevano fatto impennare i prezzi del greggio.
Con l’allentamento delle tensioni e le scommesse sulla riapertura dello Stretto di Ormuz, i colossi petroliferi hanno subito pesanti correzioni:
- BP (Regno Unito): Ha perso oltre il 20% del proprio valore.
- Equinor (Norvegia): Anch’essa in profondo rosso con perdite superiori al 20%.
Sostanzialmente piatti e privi di slancio sono risultati invece i comparti delle telecomunicazioni, della salute e delle utility.
Prospettive per il terzo trimestre: conviene ancora investire?
Secondo gli analisti di Morningstar, le Borse europee viaggiano oggi con uno sconto minimo (circa il 4%) rispetto al loro fair value (il valore fondamentale stimato). Questo significa che, dal punto di vista dei bilanci, i margini per un ulteriore rally ingiustificato sono ridotti.
Tuttavia, il mercato guarda con ottimismo alla imminente stagione delle trimestrali. Gli analisti di Deutsche Bank stimano una crescita degli utili europei tra il 12% e il 14% su base annua.
I fattori chiave da monitorare adesso:
- La sostenibilità del trend IA: I profitti delle aziende tech riusciranno a giustificare valutazioni così elevate?
- Le mosse delle banche centrali: Il calo dell’inflazione permetterà finalmente un taglio dei tassi d’interesse più deciso?
- Il rischio geopolitico: Nuove tensioni internazionali potrebbero riaccendere improvvisamente la crisi energetica, ribaltando i rapporti di forza tra i settori.
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